Per gli avvocati concentrato di novità dalla riforma professionale

Dal codice deontologico ai parametri forensi, pronto anche il regolamento sulla formazione continua.

Dopo l’elaborazione da parte del CNF di un percorso formativo e di aggiornamento specifico per gli avvocati-mediatori di cui all’art. 16, comma 4-bis del DLgs. 28/2010

sembrano prossime ormai altre novità per la categoria degli avvocati rientranti nell’ambito della più ampia riforma degli ordinamenti professionali, iniziata con il DL 138/2011 (conv. L. 148/2011) e specificatamente per gli avvocati con la L. 247/2012 (recante appunto la riforma dell’ordinamento professionale forense).

In primis, manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per il nuovo Codice deontologico forense, approvato dal CNF nella seduta dello scorso 31 gennaio 2014: le principali novità riguardano, in particolare, la tipizzazione degli illeciti disciplinari e l’espressa indicazione delle sanzioni, oltre alla previsione di un meccanismo di aggravamento e di attenuazione in relazione alla maggiore o minore gravità del fatto contestato (si veda l’art. 22 del Codice).

Il Codice, poi, recepisce le novità introdotte dalla L. 247/2012 su molti aspetti della professione, quali doveri e deontologia, specializzazioni, pubblicità informativa, compensi. Con riguardo a quest’ultimo aspetto, si evidenzia che l’art. 25 del Codice ripresenta quanto già stabilito dalla norma primaria di cui all’art. 13, comma 3 della L. 247/2012: libertà della determinazione del compenso con possibilità di pattuizione a tempo, in misura forfettaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l’intera attività, a percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede possa giovarsene il destinatario della prestazione, non soltanto a livello strettamente patrimoniale.

Rimanendo sull’art. 13 citato, ormai prossima è anche la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro della Giustizia – su proposta del CNF – recante la determinazione dei nuovi parametri forensi ai sensi del relativo comma 6

decreto che, dal momento in cui entrerà in vigore, sostituirà per la categoria degli avvocati le previsioni di cui al DM 140/2012 (applicate in via analogica alla categoria, così come ritenuto dal CNF nel dossier dell’Ufficio studi 22 gennaio 2013 n. 1).

Rispetto alle altre professioni ordinistiche, i parametri ministeriali trovano più ampio ambito di applicazione per gli avvocati, fermo restando la non vincolativitàdegli stessi (sia nel minimo che nel massimo). Il ricorso ai parametri, infatti, non è più limitato alle ipotesi di liquidazione del compenso da parte di un organo giurisdizionale (così come prescritto dall’art. 9, comma 2 del DL 1/2012, conv. L. 27/2012), ma anche nei seguenti casi: mancata determinazione in forma scritta, all’atto dell’incarico o successivamente, del compenso, in ogni caso di mancata determinazione consensuale, liquidazione giudiziale dei compensi, prestazione professionale resa nell’interesse dei terzi o per prestazioni officiose previste dalla legge.

Sono allegate allo schema di regolamento – composto da 29 articoli – 26 Tabelle con gli importi dei parametri per i compensi per ogni tipo di procedimento civile e per il processo penale (ad esempio, giudice di pace, giudizi ordinari e sommari di cognizione davanti al tribunale, cause di lavoro, cause di previdenza, procedimenti per convalida locatizia, atto di precetto e così via), per l’attività stragiudiziale e per quella di arbitrato.

Fra le novità del regolamento, si evidenzia in particolare l’incremento significativo del valore dei parametri numerici rispetto al valore di cui alle Tabelle del DM 140/2012 (si veda in tal senso la Relazione illustrativa al regolamento).

Infine, un accenno va fatto anche al Regolamento per la formazione continua, recante, in particolare, la disciplina delle modalità e delle condizioni per l’assolvimento dell’obbligo di formazione continua da parte dell’avvocato e della gestione e dell’organizzazione delle attività formative. Il regolamento – contenente 24 disposizioni – è stato approvato dal CNF lo scorso 21 febbraio 2014 e inviato a Ordini e Associazioni per la consultazione.

Si segnala che il numero dei crediti è ora previsto nella misura di 60 in 3 anni, almeno 15 crediti ogni anno. È consentita la compensazione dei crediti maturati solo nell’ambito del triennio formativo e nella misura massima di 5 crediti per anno.
L’accreditamento avviene in relazione al singolo evento, al quale sono attribuiti dei crediti sulla base di criteri oggettivi predeterminati.

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