Spending Review. Risparmi sulla Difesa

No a risparmi in tre anni, ma una contrazione più bassa nel 2016 pari a 2,5 mld di euro.

Il contenimento della spesa pubblica – Le politiche di contenimento della spesa pubblica sono ancora in work in progress, nonostante alcune misure siano già state applicate. Per avere in mano i risultati di queste ultime bisognerà ancora attendere, tuttavia non si arresta il processi di riduzione dei costi pubblici programmato dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Il commissario ha infatti recentemente osservato che un altro settore nel quale risulterà opportuno e improcrastinabile intervenire al fine di produrre dei risparmi è la difesa e proprio sul punto Cottarelli è intervenuto in un’audizione davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato.

L’audizione sui risparmi della difesa – Dunque, l’apparato della difesa dovrà essere soggetto a forti tagli in linea con le misure della spending review messe in cantiere negli ultimi tempi. In sostanza, secondo le elaborazioni presentate alle commissioni parlamentari da Cottarelli, i risparmi complessivi conseguiti dal settore difesa entro il 2016 dovrebbero raggiungere una cifra pari a 2 miliardi e mezzo di euro. Si tratterebbe di una cifra inferiore ai 3-3,5 miliardi che si taglierebbero rispettando il benchmark di spesa fissato per il settore. Rivolgendosi alle due Commissioni Difesa, il commissario per la spending review ha spiegato che sono stati definiti “per i vari settori di spesa dei benchmark, per la Difesa è circa lo 0,9% del Pil, più basso della spesa italiana che è intorno all’1,1% del Pil, una differenza di 0,2 punti, circa 3,5 miliardi”.

Prospettive – Cottarelli ha altresì aperto un focus sulla Legge n. 244 del 2012 inerente al riordino e alla razionalizzazione dello strumento militare. Secondo il Commissario per il contenimento della spesa pubblica, un simile intervento legislativo non comporta risparmi, ma al contrario un riequilibrio delle risorse destinate rispettivamente a personale, esercizio e investimenti. In definitiva, quel che raccomanda Cottarelli non è la chiusura del divario nell’arco di un triennio, bensì una più bassa riduzione per il 2016 che sarebbe quindi pari a due miliardi e mezzo di euro, come abbiamo poc’anzi accennato.

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