Imposta sui finanziamenti

Applicazione opzionale

Premessa – Il D.L. 23.12.2013, n. 145, conv. con modif. dalla L. 21.2.2014, n. 9 (c.d. Decreto “Destinazione Italia”) ha apportato, all’art. 12, significative novità riguardanti il regime fiscale agevolato dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari rendendo opzionale l’applicabilità dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio/lungo termine di cui all’art. 15, D.P.R. 29.9.1973, n. 601.

Normativa previdente – La norma citata, nella previgente versione, non richiedeva un’espressa manifestazione di volontà delle parti del finanziamento poiché, al ricorrere dei requisiti di legge, l’applicazione del regime di imposizione sostitutiva trovava applicazione in via automatica. Il regime dell’imposta sostitutiva così strutturato si traduceva in un effettivo beneficio fiscale solo in presenza di finanziamenti erogati a fronte di garanzie (che sarebbero ordinariamente soggette all’imposta di registro in misura proporzionale e, nel caso di finanziamenti ipotecari, anche alle imposte ipocatastali). In altri casi, quali i finanziamenti senza garanzie, l’applicazione dell’imposta sostitutiva poteva, invece, tradursi in un incremento del costo del finanziamento. Nella vecchia norma, quindi, il regime sostitutivo non sempre consentiva un’effettiva diminuzione dei costi quanto, piuttosto, una semplificazione degli adempimenti.

Corte costituzionale –
 La compatibilità tra la natura agevolativa di una norma e la sua applicazione in via automatica è stata messa in discussione anche dalla Corte Costituzionale che nella Sent. 13.5.1993, n. 233, ha affermato che qualora l’applicazione di norme tributarie agevolative conduca a un risultato empirico più gravoso per il contribuente, rispetto alla disciplina ordinaria, tali norme agevolative devono considerarsi coerenti al dettato della Costituzione solo se la loro applicazione è opzionale e rinunciabile da parte del contribuente stesso.

Criticità –
 La criticità della norma ha condotto, inoltre, nella pratica, a una serie di contenziosi in relazione a finanziamenti stipulati all’estero. Tali finanziamenti, infatti, erano considerati esclusi dal campo di applicazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti per difetto del requisito della territorialità, sulla base del principio che, per tale imposta sostitutiva, risulta applicabile il principio, sancito per l’imposta di registro, che gli atti formati all’estero non sono soggetti a imposizione.

Operazioni di finanziamento –
 Il Decreto “Destinazione” Italia introduce nel D.P.R. 601/1973 una nuova previsione, l’art. 20-bis, che estende l’applicabilità dell’imposta sostitutiva, sempre su opzione, anche alle operazioni di finanziamento strutturate come emissioni di obbligazioni o titoli similari alle obbligazioni (di cui all’art. 44, co. 2, lett. c), D.P.R. 917/1986).

Eventi successivi –
 Anche in questo caso, l’imposta sostitutiva copre anche gli eventi successivi come le eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, nonché le garanzie prestate. Per tali fattispecie, l’opzione può essere esercitata nella deliberazione di emissione o in analogo provvedimento autorizzativo e l’imposta sostitutiva è dovuta dagli intermediari finanziari incaricati, ai sensi del D.Lgs. 24.2.1998, n. 58 (Tub), delle attività di promozione e collocamento o dalle società che emettono le obbligazioni o titoli similari con riferimento ai quali è stata esercitata l’opzione.

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