Riforma del catasto al via

Le parole magiche con cui Renzi presentò la riforma del catasto sono: invarianza di gettito. Ovvero nessun cambiamento, nessun aumento del gettito proveniente dalle tasse sugli immobili. Ma già adesso che siamo alla prima fase della riforma del catasto si parla di rincari che potrebbero arrivare a moltiplicare anche di 10 volte il peso delle tasse legate al valore degli immobili.

Il valore di catasto degli immobili, abitazione, negozi o magazzini è ciò che sta alla base del calcolo di tasse come l’Imu e la Tasi. E il rischio è che le amministrazioni comunali approfittino del riordino per rimpinguare le proprie casse aumentando la tassazione sugli immobili a carico dei proprietari.

Riforma catasto
Con l’approvazione del decreto attuativo sulle commissioni censuarie in Consiglio dei ministri venerdì scorso è ufficialmente partita l’operazione “riordino del catasto”. Un impegno non da poco che si è preso il premier Renzi poco dopo l’investitura. Il catasto italiano ha chiaramente bisogno di un riordino utile soprattutto ad eliminare squilibri e l’errata attribuzione di valore di molti immobili.

L’iter per la riforma comprende una revisione del sistema di vani, classi e categorie di immobili: abitazione, negozi, magazzini… Per ogni tipologia di immobile si dovrà individuare il “valore di mercato” calcolato in base all’ubicazione, allo stato dell’immobile e all’anno di costruzione. Ma dietro a questi meccanismi potrebbe nascondersi il pericolo del maxi rincaro.

Pericolo stangata
Ciò che dal decreto legislativo approvato del Cdm non si capisce è come il governo pensa di rispettare l’invarianza di gettito promessa di Renzi ai cittadini. La strada da seguire per evitare che dietro il riordino del catasto si nasconda un maxi rincaro della tasse sulla case potrebbe essere un intervento su aliquote, deduzioni dalla base imponibile o detrazioni d’imposta anche da parametrare al reddito familiare.

Ma il rischio è che senza regole chiare e soprattutto sanzioni per le amministrazioni che non rispettano le linee guida indicate dal governo, il cittadino sia costretto a pagare di tasse sulla casa più di quanto paghi attualmente che già non è poco.

Secondo le prime stime la revisione delle rendite catastali può far lievitare il valore patrimoniale dell’immobile anche di 10 volte. Naturalmente, bisogna considerare che l’aumento in termini percentuali sarà tanto più elevato quanto più basso è il livello delle attuali rendite. Ma è ovvio che, senza le precauzioni del caso, all’aumento del valore patrimoniale dell’immobile seguirà anche la stangata di Imu e Tasi.

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