Quota 96: pensione finalmente in arrivo. Ecco come e quando

Trattamento previdenziale in arrivo per i 4 mila insegnanti costretti in un limbo da ormai tre anni a causa di un errore della riforma Fornero. I quota 96 andranno in pensione a settembre.Come? Ve lo spieghiamo subito.

Quota 96
I quota 96 sono i 4 mila docenti della scuola che dal 2011 non hanno potuto accedere alla pensione a causa di un errore macroscopico compiuto in sede di elaborazione della riforma del Lavoro varata dall’allora ministro Elsa Fornero.

4 mila persone che prima dell’entrata in vigore della legge, 1°gennaio 2012, avevano maturato i requisiti richiesti al trattamento previdenziale. Ricordiamo infatti che la cosiddetta “quota 96″consentiva l’accesso al trattamento previdenziale a 61 anni (dopo aver maturato 35 anni di servizio) o a 60 anni (con 36 anni di servizio). L’unica condizione richiesta era quella di possedere i requisiti anagrafici e contributivi alla data del 31 dicembre 2011.

Ma la riforma Fornero di tre anni fa ha cancellato le quote, lasciando migliaia di persone in balia di se stesse. A differenza degli esodati inoltre, la categoria degli insegnanti, nel corso di questi anni, non è stata oggetto di alcuna salvaguardia e i tentativi di trovare un accordo sono sempre naufragati di fronte alle difficoltà finanziarie dei vari Governi.

Quota 96: arriva la pensione
Dopo settimane e settimane di discussioni, la Commissione bilancio della Camera sembra aver trovato una soluzione. Ad annunciarlo è il suo stesso presidente, Francesco Boccia, che ha dichiarato che l’Esecutivo è riuscito a trovare finalmente la copertura finanziaria necessaria per concedere la pensione ai quota 96.

Quando? A partire dal 1°settembre 2014:

“Per quattromila professori potrebbero presto aprirsi le porte della pensione. La prossima settimana sarà depositato un emendamento alla riforma della Pubblica amministrazione per risolvere il caso degli «esodati della scuola», ribattezzato anche «quota 96», gli insegnanti che nel 2012 pur avendo maturato i requisiti per la pensione (36 anni di contributi e 60 di età) non avevano potuto lasciare il lavoro per una ”dimenticanza” della legge Fornero. A differenza di tutte le altre categorie, infatti, l’anno lavorativo per i dipendenti della scuola non termina il 31 dicembre, ma il 31 agosto”.

Questo quanto dichiarato da Boccia, parole che danno finalmente speranza ai docenti coinvolti nell’increscioso errore:

“Avendo chiuso le saracinesche della pensione per tutti alla fine dell’anno solare la legge Fornero ha di fatto costretto quattromila insegnanti che già avevano fatto domanda di ritiro ed avendone i requisiti, a rimanere al lavoro per diversi anni ancora. Da tempo alla Camera di lavora ad una correzione di questo errore della riforma previdenziale, ma tutte le proposte sono state sempre frenate dalla Ragioneria generale dello Stato per mancanza di coperture economiche. Ma proprio qui sta la novità. I 416 milioni di euro in cinque anni adesso ci sarebbero”.

Copertura finanziaria
Insomma, secondo Boccia, i soldi adesso ci sono. La copertura arriverebbe infatti da una serie di tagli alla spesa decisi dalla Ragioneria di Stato. La misura rientrerebbe anche nell’ambito della stessa staffetta generazionale:

attuata tramite l’abolizione del trattenimento in servizio, inserita proprio nel decreto sulla pubblica amministrazione, è stata finanziata alzando gli obiettivi dei tagli di spesa affidati al commissario Carlo Cottarelli”.

Quota 96 e decreto PA
Per quanto riguarda l’emendamento riguardante i quota 96, esso, a detta del presidente della Commissione Bilancio, sarebbe già pronto e conterrebbe quanto necessario per permettere ai 4 mila esodati della scuola di andare finalmente in pensione.

È molto positivo che il sottosegretario Cassano abbia accolto la nostra richiesta di inserirlo nel decreto di riforma della Pa”.

Ha aggiunto Boccia, che ha poi sottolineato:

“Al fine di garantire la conversione in legge in tempi rapidissimi l’emendamento deve essere inserito nel decreto di riforma della Pubblica amministrazione. È necessario consentire ai 4 mila insegnanti, come stimati dal ministero dell’Istruzione, che potrebbero andare in pensione di far domanda entro la fine di agosto, permettendo così ad altrettanti giovani insegnanti di entrare finalmente nel mondo della scuola a tempo indeterminato. Le posizioni di alcuni gruppi di opposizione sono incomprensibili; pur di sbandierare un vessillo hanno sostenuto un emendamento che non ha copertura su una proposta di legge che, essendo solo in prima lettura, non vedrà la luce prima dell’autunno vanificando di fatto il tentativo di chiudere definitivamente entro agosto questa vicenda. L’emendamento al decreto sulla Pa è pronto e riprende interamente l’impegno della risoluzione Saltamartini, approvata all’unanimità in commissione Bilancio, e sarà presentato dalla collega Ghizzoni del Pd insieme, mi auguro, a tutti i capigruppo che hanno approvato all’unanimità la risoluzione. Su questo tema delicato nessuno può permettersi di fare demagogia. Abbiamo tutti il dovere di far entrare nella scuola i giovani in attesa da tanto”.

Insomma pensione a settembre, richiesta entro fine agosto. Finalmente (forse) questa assurda situazione può dirsi conclusa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...