Regime dei minimi 2014

Regime dei minimi, vantaggi o svantaggi? Tra costi deducibili e plusvalenze, ecco alcune differenze con il regime ordinario.

Regime dei minimi, quali sono i vantaggi? Una domanda sempre più ricorrente, soprattutto tra i tanti tentati di avviare un’attività in proprio, ma spaventati dall’idea di finire imprigionati in una tenaglia fatta di scadenze e versamenti sempre più onerosi. Che ci siano delle convenienze, soprattutto per i più giovani, è evidente e ve lo abbiamo già raccontato. Ma, andando più nello specifico e osservando alcune peculiarità, quali sono le differenze principali con il regime ordinario?

Le plusvalenze: come distinguerle?

Come comportarsi in caso di plusvalenze derivanti dalla cessione di beni strumentali? Innanzitutto, bisogna distinguere i due casi principali:

Beni acquistati prima di aver aderito al regime agevolato. Se è questa la situazione, infatti, la plusvalenza si determina in base alla differenza tra corrispettivo conseguito e costo non ammortizzato alla fine dell’esercizio precedente a quello di ingresso nei minimi.

Beni acquistati in corso di regime. In questo caso, invece, la plusvalenza è pari al corrispettivo percepito derivante dalla cessione.

Le spese deducibili: costi per beni a uso promiscuo e a deducibilità limitata

Come confermato anche dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E/2008, le spese sono deducibili a condizione che il contribuente minimo sia in grado di dimostrare l’inerenza delle stesse all’attività d’impresa o professionale esercitata. Tra i principali vantaggi per questa tipologia di contribuenti, troviamo sicuramentela possibilità di dedurre il 50 per cento delle spese connesse ai beni di uso promiscuo: tra questi spiccano sicuramente i costi connessi all’utilizzo dei mezzi di trasporto, normalmente deducibili solo al 20 per cento per le imprese e i lavoratori autonomi in generale. Infatti, a chi fa parte del regime dei minimi non si applicano i limiti percentuali stabiliti dal Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi) con l’art. 164. Anche in merito ai costi a deducibilità limitata per questa tipologia di contribuenti non si applicano le regole del Tuir, essendo deducibili le spese in base al principio di cassa. In ogni caso, è bene ricordare che:

  • Le spese per vitto e alloggio sono deducibili per intero qualora la stretta inerenza all’esercizio dell’attività sia dimostrabile sulla base di criteri oggettivi;
  • Le spese di rappresentanza sono deducibili nei limiti degli ordinari criteri stabiliti dal Tuir (come da circolare delle Entrate 34/E/2009);
  • Le spese per omaggi sono integralmente deducibili se riferite a beni di valore non superiore a 50 euro, e a condizione della dimostrabile inerenza con l’attività svolta. Per beni di valore superiore ai 50 euro, scatta il trattamento previsto dal Tuir.

Perdite riportabili in avanti

Inoltre, le perdite conseguite in un periodo d’imposta nel regime dei minimi sono computate in diminuzione del reddito conseguito nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quinto, anche se il contribuente nel frattempo è uscito dal regime agevolato. Regole confermate dall’Agenzia delle Entrate con la ris. 30/11/2010, n. 123/E. Si ricorda, infine, che le perdite maturate in periodi d’imposta antecedenti al regime dei minimi, sono compensabili con il reddito determinato dall’applicazione dei minimi nei successivi periodi d’imposta.

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