Prima casa. L’inquilino resta e il proprietario decade

L’Amministrazione Finanziaria può disporre la revoca dei benefici fiscali “prima casa” anche quando il contribuente non abbia potuto trasferire la propria residenza nel prescritto termine (18 mesi), per via del mancato rilascio dell’immobile da parte del conduttore. Lo sostiene l’ordinanza n. 7764/14 della Sesta Sezione Civile – T della Cassazione, pubblicata ieri.

La vicenda. Il contribuente ha impugnato la sentenza della CTR Lombardia che aveva riconosciuto la bontà di un avviso di liquidazioni per imposta di registro 2009, ritenendo che l’acquirente fosse effettivamente decaduto dai benefici fiscali “prima casa”, posto che non aveva trasferito, nel termine di legge, la propria residenza nel Comune ove insisteva l’immobile acquistato.

La difesa. La difesa ha lamentato l’omesso esame di un fatto controverso, ossia i giudici meneghini non avevano considerato l’impossibilità di trasferire la residenza; in ogni caso, il termine di diciotto mesi andrebbe computato dal momento in cui l’acquirente si sia “immesso nel possesso dell’immobile”.

Mancato rilascio dell’immobile. La Suprema Corte ha dichiarato infondate entrambe le doglianze difensive. In tema di agevolazioni tributarie – spiega l’ordinanza 7764/14 -, i benefici fiscali per l’acquisto della prima casa (abitazione non di lusso), previsti dalla nota II bis della Tariffa Parte I, articolo 1, allegata al D.P.R. n. 131/1986, “spettano alla sola condizione che, entro il termine di decadenza di diciotto mesi dall’atto, il contribuente stabilisca, nel Comune dove sia ubicato l’immobile, la propria residenza. Il mancato rilascio dell’immobile da parte del conduttore non costituisce circostanza inevitabile e imprevedibile tale da ostacolare il mutamento di residenza”.

Osservazioni. La giurisprudenza di legittimità ha spesso sostenuto che la realizzazione dell’impegno di trasferire la residenza, che rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del beneficio richiesto e solo provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell’atto, costituisce un vero e proprio obbligo del contribuente verso l’Erario, nella cui valutazione non può, però, non tenersi conto – proprio perché non inerente a un suo comportamento – della sopravvenienza di un caso di forza maggiore, cioè di un ostacolo all’adempimento dell’obbligazione, caratterizzato dalla non imputabilità alla parte obbligata, e dall’inevitabilità e imprevedibilità dell’evento (ex multis, Cass. n. 16463 del 2013).

Ebbene, l’odierna pronuncia ci insegna che il mancato rilascio dell’appartamento da parte del conduttore non configura un caso di forza maggiore, sicché la decadenza dall’agevolazione è inevitabile se il trasferimento della residenza non è intervenuto per tempo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...