CREDITI: un nuovo Principio contabile

Il 26 giugno 2014, con la pubblicazione dei primi tre Principi contabili, approvati in via definitiva dagli Organi dell’OIC, si è compiuto un importante passo nell’ambito del progetto di aggiornamento dei principi contabili nazionali.

I nuovi Principi contabili, che potranno essere applicati ai bilanci chiusi a partire dal 31 dicembre 2014 sono l’OIC 15 “Crediti”, l’OIC 20 “Titoli di debito” e l’OIC 21 “Partecipazioni e azioni proprie”.
Si ricorda che è tuttavia consentita una loro applicazione anticipata.

Il nuovo OIC15
Con specifico riferimento al Principio contabile OIC 15 “Crediti” le principali novità si sostanziano:
– nel maggior dettaglio con il quale viene affrontato il tema dello scorporo/attualizzazione dei crediti;
– nelle più precise istruzioni riguardo il procedimento di valutazione collettiva dei crediti e alcuni aspetti specifici della svalutazione dei crediti.
Più precisamente, l’attenzione viene focalizzata sul concetto di “classi omogenee” e sui crediti assistiti da garanzia o assicurati;
– nella precisazione che, in caso di vendita a rate con riserva di proprietà, il ricavo della vendita e il relativo credito sono iscritti in sede di consegna del bene.

La novità più importante è però sicuramente quella che prevede la cancellazione dei crediti dal bilancio solo nel caso di operazioni di cessione che comportino il trasferimento dei rischi.

È infatti da ricordare come con la Legge di stabilità 2014 sia stata espressamente ammessa la deducibilità fiscale delle perdite su crediti iscritte in bilancio secondo i corretti Principi contabili: è immediato quindi comprendere come le novità ora richiamate abbiano una duplice valenza, non solo civilistica, ma anche fiscale.

La cancellazione dei crediti
Secondo il nuovo Principio contabile, la società può cancellare il credito in bilancio quando:
1. i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito si estinguono;
oppure:
2. la titolarità dei diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito è trasferita e con essa sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi inerenti al credito.

In considerazione dei punti appena richiamati, se con l’operazione si ha il trasferimento sostanziale di tutti i rischi è necessario iscrivere in bilancio la perdita da cessione, pari alla differenza tra:
– il corrispettivo;
e
– il valore nominale del credito iscritto nell’attivo al netto delle perdite accantonate nel fondo svalutazione crediti.

Sarà pertanto possibile cancellare il credito dal bilancio e rilevare quindi una perdita su crediti nel caso in cui siano poste in essere operazioni di forfaiting; datio in solutum; conferimento del credito; vendita del credito, compreso factoring con cessione pro soluto con trasferimento sostanziale di tutti i rischi del credito; cartolarizzazione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi del credito.

Al contrario, nel caso in cui non siano trasferiti tutti i rischi, la cessione del credito non comporta la sua cancellazione dal bilancio e lo stesso continua ad essere soggetto alle regole generali di valutazione dei crediti.

Il Principio contabile sottolinea inoltre come l’obbligo di pagare penali, commissioni o franchigie nel caso di mancato pagamento del credito ceduto deve essere equiparato ad una garanzia sul credito ceduto e non può quindi considerarsi trasferito il rischio sul credito.
Quest’importante precisazione è volta ad arginare quei comportamenti elusivi che potrebbero vedere nell’introduzione di particolari clausole contrattuali lo strumento per aggirare i principi richiamati e consentire quindi la cancellazione del credito dal bilancio pur in assenza dei necessari presupposti.

Per concludere, merita di essere chiarito che, nella vita dell’impresa, non è scontato che vi sia un integrale trasferimento dei crediti: può infatti accadere che rimangano in capo al cedente alcuni rischi minimali.
Ebbene, in tal caso il Principio contabile chiarisce che è necessario stanziare un apposito accantonamento, e dare evidenza del rischio residuo nei conti d’ordine.

Le novità
La disciplina appena esposta rappresenta indubbiamente una novità rispetto alla precedente impostazione dell’OIC 15.

Come infatti abbiamo già avuto modo di sottolineare in precedenti interventi, il vecchio principio contabile consentiva la cancellazione del credito anche nel caso in cui i rischi non fossero stati tutti integralmente trasferiti: era infatti lasciata al redattore del bilancio la scelta della modalità di contabilizzazione della cessione.
Appare ovvio come in tal modo venisse penalizzata la comparabilità dei bilanci.

Il limite più grande nella precedente formulazione del Principio contabile era tuttavia rappresentata soprattutto dall’impossibilità di applicare in modo coerente le nuove norme in tema di deducibilità fiscale delle perdite su crediti.
A fianco ad un’impresa che decideva di lasciare il credito in bilancio, infatti, ve ne poteva essere una che optava per la sua cancellazione, anche in mancanza di trasferimento integrale dei rischi: in quest’ultimo caso le eventuali perdite su crediti rilevate potevano considerarsi fiscalmente deducibili?
Con la nuova formulazione dell’OIC n.15 questo problema ha quindi trovato una soluzione, in quanto la cancellazione del credito è stata subordinata al trasferimento dei rischi.

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