Welfare to work 2012-2014. Via libera agli incentivi

Premiate le imprese che assumono lavoratori in attesa di reinserimento nel mondo del lavoro

Premessa – L’INPS, con il messaggio n. 5791/2014, ha fornito le istruzioni per la richiesta e la fruizione degli incentivi per l’assunzione dei lavoratori ammessi al sussidio, previsto dal Piano di intervento nazionale “Azione di Sistema WELFARE TO WORK 2012-2014”. In particolare, viene chiarito che l’impresa che ha assunto il lavoratore titolare del sussidio, non dovrà inoltrare la richiesta di agevolazione all’INPS, ma ad un ufficio indicato dalla Regione.Tale richiesta, se accolta, vale anche come istanza all’Istituto di conguagliare il beneficio con i contributi dovuti.

Welfare to work 2012-2014 – L’intervento nazionale “Azione di Sistema Welfare to work 2012-2014” è un piano per agevolare gli interventi in favore dei lavoratori espulsi dal sistema produttivo e al fine di incentivare la ricollocazione dei lavoratori licenziati nei singoli bacini regionali. L’incentivo, in particolare, è pari agli importi mensili del sussidio non ancora maturati dal lavoratore alla data di assunzione ed è corrisposto dall’Istituto in un’unica soluzione in sede di conguaglio dei contributi dovuti dall’impresa relativamente ai propri lavoratori dipendenti. L’incentivo è riconosciuto all’impresa che, nell’arco temporale del percorso di reinserimento, assume il lavoratore destinatario del sostegno del reddito con contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato superiore a 12 mesi, anche part time, purché con orario di lavoro non inferiore alle venti ore settimanali. L’agevolazione spetta anche in caso di proroga di un precedente rapporto a tempo determinato, di durata inferiore a sei mesi, se la durata complessiva supera i dodici mesi, nonché in caso di trasformazione a tempo indeterminato, intervenuta entro i primisei mesi.

La richiesta – Per ottenere l’incentivo in commento, l’impresa che assume un lavoratore titolare del sussidio non dovrà inoltrare la richiesta di agevolazione all’INPS, ma ad un ufficio indicato dalla Regione. La Regione, dal proprio canto, effettuerà gli accertamenti istruttori ed adotterà la decisione finale di ammissione/non ammissione all’incentivo. Tale richiesta, ove accolta, vale anche come istanza all’Istituto di conguagliare il beneficio con i contributi dovuti. A tal fine, l’impresa indicherà nella richiesta:
– la posizione contributiva (matricola INPS) con cui denuncia i contributi dei lavoratori per i quali spetta l’incentivo;
– la Sede INPS competente a gestire tale posizione contributiva;
– la Sede INPS competente a gestire il sussidio del lavoratore;
– il codice identificativo della comunicazione telematica (UNILAV) relativa al rapporto incentivato.
Successivamente, la Regione trasmetterà mensilmente alla Direzione Regionale competente dell’Inps l’elenco delle aziende ammesse all’incentivo, mediante apposito modello predisposto dall’Istituto previdenziale. La Direzione regionale INPS comunicherà poi le informazioni contenute nell’elenco alle Sedi territoriali competenti per l’interruzione del sussidio e l’erogazione dell’incentivo.

Adempimenti – La struttura dell’Istituto che gestisce il sussidio:
– interrompe il pagamento a decorrere dal giorno dell’assunzione, dandone comunicazione al lavoratore;
– determina l’importo dell’incentivo spettante all’azienda – in misura pari al residuo sussidioche sarebbe spettato al lavoratore – dandone comunicazione all’ufficio competente a gestire la posizione contributiva dell’impresa che chiede il beneficio.

L’ufficio della Sede INPS competente a gestire la posizione contributiva:
– autorizza l’azienda alla fruizione dell’incentivo assegnando per tre mensilità, alla posizione contributiva interessata, il codice di autorizzazione “8L”, avente il significato di “aziende che fruiscono dell’incentivo Azione di sistema Welfare To Work”;
– comunica all’azienda (tramite Cassetto previdenziale) l’avvenuta autorizzazione, mediante ilmodulo allegato al presente messaggio;
– comunica alla Direzione regionale l’importo autorizzato.

Casi di interruzione – Qualora il rapporto di lavoro si interrompa nel corso dei primi dodici mesi dall’assunzione in seguito a licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’impresa dovrà restituire il 100% dell’incentivo fruito; in caso di dimissioni del lavoratore, l’impresa dovrà restituire il 50% del beneficio; in caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo l’impresa che ha percepito il beneficio dovrà restituire i ratei limitatamente al periodo successivo allicenziamento

Compatibilità e requisiti – Bisogna tenere presente, inoltre, che gli incentivi riconosciuti all’azienda sono compatibili con eventuali agevolazioni contributive, connesse al particolare tipo di assunzione effettuata, previste dalla normativa vigente. Il beneficio, però, è subordinato alle condizioni di regolarità contributiva, di rispetto degli obblighi di sicurezza sul lavoro, di rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

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