Def, dal taglio all’Irpef agli aumenti per le banche, tutte le misure in 8 punti

Il Consiglio dei ministri ha licenziato ieri sera il Documento di Economia e Finanza, il testo che contiene le misure di politica economica e finanziaria decise dal Governo per il periodo compreso nel bilancio pluriennale.

Erano in molti ad attendere l’arrivo del Def per vedere se il Presidente del Consiglio avrebbe mantenuto tutte le promesse fatte nel corso degli ultimi due mesi. I dubbi erano tanti, ma a quanto pare Matteo Renzi è riuscito a spuntarla, includendo all’interno del documento le misure presentante il 12 marzo scorso.

Dal taglio all’Irpef per le famiglie alla spending review, dall’aumento di 80 euro in busta paga alla sorprendente stangata per le banche, cerchiamo quindi di vedere, una per una, le novità contenute nel DEF, e quali conseguenze comporteranno per i cittadini e per i risparmiatori italiani.

Irpef
Uno dei provvedimenti più attesi era senza dubbio il taglio dell’IRPEF che, per il 2014, sarà pari a 6,7 miliardi di euro e si tradurrà nel bonus di 80 euro in busta paga concesso a lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano meno di 1.500 euro lordi a mese.

La detrazione dell’imposta sulle persone fisiche verrà inserita all’interno di un apposito decreto presentato il prossimo 18 aprile e cioè il giorno dopo il suo passaggio in Parlamento.

All’interno dello stesso documento sarà contenuta, secondo quanto detto dal Premier, anche una misura riguardante gli incapienti e cioè i cittadini con un reddito inferiore a 8mila euro per i quali sarebbe stato individuato un intervento alternativo che permetterà loro di incrementare un po’ le entrate.

Irap
Confermata la riduzione dell’Irap per le imprese. L’imposta sarà tagliata del 5% nel 2014 e del 10% nel 2015.

Spending Review
Tagli alla spesa a più non posso. Renzi li aveva annunciati e il Def li ha confermati. Riduzione massiccia dell’acquisto di beni e servizi che comprende un risparmio di 1 miliardo per la Sanità pubblica.

Anche la Pubblica Amministrazione dovrà stringere la cinghia provando a spendere 800 milioni meno. Come? Tagliando la spesa improduttiva.

Improduttivo viene considerato anche il Cnel che verrà dunque abolito.
Il Governo inoltre cercherà il modo di ridurre le spese istituzionali, a partire proprio da Camera, Senato e Quirinale. Annunciati provvedimenti riguardanti il ministero della Difesa, anche se non è ancora chiaro se essi riguarderanno i tanti odiati F35.

Decisi infine interventi sulle Camere di commercio e sui bonus per le imprese che potrebbero essere ridotti allo scopo di alleggerire il cuneo fiscale.

Banche, che stangata
La misura che senza dubbio ha sorpreso, per una volta favorevolmente, i cittadini riguarda la stangata sulle banche.

La riduzione del cuneo fiscale verrà infatti finanziata, almeno in parte, da un aumento (dal 12% al 26%) della tassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia. Il provvedimento sarà retroattivo e riguarderà i principali soci della Banca Centrale Italiana, da Unicredit a Intesa Sanpaolo.

Debiti della PA
Il Governo ha finalmente deciso di saldare i debiti della Pubblica Amministrazione, stanziando 13 miliardi di euro che si aggiungeranno ai 47 già erogati dai precedenti Esecutivi.

La misura sarà portata avanti grazie “al consolidamento del meccanismo di finanziamento da parte dello Stato” che consentirà alle società creditrici di cedere il proprio credito alla Cassa depositi e prestiti e ad altre istituzioni.

Il Governo istituirà poi un nuovo sistema di regolamentazione volto ad evitare l’accumulo di nuovi debiti.

Stipendi dirigenti pubblici
Un altro capitolo di forte interesse per i cittadini riguarda il tetto di 238mila euro l’anno per gli stipendi dei manager pubblici. Il provvedimento verrà inserito all’interno del decreto del 18 aprile contenente la riduzione dell’Irpef e permetterà al Governo di risparmiare 350-400 milioni l’anno:

“Non possiamo nominare persone che guadagnino più di quelle cifre. Abbiamo dato una stretta molto decisiva, che varrà tra i 350 e i 400 milioni, ma al di là della cifra conta il valore simbolico. Io sono affezionato ad Adriano Olivetti che diceva che un amministratore delegato non può guadagnare 10 volte di più di un dipendente”,

ha sottolineato Matteo Renzi.

Aziende pubbliche e privatizzazioni
All’interno del Def, l’Esecutivo si impegna inoltre ad andare avanti nella strada delle privatizzazioni delle aziende pubbliche. Quella di Poste Italiane, che prevede la vendita del 40% della quota statale, e quella di Enav (49%) porteranno nelle casse dello Stato 5-6 miliardi di euro.

Ma non basta. Il Governo procederà alla dismissione di asset appartenenti all’Italia, anche se non è ancora stato reso noto quali aziende saranno interessate. Lo scopo è quello di far incassare allo Stato una cifra vicina ai 12 miliardi.

Coperture
L’ultimo, fondamentale, capitolo riguarda le coperture. Alcune decisioni le abbiamo già anticipate, ma vale la pena elencarle una per una. Le misure inserite all’interno del Def saranno finanziate attraverso:

  • i 4,5 miliardi di revisione della spesa pubblica;
  • il maggior gettito Iva derivante dal pagamento dei debiti della PA;
  • l’aumento della tassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia;
  • l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie (l’aliquota passerà dal 20% al 26%).
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