Spending review. 3 miliardi per il 2014

Cottarelli riferisce in Commissione Bilancio al Senato: piano in due fasi e 33 misure.

Proposte e risparmi effettivi – Ieri il commissario per la spending review, Carlo Cottarelli, ha presentato il proprio rapporto in occasione dell’audizione tenuta in Commissione Bilancio a Palazzo Madama. Il principale incaricato dell’attuazione di strategie di taglio e contenimento della spesa pubblica ha pertanto sottolineato d’aver già presentato al Comitato interministeriale le sue proposte. Innanzitutto, Cottarelli ritiene che per l’anno in corso, rispettando in maniera fedele la tabella di marcia, già negli ultimi otto mesi potranno iniziare a vedersi i primi risparmi effettivi, quantificabili nel complesso in tre miliardi di euro. Risparmi che, alla luce anche di quanto emerso dal Consiglio dei ministri di ieri, potrebbero essere convogliati a ingrossare le coperture per gli interventi messi in agenda dal governo.

Risparmio massimo 2014 e piano – Secondo il rapporto del commissario per la spending review, inoltre, il risparmio massimo conseguibile per quest’anno è stato stimato in sette miliardi di euro. Tuttavia lo stesso Cottarelli ha riconosciuto che potrebbero esservi dei fattori in corso d’anno capaci di variare la stima. Sul tema sono si esclude in ogni caso determinato margine prudenziale, tenendo conto del quale il commissario preferirebbe puntare sui 5 miliardi di euro. Andando avanti fino al prossimo anno, Cottarelli ritiene fattibile il conseguimento di ben 18 miliardi di euro in risparmi effettivi e salendo ancora fino al 2016 questi risparmi potrebbero diventare 36 miliardi di euro. Per conseguire tali risultati è chiaro che si dovrà applicare senza remore il programma illustrato anche ieri dal commissario nel corso della sua audizione. A ben vedere, si tratta di un programma composto da 33 misure distinte i due gruppi: da un lato troviamo quelle che possono essere applicate nell’immediato già da quest’anno, dall’altro le cosiddette riforme strutturali da emanare quest’anno, ma i cui effetti si vedranno poi tra il 2015 e il 2017. Intanto già due miliardi di euro in risparmi potrebbero arrivare, riferisce il commissario, dalla spesa per immobili a livello di Stato ed Enti: si tratterebbe di risparmi afferenti alla seconda tranche di misure, ossia quelle definite come strutturali.

Risparmi e cuneo fiscale – In quale misura questi risparmi potranno essere convogliati alla riduzione del cuneo fiscale? Dunque, a questa domanda Cottarelli risponde prendendo ad esempio i risparmi conseguiti in maniera autonoma come le autorità indipendenti e le Camere di Commercio e società o la Rai. Questo genere di risparmi non potrà essere utilizzato per apportare alcuna riduzione al cuneo fiscale. Sul punto, in relazione alla Rai, Cottarelli ha concluso sottolineando che “le perdite anche significative che ha registrato si stanno implementando in un piano di rientro molto importante che comporterà il pareggio dei conti nel 2014”, aggiungendo che per la tv pubblica “qualche risparmio ulteriore potrebbe venire ancora da una razionalizzazione della presenza sul territorio per legge la Rai deve avere sedi in tutta Italia, ma per assicurare il servizio potrebbe non essere necessariamente presente in tutte le regioni”.

L’uso delle forbici – Insomma, l’Italia correrà con le forbici in mano, per usare un riferimento letterario. Ma dove potrà usarle? E dove invece rimarrà tutto intatto? Ebbene, secondo il piano di Cottarelli, le cesoie non cadranno né sulla scuola né tantomeno sulla cultura, ambiti già fortemente minacciati e vessati nel passato. Tuttavia da qualche parte si dovrà pur tagliare ed è probabile che a passare sotto le lame della spending review sarà il comparto previdenziale. Lo stesso Cottarelli ha infatti sottolineato che la spesa sostenuta dall’Italia per le pensioni è troppo pesante, necessita quindi di un alleggerimento. In sostanza, il commissario si è fatto promotore dell’introduzione di un “un contributo temporaneo per le pensioni oltre una certa soglia essenzialmente per consentire l’assunzione di nuove persone”. In questo modo si andrebbe a intervenire anche sui cosiddetti ‘oneri sociali per i neoassunti’. Un siffatto intervento comunque non dovrebbe destare preoccupazioni tra i pensionati, in quanto riguarderebbe solo il 15% dei trattamenti pensionistici, lasciando invariato il restante 85%. Ma non finisce qui, poiché le forbici scenderanno anche su determinati enti pubblici, che potrebbero essere eliminati o a limite razionalizzati. In questo caso, Cottarelli sarebbe favorevole all’eliminazione del Cnel. Contestualmente l’auspicio sarebbe che si limitasse il numero di auto blu, considerando un massimo di 5 veicoli per Ministero. Altro consiglio del commissario per la spending review si riferisce alle famigerate ‘leggi mancia’, che suonano più come contentino legato a interessi personali che come interventi mirati a tutelare gli interessi della cosa pubblica. In merito a ciò, Cottarelli proporrebbe uno sfoltimento. Infine le cesoie non lascerebbero immune neanche il comparto della sanità. In particolare, ha concluso il commissario per la spending review, per quel che concerne i ricoveri considerati inutili e mirando a una ‘più diretta applicazione dei costi standard’.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...