Modello Unico 2014, 5 consigli ai professionisti per compilarlo senza sbagliare

Modello Unico 2014, se la proroga della sua scadenza per alcuni contribuenti (come i soggetti agli studi di settore) è nota ormai da tempo, i professionisti sono comunque prossimi a dover affrontare questo ennesimo adempimento. Come essere sicuri di non sbagliare? Ecco 5 elementi ai quali prestare attenzione.

1 – Occhio alle spese di vitto e alloggio (ma non solo)

E’ importante ricordare che le spese di vitto e alloggio sono deducibili al 75 per cento, senza però oltrepassare il limite del 2 per cento dei compensi. Stessa deduzione per le spese di rappresentanza (ma con il limite fermo a quota 1 per cento). Invece, le spese affrontate per partecipare a convegni o a corsi di aggiornamento sono deducibili per il 50 per cento del 75 per cento.

2 – Come comportarsi con i costi promiscui: attenzione ai veicoli

Per costi promiscui facciamo riferimento a quelli utilizzati sia a scopi lavorativo che personale, normalmente deducibili al 50 per cento. Le spese telefoniche, invece, hanno diritto a una deducibilità dell’80 per cento. Per quanto riguarda i veicoli (compresi ciclomotori e motocicli) il Tuir stabilisce, per chi esercita arti e professioni, la deducibilità del 20 per cento, ma per un solo mezzo.

3 – Gli immobili a uso promiscuo: cosa fare in caso di leasing

Per gli immobili promiscui in proprietà può essere dedotto il 50 per cento della rendita catastale; stessa condizione per i contratti di leasing, purché stipulati entro l’anno 2006.

4 – Imu 2013: sgravi, ma non per tutti

Per l’anno 2013 anche i professionisti possono dedurre la quota del 30 per cento dell’Imu, limitatamente a quella relativa agli immobili strumentali. Sono deducibili anche eventuali importi oggetto di ravvedimento. Attenzione: non tutti gli immobili strumentali possono avvalersi di tale deducibilità. Sono esclusi, di fatto, tutti gli immobili a uso promiscuo.

5 – Il bonus per il rientro dei lavoratori: quali requisiti?

I lavoratori provenienti dall’estero che hanno scelto di avviare un’attività di lavoro autonomo in Italia, trasferendo nel nostro Paese domicilio e residenza, hanno diritto a una quota di detassazione del reddito: tale quota arriva all’80 per cento per le lavoratrici, mentre si ferma al 70 per cento per i lavoratori. Per verificare di essere titolari di tutti i requisiti necessari, basta fare riferimento al Decreto ministeriale del dicastero dell’Economia risalente al 3 giugno 2011.

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