Veneto: online referendum sulla secessione. Il 64% dice sì. Venezia come la Crimea?

Il Governatore del Veneto ha indetto un referendum sull’indipendenza della Regione. Secondo i sondaggi il 64% dei settentrionali sarebbe favorevole.

Roma è ladrona e il sud è un peso. Parole che sentiamo da anni e anni e che ormai sono diventate una sorta di leitmotiv ogni volta che rispunta fuori il tema della secessione delle regioni settentrionali.

Ma stavolta il Veneto si è spinto oltre, molto oltre. Il Presidente della Regione Luca Zaia ha infatti lanciato un referendum online per l’indipendenza del suo territorio dall’Italia. Le votazioni si sono aperte ieri e i cittadini veneti avranno tempo fino al prossimo 21 marzo per esprimere il loro parere sulla questione. Ma secondo i sondaggi, il risultato sarebbe già scritto: il 64% dei settentrionali si è infatti detto favorevole all’indipendenza.

Il Veneto sembra aver dunque tratto ispirazione da quello che sta accedendo attualmente in Crimea, dove il referendum tenutosi ieri ha sancito l’annessione della penisola alla Russia, nonostante Ucraina, Europa e Stati Uniti continuino a ribadire l’illegittimità del voto arrivato dalle urne.

I cittadini veneti sono chiamati a rispondere alla seguente domanda:

“Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”

Le parole del Governatore
Luca Zaia però sostiene di ispirarsi più che altro alle volontà indipendentiste manifestatesi in Catalogna e in Scozia:

“Mi piacerebbe che pensassero all’indipendenza come movimento culturale, tipo Catalogna o Scozia. “Dobbiamo capire se sull’indipendenza riescono ad aprirci un varco. La loro deadline è il 9 novembre 2014. Se l’indipendenza la ottiene Barcellona, seguendo il loro metodo potrebbe ottenerla Venezia”

ha affermato il Governatore del Veneto nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano Libero, nel corso della quale ha spiegato i termini dell’iniziativa che ha preso il nome di “Plebiscito 2013”.
Secondo lui infatti, i cittadini veneti sarebbero favorevoli all’indipendenza perché non ne possono più della crisi e delle alte tasse imposte da Roma.

Sarebbe infatti proprio della Capitale la colpa del fiorire di questo movimento indipendentista:

“Il fermento indipendentista è sempre più forte, e non dipende dalla gente del nord sempre più strozzata, dipende da Roma. Matteo (Renzi ndr) l’ha detto chiaramente di non credere alle Regioni, anzi fosse per lui le abolirebbe. É un neocentralista che ha un ideale di sviluppo fordista; noi siamo quelli del distretto industriale diffuso. Fosse per Renzi la Bavaria industriale autonoma non esisterebbe”.

I numeri
Il referendum sulla secessione si è aperto ieri e ha visto la partecipazione (in una sola giornata) di ben 492 mila cittadini. In testa ci sarebbe Vicenza con 121.700 votanti. Segue Treviso con 118.300 voti e più staccate Padova (105.300), Venezia (oltre 50 mila), Verona (87.800), Belluno (3.300) e Rovigo (3.100). Anche oggi l’affluenza sarebbe molto alta, anche se non ci sono ancora i numeri ufficiali.

Le votazioni rimarranno aperte fino al 21 marzo. Lo stesso giorno a Treviso, in piazza dei Signori, nel caso in cui dovessero vincere i sì, si terrà una cerimonia nel corso della quale verranno esposti i risultati e proclamata la “Sovranità”.

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