Se l’Inps sbaglia nel calcolo dell’assegno e poi vuole la restituzione dei soldi

L’Inps mi ha chiesto la restituzione di alcune migliaia di euro per errato calcolo, da parte dell’Istituto stesso, di importi erogatimi tra il 2012 e il 2013, a cui non avevo diritto, superando quanto mi sarebbe spettato come pensione. Questi soldi, però, non li ho più avendoli spesi volta per volta. Come posso difendermi?

È stato l’Inps stesso a fornire una risposta al problema dei cosiddetti indebiti pensionistici per importi erogati successivamente al 1° gennaio 2001.   In particolare, l’Istituto di Previdenza ha chiarito che, qualora l’errore compiuto al momento della liquidazione o della riliquidazione della pensione, non sia da imputare al comportamento doloso dell’interessato o ad una omessa o incompleta segnalazione, da parte di quest’ultimo, di fatti, anche diversi dalle situazioni reddituali, che incidano sul diritto o sulla misura della “pensione goduta”, le somme indebitamente erogate in conseguenza di tale errore non sono recuperabili da parte dell’Inps.   Pertanto, se si è trattato di un semplice errore materiale dell’Inps, quest’ultimo non ha diritto a chiederne la restituzione.   Quando invece l’indebito pensionistico sia stato determinato a causa di un comportamento dello stesso pensionato (doloso o per una omessa o errata comunicazione), quest’ultimo sarà tenuto alla restituzione.

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