Riforma del catasto: pronto il primo decreto

La riforma del catasto è tra le priorità del governo. L’obiettivo è assicurare equità e incrementare gli incassi. Tra le novità valore in base ai metri quadri, localizzazione e stato dell’immobile.

Obiettivo riforma del catasto – La bozza di modifica è oramai sul tavolo da parecchi mesi ma adesso l’esecutivo ha intenzione di dare un forte accelerata in tema di riforma catastale. Infatti da diverso tempo il governo, incalzato dalle parti sociali, ha intenzione di rivedere le rendite catastali di circa 63 milioni di immobili, al fine di garantire equità ed incrementare gli incassi. In quest’ottica il presidente ANCI Piero Fassino ha già dichiarato che la riforma dovrà per forza passare dal vaglio dei Comuni, in quanto sono questi enti ha conoscere il territorio è possono garantire l’equilibrio necessario per l determinazione delle rendite degli immobili.

Il primo decreto in materia sembra essere a buon punto visto che lo stesso prevede che vi sia la una riforma delle commissioni censuarie, necessarie per rideterminare i valori delle nuove rendite catastali. Queste ultime saranno determinate avendo come base i metri quadri (e non più i vani come nel passato), e le commissioni avranno il compito di validare gli algoritmi che creeranno i valori delle rendite.

Al fine di attuare la riforma si è anche creare un commissione ristretta paritetica con il compito di valutare il decreto che a breve dovrebbe essere presentato in Parlamento. Secondo i programmi dell’esecutivo i decreti necessari alla revisione catastale dovrebbero essere 30, da presentare entro marzo 2015. Le nuove commissioni saranno formate da esperti di agronomia, ingegneri, tecnici ed esperti di statistica ed econometria, rappresentanti di agenzia delle entrate e magistrati. Le commissioni saranno quindi strutturate in modo tale da poter approvare l’algoritmo necessario a determinare il valore medio ordinario. Quest’ultimo oltre ai metri quadri dell’immobile terrà conto anche del valore di mercato, della localizzazione, della presenza di ascensore, dello stato di manutenzione, ecc. Sul punto Gianni Guerrieri, direttore dell’osservatorio del mercato immobiliare assicura che l’iniquità attuale sarà ridotta di molto e che oltre a garantire maggiore equilibrio dal punto di vista fiscale il nuovo catasto sarà più dettagliato, preciso e trasparente.

La buona notizia è che i cinque anni previsti per riformare il catasto da parte dell’agenzia delle entrate potrebbero presto essere ridotti a tre. Ne è convinto ad esempio Mirco Mion, presidente Agefis, l’associazione dei geometri fiscalisti. Secondo le simulazioni realizzate dall’associazione il tavolo di studi creato potrebbe finire l’operazione di riforma entro il triennio. Per censire i metri quadri di circa il 70 % delle abitazioni italiani si potrebbero infatti usare i servizi dei circa 107 mila geometri italiani, esperti che potrebbero essere utili sia al Comune che alle commissioni censuarie stesse.

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