Rai come Sky: ipotesi tessera prepagata per il canone tv

Dopo l’idea di far pagare il canone tv con la bolletta elettrica e l’ipotesi di un canone “flessibile” (tarato cioè sulla dichiarazione dei redditi), si moltiplicano le proposte per la lotta all’evasione della tassa sul canone tv, a maggior ragione dopo che il Premier Matteo Renzi ha chiamato anche la tv di Stato a fare la sua parte nel processo di spending review per non meno di 150 milioni l’anno. L’ultima idea è quella di una tessera prepagata sul modello di quella delle tv a pagamento via setellite e via cavo. Una card che potrebbero presto ricevere tutti gli abbonati (beninteso quelli in regola con il versamento) e che, una volta inserita nell’apparecchio del digitale terrestre del televisore, consentirebbe l’accesso a tutte le trasmissioni Rai. Certo, la Rai non è Mediaset e nemmeno Sky e non tutti i programmi potranno essere criptati, “ma solo alcuni, come le partite o i film”, spiega il senatore Maurizio Rossi, della Commissione di Vigilanza Rai.
LA CONVENIENZA A PAGARE IL CANONE – “La card non deve essere intesa come come un sistema coercitivo – è sempre il senatore Rossi a parlare -, quanto piuttosto come un modo per responsabilizzare l’utente, facendogli capire che conviene essere in regola con il canone. E sarebbe certamente un sistema migliore dell’attuale, con il quale si chiede ai cittadini di pagare senza alcuna spiegazione sul perché”. Rossi, di Liguria Civica, ha personalmente illustrato la proposta al viceministro all’Economia Enrico Morando e al sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. E proprio Giacomelli, nei giorni scorsi, aveva annunciato una “rivoluzione”, nel settore del canone, che cambierà radicalmente, sarà basato sui consumi e sarà a prova di evasione.
IL FUTURO DEL SERVIZIO PUBBLICO – La proposta rientra in una prospettiva più ampia di riorganizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo. “E’ certo che Viale Mazzini debba cambiare – spiega Rossi – perché il 6 maggio 2016 scade la convenzione Stato-Rai e non è possibile, come ipotizzano alcuni, un semplice rinnovo. Entro il 6 maggio 2016 lo Stato deve stabilire, nei bandi e nei capitolati, le modalità dell’affidamento del servizio pubblico locale e nazionale”. Si tratterà di una gara europea alla quale “potranno partecipare tutti i soggetti – spiega Rossi – e la Rai si deve presentare pronta. Altrimenti non avrà alcuna possibilità di spuntarla nei confronti di altri concorrenti. Il canone del futuro non sarà, come oggi, i costi dell’azienda divisi per il numero di coloro che devono pagare. Ma piuttosto il risultato di una serie di offerte fatte da soggetti che possono garantire la comunicazione a costi più bassi”.
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