Mutuo rifiutato?

Quali sono gli strumenti previsti dalla legge per poter acquistare la proprietà di un immobile senza ricorrere al mutuo.

La crisi economica unitamente ai blocchi degli stipendi e alle sempre maggiori difficoltà di vedere accolta la richiesta di mutuo, permettono di guardare con favore alcune opzioni proposte dalla legge in alternativa.

Vendita con riserva di proprietà
La vendita con riserva di proprietà, altrimenti detta patto di riservato dominio, prevede l’acquisto dell’immobile con pagamento a rate.
Con la stipula del contratto, l’acquirente entra nel possesso dell’immobile così da poterlo occupare e viverci ma l’effetto traslativo della proprietà è spostato nel tempo e si verifica con il pagamento dell’ultima rata.
Questa tipologia contrattuale è scelta nei casi in cui il compratore ha la necessità di utilizzare subito l’immobile ma non è nella condizione economica di poter pagare l’intero prezzo all’atto del rogito.
Poiché la consegna avviene all’atto della conclusione del contratto il compratore contestualmente assumerà i rischi conseguente al perimento della cosa.

Il venditore, dal suo canto, ha interesse a chiudere l’affare e mantiene la proprietà a garanzia del mancato pagamento del prezzo da parte dell’acquirente.

In caso di mancato versamento delle rate dovute il contratto si risolve e il venditore avrà diritto ad ottenere subito la riconsegna del bene, previa restituzione delle rate percepite, salvo equo compenso per l’uso del bene e risarcimento del danno.
In caso di mancata restituzione dell’abitazione potrà esercitare azione legale per il recupero del possesso.

La risoluzione del contratto non è invece possibile in caso di mancato pagamento anche di una sola rata che non superiori 1/8 del prezzo e ogni patto che disponga il contrario sarà nullo.

Affitto con riscatto
L’affitto con riscatto, altrimenti detto patto di futura vendita, è il contratto di locazione di un immobile con il quale l’inquilino si riserva in futuro di acquistare la proprietà dell’immobile affittato, entro un termine stabilito e ad un prezzo fissato. Qualora il conduttore eserciti tale facoltà i canoni già corrisposti costituiranno acconto del prezzo della vendita.
E’ la soluzione intermedia tra la normale compravendita dell’immobile e il contratto di locazione ad uso abitativo. Già alquanto diffuso in Europa, è uno schema contrattuale che sta diventando sempre più frequente anche nel nostro paese. ll vantaggio è dato dalla possibilità, per chi non dispone di una notevole somma di denaro o non può per svariate ragioni accedere al mutuo, di acquistare la proprietà di una casa. Il prezzo viene stabilito alla stipulazione del contratto e non subisce variazioni di mercato.

Tra le parti si stipulano i seguenti accordi:

  • un vero e proprio contratto di locazione ad uso abitativo con canone superiore a quello di mercato (talvolta anche più del 50%) in base al quale il conduttore è obbligato al pagamento del canone e al mantenimento dell’immobile in buono stato;
  • un’opzione, mediante la quale l’inquilino ha il diritto di acquistare il bene entro un certo periodo (solitamente di 3 anni) ad un determinato prezzo, preventivamente concordato.

E’ evidente come in questo periodo di crisi economica tale soluzione contrattuale sia alquanto appetibile, tenuto conto anche della diminuita capacità di risparmio delle famiglie. Può essere altresì un’ottima opportunità per i giovani che si trovano in condizioni lavorative di precarietà e che per questo non riescono ad accedere al mutuo.

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