Dal 1° maggio, tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%

In tal modo, il Governo intende «compensare» la previsione di un taglio del 10% dell’IRAP.

Nel corso della riunione di ieri, oltre a una serie di provvedimenti in materia di emergenza abitativa, lavoro e semplificazione degli adempimenti per le imprese

il Consiglio dei Ministri ha approvato l’informativa del Premier Matteo Renzi sulle misure che il Governo attuerà, per quanto riguarda sia le riforme costituzionali, sia gli interventi di politica economica.

Al termine del CdM, il Presidente del Consiglio ha poi illustrato – con una formula “inedita”, presentando cioè ai giornalisti una serie di slide da solo, mentre i Ministri competenti hanno spiegato i decreti approvati rientranti nella propria sfera di competenza in un secondo momento – la relazione dal titolo “La svolta buona”. Come confermato da Renzi nell’apertura del proprio intervento, la definizione non è casuale, perché nata prima di tutto come hashtag su Twitter (#laSvoltabuona), da lui stesso lanciato due giorni fa, intorno alle 20.30, quando si vociferava da giorni di una riunione, ma il Consiglio dei Ministri non era ancora stato ufficialmente convocato, almeno stando alle comunicazioni di Palazzo Chigi.

Come si legge nel documento, l’Esecutivo ha davanti 100 giorni “di lotta durissima per cambiare”. La relazione – recita il comunicato di Palazzo Chigi – ha toccato le riforme economiche e per il lavoro, individuando misure che, nel rispetto del tetto del 3% del PIL fissato per l’indebitamento netto, possano garantire una strategia d’urto per la ripresa del Paese in termini di competitività e ripresa di domanda interna. Il calendario si presenta infatti molto fitto: Pubblica Amministrazione ad aprile, Fisco a maggio e Giustizia a giugno. La “svolta”, negli intenti del Governo, dovrebbe essere politica, economica e occupazionale.

Per ciò che concerne le misure in ambito fiscale, in particolare, Renzi ha annunciato l’arrivo, per il prossimo 1° maggio:
– di dieci miliardi di euro per la riduzione del cuneo fiscale, ossia per consentire l’aumento della detrazione IRPEF in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi – circa 10 milioni di persone – per un ammontare di circa 1.000 euro netti all’anno a favore di chi guadagna meno di 1.500 euro al mese;
– della diminuzione del 10% dell’IRAP, che sarà “compensata” dall’aumento dal 20 al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie, senza toccare i titoli di Stato.

Inoltre, lato occupazione e imprese, il programma prevede che, dal prossimo 1° giugno, vengano stanziati 500 milioni di fondo per le imprese sociali e unincremento di 600 milioni in tre anni per il credito d’imposta per giovani ricercatori, da definire con un decreto attuativo dei Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico.

Ora, al netto di annunci un po’ in stile “televendita” e di un documento molto colorato e pieno di immagini – tra cui una katana (spada giapponese) e un pesciolino rosso in boccia di vetro – lo sblocco dei pagamenti della P.A. contenuto nella relazione è stato poi confermato dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Sempre ieri, infatti, il CdM ha avviato l’esame di un Ddl. contenente norme per agevolare ulteriormente il rispetto della normativa europea in materia. Tre sarebbero gli scopi del provvedimento:
– adeguare i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni a quelli previsti dalla relativa direttiva europea;
– favorire la cessione del credito al sistema bancario;
– accelerare il pagamento dei debiti arretrati (già avviato nel 2013 con il pagamento di più di 22 miliardi ai creditori).

Nel dettaglio: nelle more dell’avvio della fatturazione elettronica, i creditori e le amministrazioni comunicheranno i dati relativi alle fatture tramite la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, consentendo allo Stato il monitoraggio del ciclo passivo delle P.A.; lo Stato offrirà una garanzia sui debiti di parte corrente delle pubbliche amministrazioni al momento della cessione agli intermediari finanziari.

Infine, per favorire il pagamento dello stock di debiti accumulato, si vuole:
– concedere ulteriori anticipazioni di liquidità agli enti territoriali mediante un incremento del Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili istituito dal DL 35/2013;
– allentare i vincoli del patto di stabilità interno delle Regioni e degli enti locali al fine di consentire il pagamento di debiti di parte capitale al 31 dicembre 2013;
– destinare un fondo specifico per il finanziamento dei debiti degli enti locali nei confronti delle proprie società partecipate;
– rifinanziare il fondo per il ripiano dei debiti dei Ministeri.

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