Redditi. Non si arriva a 20.000 euro

MEF pubblica statistiche su Irpef 2013: metà dei contribuenti non arriva neppure a 16.000 euro.

Irpef e scenario generale – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo sei mesi dal termine della presentazione, ha pubblicato ieri le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi 2013 delle persone fisiche (Irpef), elaborate dal Dipartimento delle Finanze e relative all’anno d’imposta 2012. Alla luce di siffatti riscontri, è emerso che il reddito medio degli italiani si aggira al di sotto i ventimila euro e che una buona metà dei contribuenti della Penisola non arriva neppure a dichiarare un reddito di sedicimila euro. Lo scenario che emerge è quello di una ristretta cerchia di ricchi contrapposta a una dilagante povertà. In sostanza, gli assegni più cospicui sembrano essere destinati a pochi e la disoccupazione ha sottratto ben 350mila lavoratori dipendenti dal circuito occupazionale. Questa situazione ha rappresentato quasi un terremoto per il contesto reddituale, nel quale hanno tenuto a stento solo i pensionati.

Quanto pesa la crisi? –
 I dati illustrati dal Ministero economico risultano quanto mai delicati, soprattutto se posti a confronto con quelli emersi nel 2008, anno al quale si fa risalire l’inizio della crisi economica. Un confronto tra il 2012 e il 2008 indica appunto un risultato molto triste. Come abbiamo visto, sul fronte del lavoro sono andati perduti 350 mila posti dipendenti, ma vi sono anche 190 mila pensionati in meno, 32 mila imprenditori in meno e 138 mila soggetti in meno che dichiarano reddito da partecipazione. A fronte di questi dati, si è riscontrato però che nel 2012 vi sono stati 128 mila lavoratori in più rispetto al 2008. Sul versante degli assegni, quindi in riferimento all’andamento del reddito, vediamo che la strada e drasticamente in discesa, tranne che per i pensionati che, come s’è accennato, sono riusciti a fronteggiare la crisi. In questo caso vediamo infatti che il reddito medio degli autonomi ha perso il 14,3% in termini reali, quello degli imprenditori è giù dell’11% e quello dei dipendenti è sceso del 4,6%, laddove è invece aumentato del 4,6% il reddito medio da pensione.

Focus Irpef –
 In riferimento poi all’Irpef, i dati del Tesoro indicano un valore medio dell’imposta pari a 4.880 euro. A dichiararla è il 75% del totale dei contribuenti, vale a dire all’incirca 31,2 milioni di soggetti. Sul punto bisogna tener altresì presente che ben 10 milioni di contribuenti sono compresi nelle soglie di esenzione, il che significa che sono soggetti a un’imposta netta sostanzialmente nulla. Nel confronto con l’anno precedente, il MEF sottolinea che il peso complessivo dell’Irpef dichiarato è stabile, quantificabile in 152,3 miliardi di euro, ai quali però si devono sommare 11 miliardi di euro inerenti all’addizionale regionale. Per quanto riguarda le percentuali dichiarate e il rapporto coi redditi dei dichiaranti, si può osservare che dichiarano il 48% dell’imposta netta totale i soggetti con redditi fino a 35.000 euro, la rimanente percentuale del 52% è invece dichiarata dai contribuenti con redditi superiori a 35.000 euro: nel primo caso ci si riferisce all’86% del totale contribuenti con imposta netta, laddove nel secondo si sta parlando del 14% del totale dei contribuenti. Poi dichiarano il 4,5% dell’imposta totale (e sono anche tenuti al pagamento del contributo di solidarietà del 3% sulla parte di reddito che eccede i 300 mila euro) quei contribuenti con un reddito complessivo superiore ai 300.000 euro; in questo caso ci si riferisce a 29.000 contribuenti e a un ammontare complessivo di 247 milioni di euro.

Redditi e distribuzione – 
Dunque, per quel che concerne i redditi, vediamo che le stime diffuse dal dicastero economico mostrano, a livello nazionale, un reddito complessivo totale dichiarato equivalente a 800 miliardi di euro. Al contempo, in base a un confronto di tipo tendenziale, il reddito medio ha guadagnato cinque decimi di punto, attestandosi a quota 19.750 euro all’anno. E se già questa cifra per un reddito medio nazionale sembra bassa, vediamo che le analisi relative al reddito complessivo dichiarato dal contribuente mediano mostrano una situazione ben più grave. In questo caso infatti, essendo il contribuente non soggetto a valori eccessivamente elevati, assistiamo a una contrazione del reddito che finisce a 15.654 euro. Pertanto, come avevamo poc’anzi accennato, una buona percentuale di contribuenti, quantificabile addirittura con la metà del totale, non arriva neanche a un reddito di sedicimila euro. Ma come sono distribuiti questi redditi? In che senso vi sono pochi ricchi e molti poveri? Ebbene, sempre prendendo in considerazione i risultati esposti ieri dall’Economia, vediamo che il 22,7% del reddito complessivo è attribuibile al 5% dei contribuenti con gli assegni più elevati, vale a dire che questo esiguo numero di contribuenti è in possesso di una quota maggiore di quella che detiene nel complesso la maggioranza dei contribuenti. Poi, il 90% dei contribuenti italiani ha dichiarato un reddito complessivo fino a 35.819 euro. Per quel che concerne poi la distribuzione geografica, il Tesoro conferma che il reddito medio complessivo più alto, pari a 23.320 euro, è stato registrato in Lombardia, subito dopo c’è il Lazio con un reddito medio complessivo di 22.100 euro. Il reddito medio complessivo più basso è invece individuabile in Calabria con 14.170 euro. In riferimento alla regioni dell’Italia centrale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha riscontrato una crescita più lenta rispetto alla media nazionale.
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