Argentina, spazi di manovra limitati per evitare il default

Dopo la sentenza della Corte Suprema americana che ha rigettato il suo ricorso confermando la decisione del giudice distrettuale, l’Argentina si ritrova davanti a un bivio.

Non pagare e rischiare il default sulle scadenze dovute a coloro che hanno accettato la ristrutturazione del debito.

Oppure pagare i cosiddetti “fondi avvoltoio” che hanno rifiutato la ristrutturazione e rischiare la rovina.

Gli avvocati di Buenos Aires sono attualmente seduti attorno ad un tavolo con un mediatore per cercare di trovare un accordo con i capofila di questi ultimi, NML e Aurelius.

Se l’Argentina pagasse, altri hedge fund potrebbero però rivalersi in tribunale, portando il conto totale a 15 miliardi di euro, metà delle riserve in valuta straniera della banca centrale.

Il problema è che, nel frattempo, Buenos Aires non può pagare nemmeno quel 93% di creditori che hanno accettato di vedere decurtati due terzi del valore dei loro bond.

Il caso è ormai di dominio internazionale, con l’Organizzazione degli Stati Americani che si riunirà nella notte di lunedì per cercare una soluzione.

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