Permesso di soggiorno e nulla osta al lavoro

dal 6 aprile in vigore nuove regole.

Permesso di soggiorno e nulla osta al lavoro: con l’entrata in vigore del dlgs 40/2014 che cosa cambia per i cittadini stranieri in Italia? Scopriamolo insieme.

Permesso di soggiorno e nulla osta al lavoro, due adempimenti burocratici indispensabili per i tanti stranieri che hanno scelto – magari già da tempo – di vivere e lavorare nel nostro Paese. Il dlgs n. 40/2014 pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 68 dello scorso 22 marzo che entrerà in vigore a partire dal prossimo 6 aprile. Tale provvedimento recepisce la direttiva europea 2011/98 eliminando anche il divieto di assunzione di personale straniero all’interno delle aziende del trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano.

Le novità: il permesso unico

Ma cosa prevede, nello specifico, la direttiva che abbiamo recepito? Innanzitutto l’adozione, da parte degli stati membri dell’Unione Europea, di una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consenta ai cittadini stranieri di soggiornare e lavorare nei paesi membri. Un’altra importante novità è l’estensione a questi cittadini degli analoghi diritti già riconosciuti ai lavoratori nazionali, sia nell’ambito delle condizioni di lavoro che per quanto concerne l’istruzione e formazione professionale, la sicurezza sociale, e così via.

Cosa cambia per l’Italia

Dal punto di vista strettamente procedurale – una volta tanto – il nostro Paese non si è fatto trovare impreparato di fronte alle richieste europee: la procedura unica da noi è infatti già sostanzialmente in vigore, per cui il dlgs avrà come immediato effetto la semplice introduzione della dicitura “permesso unico di lavoro” sui permessi di soggiorno che consentono di svolgere attività lavorativa . Cosa che invece non accadrà per i permessi lungo soggiornanti, quelli concessi per motivi umanitari o per lo status di rifugiato e di protezione sussidiaria, e neanche per quelli di studio, per lavoro stagionale o autonomo.

I nuovi termini: si allungano i tempi

La notizia meno buona però, soprattutto per un Paese che non ha mai brillato per celerità burocratica – è che il provvedimento, di fatto, allunga i tempi stabiliti per il rilascio del permesso di soggiorno da parte della questura (che passa da 20 a 60 giorni) e anche del nulla osta al lavoro da parte dello sportello unico per l’immigrazione (che passa da 40 a 60 giorni).

Abrogato l’obbligo del contratto di soggiorno

Dal punto di vista della semplificazione procedurale, però, possiamo registrazione l’abrogazione dell’obbligo di stipula del contratto di soggiorno all’atto del rinnovo del permesso di soggiorno per il lavoro. Da questo punto di vista, quindi, si è voluto recepire un parere già fornito dal Ministero del Lavoro, il quale aveva ritenuto superato l’obbligo in questione attraverso la compilazione di appositi riquadri presenti nel modello Unificato-Lav di comunicazione obbligatoria di assunzione o, nel caso di lavoro domestico, nell’apposita comunicazione all’Inps (nota prot. N. 8827/2011).

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