Famiglie italiane e crisi: diminuisce ancora potere d’acquisto pro-capite

L’indagine del 2014, condotta da Nomisma (società di studi economici), ha rilevato che sono circa 700 mila le nuove famiglie che sono da inserire nella categoria “equilibristi“, cioè tutte quelle famiglie che per un qualsiasi imprevisto potrebbero avere un dissesto socio-economico. L’indagine conferma il persistere di alcune difficoltà contestuali: l’incertezza sulle prospettive occupazionali e reddituali che continuano a gravare sui consumi e sugli investimenti.

Nomisma rivela che la caduta dei redditi e degli standard di vita è stata avvertita dalle famiglie giovani più che da quelle più anziane, relativamente più coperte dalla caduta dei redditi.

Nel 2013, il potere d’acquisto pro-capite delle famiglie italiane è diminuito dell’1,3%, facendo registrare un crollo di quasi il 13% rispetto ai valori del 2007.

Inoltre emergono dalla ricerca evidenti difficoltà legate al risparmio la maggior parte degli intervistati ha affermato di aver risparmiato meno dell’anno precedente o non ha risparmiato per nulla.
I principali ostacoli a risparmiare sono identificati nell’inadeguatezza del reddito sia a sostenere le spese familiari diverse dalla casa sia quelle per l’abitazione, cui seguono quelle legate al mantenimento del tenore di vita e alla situazione lavorativa.

Nel 2014 è calato anche l’interesse per l’acquisto dell’abitazione, il mercato sembra spostarsi dall’acquisto alla ristrutturazione. Permane la dipendenza da mutuo sia nell’acquisto (73,3%) sia nella ristrutturazione (45,2%). A rivolgersi al mercato abitativo sono i nuclei più giovani, non in possesso di un’abitazione, o interessati a soddisfare nuove esigenze abitative.

Nomisma ha proposto una classificazione, incrociando diverse caratteristiche finanziarie e patrimoniali: capacità di generare risparmio, essere proprietari di casa e detenzione di strumenti finanziari.

Gli ILLIQUIDI, non risparmiano, possiedono un’abitazione, non detengono strumenti finanziari.
RESILIENTI, non risparmiano, possiedono un’abitazione, detengono strumenti finanziari, non risultano in emergenza ma non riescono più ad avere quella capacità reddittuale necessaria a sostenere le spese familiari e un più contenuto tenore di vita.
Gli EQUIPAGGIATI, possiedono un’abitazione, risparmiano e detengono strumenti finanziari.
TRADIZIONALISTI, risparmiano, possiedono un’abitazione ma non detengono strumenti finanziari.
Gli EQUILIBRISTI, sono circa 3,1 milioni, non risparmiano, non possiedono un’abitazione, e non detengono strumenti finanziari, hanno un lavoro e sono aiutati da una rete familiare, adulti tra i 35 e i 44 anni, scarso livello di istruzione, hanno un lavoro e percepiscono uno stipendio mensile di 1.200 euro.

Nomisma ha sottolineato nella sua indagine che ben 2,5 milioni di famiglie non risultano più nella categoria dei resilienti, da un lato la volontà di riprestinare un risparmio precauzionale, dall’altro lato la necessità di far fronte a degli investimenti primari, hanno consentito in un solo anno l’emergere di 1,2 milioni di nuove famiglie equipaggiate o tradizionaliste.

Tale comportamento evidenzia una ormai usuale forza reattiva delle famiglie italiane nel far fronte ad imprevisti futuri, controbilanciata da quella stanchezza di 700 mila nuove famiglie “equilibriste“.

L’indagine Nomisma del 2014, seppure con qualche leggero segnale di miglioramento, conferma che non ci sia ancora un chiaro rientro delle difficoltà contestuali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...