L’euro presto non esisterà più secondo il Telegraph

In attesa delle prossime mosse della BCE, chiamata a un intervento deciso per dimostrare la volontà di combattere il rischio di deflazione nell’eurozona, e a pochi giorni dalla conclusione delle elezioni europee continua il dibattito sul destino dell’euro, che sui mercati internazionali si mantiene molto forte ma che allo stesso tempo viene snobbato da una buona fetta della popolazione continentale. La moneta unica è diventata così il capro espiatorio di tutti i mali che affliggono l’Europa ormai già da qualche anno: stagnazione/recessione, disoccupazione record, elevato indebitamento, dolorose misure di austerità. Sia a Bruxelles che a Francoforte sembra non ci sia tanta voglia di cambiare indirizzo alla politica monetaria e fiscale nel Vecchio Continente, dove però il malcontento popolare sta raggiungendo i suoi massimi storici.

L’euro-scetticismo sta però dilagando e secondo alcuni analisti, investitori, economisti e giornalisti di fama mondiale ciò potrebbe sancire uno storico pericoloso punto di rottura. La vittoria di Nile Farage nel Regno Unito, dove ha ottenuto il 27,5% dei voti, è un segnale chiaro del ripudio da parte dei britannici delle politiche di austerity imposte da Bruxelles. Farage vuole indire un referendum per uscire dall’Unione Europea e da qualche giorno è stato appoggiato anche dai conservatori, storicamente su posizioni più moderate. E che dire poi dell’affermazione del Front National di Marine Le Pen in Francia, che chiede subito l’uscita dall’euro e dalla stessa UE? L’Europa rischia seriamente di sgretolarsi se non sterza immediatamente dall’attuale linea di rigore di bilancio, che non contempla il problema della scarsa crescita e della disoccupazione record.

Nei paesi del Sud Europa, tranne che in Italia, si è assistito a un significativo aumento del consenso dei partiti euro-scettici. Nel Nord Europa hanno conquistato terreno i partiti che vogliono l’uscita dall’Europa. Secondo Ambrose Evans Pritchard, giornalista delTelegraph, le attese mosse della BCE non serviranno a risollevare l’economia nell’eurozona e presto l’intero continente ripiomberà in recessione, con i connotati di una profonda depressione. I popoli si stanno ribellando un po’ dappertutto, così alla finel’euro appare destinato a scomparire. Pritchard ritiene che, se proprio dovrà esserci una nuova crisi dell’euro, meglio che arrivi subito senza attendere ancora. Poi tra 50 anni gli storici dell’economia si chiederanno perché mai l’euro sia stato introdotto come moneta unica nel Vecchio Continente.

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