Guida alla scelta del mutuo: tassi, termine e aspetti da considerare

Tasso fisso o tasso variabile? Mutuo a breve o lungo termine? Vediamo le differenze per poter scegliere con consapevolezza.

La scelta del mutuo può essere un’operazione economica alquanto complessa e pertanto una scelta ponderata è fondamentale per evitare di disperdere importanti risorse economiche. L’opzione della tipologia di mutuo deve essere pertanto strettamente correlata alla propria situazione familiare e patrimoniale.

In particolare si dovrà tenere conto della propria capacità reddituale e della propria organizzazione familiare.

Esistono moltissime tipologie, a tasso fisso, variabile, misto, tasso variabile con opzione di tasso fisso dopo 2, 3, 5 o 10 anni, a tasso variabile con rata costante e con allungamento ad un tempo massimo prefissato, a rata crescente.

Il primo passo è chiedere informazioni presso vari istituti di credito e leggere attentamente tutta la documentazione che verrà consegnata con le condizioni applicabili.
Per valutare il più competitivo tra i mutui offerti dalle banche, al di là della tipologia del tasso, se fisso o variabile, è necessario esaminare l’Indice sintetico di costo (ISC), detto anche Tasso annuo effettivo globale (TAEG) espresso in percentuale, che indica il costo effettivo del finanziamento. Esso rappresenta infatti il costocomplessivo dell’operazione, espresso in percentuale, che il cliente deve alla banca che ha erogato il prestito e racchiude contemporaneamente il tasso di interesse che grava sul prestito, le spese di emissione della pratica e di gestione.

Il tasso di interesse
E’ ovviamente il primo aspetto da prendere in considerazione per una valutazione ponderata del mutuo in caso di acquisto di una casa.
Si tratta del compenso corrisposto alla banca che eroga il mutuo, a fronte della somma data a prestito. 
Una volta identificata la banca bisogna scegliere il tipo di mutuo più consono alle proprie esigenze.

Tasso fisso
Con questa tipologia di tasso, la percentuale di interessi resta quella concordata all’atto della sottoscrizione del mutuo, per tutta la sua durata e indipendentemente dalle variazioni di mercato (aumenti o diminuzioni).
E’ consigliato solitamente a chi ha un lavoro con reddito fisso e a chi vuol conoscere fin da subito l’ammontare del debito, quanto verserà ogni mese senza incorrere in brutte sorprese in futuro.
Se la stabilità caratterizza questo tipo di mutuo d’altro canto solitamente esso è sempre almeno 1 o 2 punti più alto rispetto al mutuo con tasso variabile.

Tasso variabile
E’ il tasso legato alle variazioni degli indici di mercato (ad esempio euribor) per cui nel tempo è soggetto a cambiamento. Esso varia infatti anche in funzione dello spread applicato dalla banca. Lo spread è in sostanza il margine di guadagno che l’istituto di credito riserva a sé e che solitamente va dallo 0.80 al 3%.

E’ un tasso che si ritiene adatto a chi dispone di un reddito medio alto e dimostra una certa propensione al rischio confidando in una diminuzione dell’inflazione.

Mutuo a tasso misto
Dà la possibilità di modificare il tipo di mutuo inizialmente stipulato, convertendo il tasso fisso in variabile o viceversa.

La durata del mutuo

E’ un elemento fondamentale nella scelta di un mutuo in quanto determina in che tempi il mutuatario sarà tenuto ad effettuare la restituzione della somma ricevuta in prestito. Si rileva inoltre che è un fattore che incide sull’ammontare della rata da pagare.
I mutui possono essere:

  • di breve durata, ovvero 3 – 5 anni; consente di rimborsare il mutuo in un lasso di tempo ridotto risparmiando interessi ma comporta una rata più elevata. Si consiglia a chi ha un’età avanzata o a chi ha un reddito soggetto a variazione.
  • lunga durata 10, 15, 20 o 30 anni;consente di estinguere il debito nel lungo periodo e avere così una rata ridotta. Può essere adatto ad un soggetto giovane che ha un reddito medio basso.

Rateazione

Importante è poi la rateazione: si possono concordare diverse periodicità di pagamento, quella più frequente è la mensile, ma si possono stabilire anche rateazioni trimestrali o semestrali.

Tutto ciò premesso, prima della stipula del contratto di mutuo è opportuno farsi consegnare il piano di ammortamento, ovverosia il piano che descrive l’entità e il numero delle rate nonchè la loro composizione in termini di capitale e interessi.

 

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