Contratto di affitto 2014

cedolare secca, Ape, RLI, Tasi e non solo. Guida a tutte le novità.

Contratto di affitto 2014: tra la nuova aliquota della cedolare secca, l’obbligo di Ape, l’arrivo della Tasi ad affiancare l’IMU e la registrazione tramite modello RLI, sono molte le novità da tenere in considerazione in materia di affitti. Vediamo insieme a cosa prestare particolare attenzione.

Contratto di affitto 2014: anche quest’anno il settore immobiliare sta vivendo un periodo contraddistinto da molte novità in materia di norme. Dall’arrivo della cedolare secca in versione ultra light, fino alle controverse regole sul pagamento in contanti, vediamo insieme un elenco dei punti chiave da tenere sotto osservazione.

La cedolare secca al 10% per il 2014-2017

Ne abbiamo parlato più volte, e alla fine è diventata una realtà a tutti gli effetti: con il Dl 47/2014, infatti, l’aliquota delle locazioni a canone concordato è stata ridotta al 10% per gli anni d’imposta dal 2014 fino al 2017. Un percorso tutto in discesa, quello della cedolare secca: introdotta con un’aliquota al 19% applicata per il 2011 e 2012, già con il Dl 102/2013 era scesa al 15%. Anche nella sua nuova versione alleggerita si applica sempre ai contratti stipulati in base all’articolo 2, comma 3, della legge 431/1998.

L’Ape è obbligatorio, altrimenti scatta la multa

Anche dell’attestato di prestazione energetica (meglio conosciuto con l’acronimo Ape) avevamo già parlato: con la legge di conversione del Dl 63/13 è stata confermata la sua obbligatorietà. In sintesi, chi intende concedere in locazione un immobile dovrà avere già a disposizione il relativo Ape (in modo da renderlo disponibile fin dall’avvio delle trattative) per poi consegnarlo alla momento della stipula del contratto. Un adempimento che prevede precise sanzioni, anche se non più quella della nullità del contratto.

L’introduzione del modello RLI per la registrazione

Probabilmente la novità più importante in materia di contratti di affitto per questo 2014 è il nuovo modello RL per la registrazione. Introdotto a partire dal 3 febbraio di quest’anno, viene utilizzato anche per l’esercizio dell’opzione o della revoca relativa alla cedolare secca.

Imu per i proprietari, Tasi (anche) per gli inquilini

Della vecchia Imu i proprietari di casa sanno già tutto: ciò che, invece, è cambiato con l’ultima legge di Stabilità è l’introduzione della Tasi (tributo per i servizi indivisibili) a carico non solo dei proprietari, ma anche degli inquilini. Infatti, una percentuale tra il 10 e il 30% di questa imposta dovrà essere pagata da chi è in affitto. Attenzione, però: se il contratto non supera i 6 mesi la Tasi sarà interamente a carico del padrone di casa.

Pagamento in contanti fino a 999,99 euro

Divieto di pagare l’affitto in contanti? Così sembrava, almeno a leggere il testo della legge di Stabilità. Le ultime interpretazioni fornite dal Ministero dell’economia e delle finanze, però, hanno fugato ogni dubbio: il divieto scatta solo quando l’importo del canone di locazione è pari o superiore ai 1000 euro. Di fatto, quindi, solo se si supera la fatidica soglia dei 999,99 euro avrà luogo la sanzione amministrativa (variabile tra l’1 e il 40%).

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