Durc telematico. È la svolta buona?

Acquisizione e consultazione online: il “Jobs act” accende i motori al Durc

Premessa – Smaterializzare il rilascio del Durc. È questo uno degli obiettivi principali che la squadra del Governo Renzi ha inserito nel decreto legge, recante “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”, più comunemente conosciuto con il nome di “Jobs act”. L’intervento, di massima urgenza, intende quindi venire a capo di uno dei problemi mai risolti della burocrazia, vale a dire l’acquisizione del documento unico di regolarità amministrativa.

Un problema mai risolto – Più volte i precedenti Governi hanno cercato di adottare interventi normativi per trasferire la gestione del Durc in modalità informatica; purtroppo i risultati ottenuti sono stati pressoché deludenti. Basti pensare alle verifiche che le stazioni appaltanti sono chiamate a svolgere sulle autocertificazioni delle imprese; in tal caso, di telematico c’è solo la procedura. Procedura, tra l’altro, abbastanza lunga visto che le amministrazioni sono comunque chiamate a presentare una domanda, seppur in via telematica, e attendere che entro i successivi 30 giorni Inps, Inail o Cassa edile rispondano, sempre per via telematica.

La novità – Lo Jobs act, ora, intende mettere la parola fine a questo tormentoso procedimento burocratico, rendendolo più snello e pratico. Il decreto legge, approvato nell’ultimo consiglio dei ministri, affida l’attuazione a un apposito decreto attuativo – da adottare entro 60 giorni – e stabilisce che “chiunque vi abbia interesse verifica con modalità esclusivamente telematiche e in tempo reale la regolarità contributiva nei confronti dell’Inps, dell’Inail e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, nei confronti delle Casse edili. L’esito dell’interrogazione ha validità di 120 giorni dalla data di acquisizione”. In questo modo, viene superata la vecchia procedura e non sarà più necessario chiedere e aspettare; infatti, basterà semplicemente consultare online i dati che riguarderanno “i pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive e comprende anche le posizioni dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto che operano nell’impresa”.
In termini pratici, basterà indicare il codice fiscale del soggetto da verificare per controllare la propria posizione contributiva. Tutto ciò avverrà tramite un’unica interrogazione telematica che agirà sugli archivi dell’Inps, dell’Inail e delle Casse edili, usufruendo della “cooperazione applicativa” dei software, per farli comunicare tra loro. Il decreto ministeriale attuativo, inoltre, stabilisce che dalla sua entrata in vigore non vi sarà più l’obbligo di verificare la sussistenza del requisito di ordine generale di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del D.Lgs. n. 163/2006 presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori. Altra novità introdotta è quella di acquisire il Durc, sempre con le nuove modalità, anche per le erogazioni di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, sempre a partire dalla vigenza del decreto ministeriale attuativo.

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