Stress test. Da maggio banche sotto esame

Istituti che falliscono avranno 6 mesi per sanare. Previsioni italiane con Pil 2014-2016 in calo.

Banche e Pil italiano – Sul fronte bancario, lo scenario ipotizzato dagli stress test che l’European Banking Authority andrà ad attuare non pone le banche italiane in una buona posizione. Per i maggiori istituti bancari del Belpaese si suppone infatti l’ingresso in un triennio caratterizzato dal Pil in calo con una deviazione del 6,1% nel confronto con lo scenario di base. Ieri l’autorità bancaria europea ha infatti diffuso i criteri e la metodologia delle verifiche individuando per l’anno in corso un calo del Pil italiano pari allo 0,9%, per il prossimo anno il calo sarà dell’1,6% e per il 2016 dello 0,7%. Vediamo quindi che le previsioni sono in netto contrasto con la stimata crescita che rispettivamente era dello 0,6%, dell’1,2% e dell’1,3%.

La comunicazione della Bce – Tenendo conto di simili riscontri, la Banca centrale europea ha emesso una nota specifica per le banche del nostro Paese, chiarendo che queste avranno dai sei ai nove mesi per coprire il fabbisogno di capitale che emergerà dalla valutazione complessiva che lo stesso Istituto di Francoforte effettuerà. L’Eurotower sottolinea dunque che la deadline più ravvicinata riguarderà quegli istituti bancari che non supereranno la “asset quality review”, queste banche avranno dunque sei mesi di tempo. I nove mesi verranno riconosciuti invece a quegli istituti che per i quali si verifica lo scenario avverso.

Superamento dello stress test – Come si supera lo stress test? Dunque, le banche europee avranno superato i cosiddetti stress test qualora avranno gradualmente riconosciuto le perdite sui titoli di Stato nel loro portafoglio trading, nello specifico si tratta di titoli classificati come “disponibili alla vendita”. Le percentuali di perdite da conteggiare sono state fissate in maniera congiunta sia dalla Bce che dall’Eba per ciascun anno del triennio 2014-2016. Andando nel dettaglio, è stato stabilito un 20% di perdite da conteggiare nel 2014, un 40% nel 2015 e un 60% nel 2016. Il triennio corrisponde all’intero arco temporale degli stress test. Gli istituti europei coinvolti nelle prove di stress sono 124. Per queste banche i test saranno avviati a partire da maggio. Le prove si considereranno superate qualora l’istituto sottoposto alla verifica ne esca con un coefficiente patrimoniale common equity Tier 1 di almeno il 5,5%, vale a dire con un equivalente del capitale azionario pari almeno al 5,5% degli asset soppesati per i rischi. Dunque, a maggio partiranno le verifiche i cui risultati verranno illustrati a ottobre. A cosa servono infine questi test? Ebbene, l’obiettivo primario è quello di sorvegliare a fondo in maniera tale da poter affrontare le vulnerabilità residue nel settore bancario.

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