Imu e Unico 2014, come pagare in ritardo

Guida a ravvedimento e sanzioni.

Tasi, Imu, Unico 2014: nomi che ormai sono di uso comune per tutti gli italiani, soprattutto per quei contribuenti che appena ieri hanno affrontato la scadenza di un vero e proprio ingorgo fiscale. Non tutti, però, hanno affrontato gli adempimenti con regolarità: cosa deve fare chi vuole comunque pagare, ma è costretto a farlo in ritardo? Quali sanzioni dovrà affrontare?

Unico 2014: per chi non usufruisce della proroga, c’è tempo fino al 16 luglio

Ne abbiamo parlato fino allo sfinimento: non tutti ieri hanno dovuto adempiere ai versamenti di Unico 2014. La proroga, arrivata nella classica zona Cesarini – tipica della tradizione fiscale italiana – ha riguardato solo i soggetti interessati dagli studi di settore. Tutti gli altri, da oggi hanno i classici 30 giorni di tempo (dal 17 giugno al 16 luglio) per mettersi in regola, versando una maggiorazione fissa dello 0,40 per cento, indipendentemente dal giorno in cui si effettua il versamento. Questa penalità andrà sommata alle imposte, solo per i contributi Inps è necessario indicarla a parte.

Per la Tasi si attende la moratoria, per l’Imu c’è il ravvedimento.

Il sopracitato meccanismo stile “tempi supplementari” non si applica, invece, per le più famose tasse immobiliari, ovvero Tasi e Imu. Se per la Tasi si attende solo l’ufficializzazione di una specie di “moratoria per i ritardatari” – di entità ancora non specificata – da parte del Governo, per l’Imu si può ricorrere direttamente allo strumento del ravvedimento, pagando una mini sanzione.

Il ravvedimento sprint è il più conveniente

Come fare per pagare una sanzione particolarmente leggera? Il tempo è un prezioso alleato: chi sana la propria posizione entro 14 giorni a partire dal 17 giugno usufruirà del cosiddetto ravvedimento sprint, pagando una piccola multa dello 0,2 per cento per ogni giorno di ritardo, oltre agli interessi al tasso legale dell’1 per cento annuo.

Il ravvedimento breve

In alternativa, esiste comunque la possibilità di fare ricorso al ravvedimento breve, eseguito dal quindicesimo al 30 esimo giorno di ritardo con una sanzione ridotta al 3 per cento, più gli interessi legali.

Il ravvedimento lungo

L’ultima possibilità a disposizione dei contribuenti è quella del ravvedimento lungo, entro un anno. La sanzione, in questo caso, è nella misura del 3,75 per cento.

Come aderire al ravvedimento?

Ovviamente, il ravvedimento deve essere spontaneo e non può quindi essere messo in atto dopo che eventuali sanzioni di omesso, parziale o tardivo pagamento siano già state accertate dal Comune. Le sanzioni si versano attraverso l’F24, assieme all’imposta e con lo stesso codice tributo. E’ importante, però, ricordarsi di barrare la casella “ravv” (ravvedimento).

Quanto detto in termini di ravvedimento e valido sia per la Tasi che per l’Imu, ma quest’anno il tributo per i servizi indivisibili godrà di un trattamento di favore. E’ infatti attesa in settimana un’apposita circolare del Ministero dell’Economia che chiarisca i termini della promessa moratoria che dovrebbe evitare sanzioni ai ritardatari.

 

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