Bonus 80 euro

oltre il 40% mangiato da Tasi e addizionali Irpef. Ecco le previsioni!

Da una parte sul piatto della bilancia abbiamo gli 80 euro in più promessi dal governo e inseriti nel Def, dall’altra gli aumenti della Tasi e delle addizionali Irpef comunali e regionali. Da che parte penderà l’ago della bilancia?

Secondo una prima proiezione della Uil, servizio politiche territoriali, degli 80 euro promessi da Renzi per coloro che guadagnano meno di 25.000 euro lordi l’anno, oltre il 40% sarà mangiato dalla Tasi.

Lo studio della Uil si basa sui dati provenienti dai primi comuni che hanno deliberato l’aumento delle aliquote per la Tasi 2014. “Secondo una prima proiezione – scrive la Uil – sono 8 le Città che hanno già deliberato le aliquote della TASI per il 2014. Se il buongiorno si vede dal mattino la nuova imposta porterà delle “amare sorprese” per gli italiani. Infatti, ad eccezion fatta per Aosta, dove per le case non di lusso l’aliquota è stata fissata al livello base dell’1 per mille, in tutte le altre Città ha subito delle variazioni al rialzo. Risultato del campione è che nel 37,5% dei Comuni la TASI è più “cara” dell’IMU pagata nel 2012”.

Degli 80 euro promessi dal governo, considerati aumenti Tasi a addizionali Irpef degli enti locali, ne potrebbero rimanere nelle tasche dei cittadini, circa la metà, o addirittura meno.

Bonus contro Tasi
“Se il buongiorno si vede dal mattino, commenta Guglielmo Loy Segretario Confederale Uil, tra Tasi, Tari e Addizionali Comunali si rischia di neutralizzare il bonus Irpef, o peggio come nel caso dei pensionati di aumentare la pressione fiscale”.

Da una parte il cittadino potrà beneficiare degli 80 euro di bonus garantiti grazie alle detrazioni Irpef, ma dall’altra dovrà affrontare maggiori spese rispetto allo scorso anno. Secondo una prima proiezione a fronte degli 80 euro guadagnati, il contribuente dovrà pagarne almeno 35 euro al mese in più rispetto allo scorso anno tra introduzione della Tasi (la tassa sugli immobili che ha sostituito l’Imu), addizionali Irpef comunali (in rapido aumento) e addizionali Irpef regionali (in sicuro aumento almeno in quattro regioni).

“Renzi con la stessa tenacia con cui ha ridotto l’Irpef nazionale, dovrebbe fare altrettanto per evitare gli aumenti della fiscalità locale”, spiega Gugliemo Loy, segretario confederale della Uil. I comuni hanno tempo fino al 31 maggio per deliberare le nuove aliquote, ma come scrive la Uil: “Se il buongiorno si vede dal mattino la nuova imposta porterà delle amare sorprese per gli italiani”.

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