Diritti d’autore e lavoro autonomo: redditi assimilati

I diritti patrimoniali incorporati nell’opera protetta da copyright possono essere oggetto di utilizzazione economica e, come tali, produttivi di reddito in favore del titolare dei medesimi (identificabile nella figura dell’autore, ovvero di un terzo che li ha acquisiti a titolo oneroso o gratuito); tale reddito, tuttavia, non è in via automatica soggetto al meccanismo fiscale dell’attrazione (ossia quell’istituto giuridico per cui un’attività non soggetta di per sé ad Iva viene “attratta” nel regime contabile di un soggetto possessore di partita Iva, quale imprenditore, artista o professionista), poiché sia civilisticamente che fiscalmente viene riconosciuto al diritto di autore la sua origine non già dall’imprenditore, professionista o artista nell’ambito della propria attività “professionale organizzata”, ma da un atto creativo che sfugge alle ordinarie classificazioni economiche.

Classificazione fiscale. Più in dettaglio, sotto il profilo fiscale, i compensi per lo sfruttamento del diritto d’autore sono assoggettati a tassazione in modo diverso, a seconda della qualità del soggetto beneficiario; la differenziazione rileva qualora tali compensi siano percepiti:

  • dall’autore dell’opera;
  • da aventi causa a titolo gratuito (eredi o legatari dell’autore);
  • da soggetti che abbiano acquisito a titolo oneroso i diritti all’utilizzazione economica dell’opera medesima.

Determinazione del reddito. Ai sensi dell’art. 53, comma 2, lett. b) del TUIR, il reddito conseguito da parte dell’autore, per l’utilizzazione economica di un’opera tutelata, configura reddito di lavoro autonomo , salvo che tale reddito sia conseguito nell’esercizio di un’impresa commerciale, nel qual caso lo stesso viene attratto nell’ambito del reddito d’impresa, seguendone il relativo trattamento tributario.

Le regole per la determinazione dei redditi derivanti dall’utilizzazione economica da parte dell’autore dell’opera, fuori dei casi in cui ciò avvenga nell’esercizio della propria attività imprenditoriale, sono contenute nell’art. 54, comma 8 del TUIR; la norma prevede, in particolare, che tali redditi sono costituiti dall’ammontare dei proventi in denaro o in natura percepiti nel periodo di impostaanche sotto forma di partecipazione agli utili, ridotto del 25 per cento a titolo di deduzione forfettaria delle spese, ovvero del 40 per cento se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni.

Vale il criterio di cassa. Dal tenore letterale della norma si evincono i seguenti principi applicabili ai redditi in esame:
– la tassazione segue il criterio di cassa (criterio, peraltro, previsto in via generale per i redditi di lavoro autonomo) ;
– è prevista ex lege una deduzione forfettaria , la cui misura varia in ragione dell’età dell’autore dell’opera, beneficiario del reddito; per cui, per il contribuente con età superiore a 35 anni la deduzione è prevista nella misura del 25%; per il contribuente con età pari o inferiore a 35 anni la deduzione spetta nella più favorevole misura del 40% ;
– di contro, non sono ammesse in deduzione spese di qualunque natura inerenti la produzione di tali redditi; peraltro, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che la deduzione analitica delle spese non è consentita neppure quando i costi sostenuti siano debitamente documentati, ancorché gli stessi siano superiori all’importo della deduzione forfettaria prevista dalla norma.

I chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria. In merito all’applicabilità del particolare regime fiscale di cui all’art. 53, co. 2, lett. b) del TUIR, l’Agenzia delle entrate, nella Risoluzione n. 145/E del 28/06/2007, ha avuto modo di precisare (interpretando il contenuto dell’art. 2575 c.c.) che la tutela giuridica del diritto d’autore si realizza quando le tipologie di opere dell’ingegno indicate dalla norma sono creative, rese pubbliche e riprodotte, sottolineando, tuttavia che la protezione opera solamente in presenza delle caratteristiche di “creatività, originalità e novità” (come precisato anche in Cass. civ. n. 10516/94).

La dichiarazione dell’autore. Sotto il profilo dichiarativo, i redditi conseguenti all’utilizzazione economica del diritto d’autore da parte del titolare dell’opera (qualora riconducibili all’art. 53, co. 2, lett. b) del TUIR), vanno riportati nei seguenti modelli dichiarativi:

– mod. 730, al rigo D3, inserendo il codice “1” in colonna 1, in colonna 2 l’ammontare dei compensi complessivamente percepiti nell’anno precedente al lordo della deduzione forfettaria , in colonna 4 ammontare complessivo delle ritenute d’acconto subite.

 mod. UNICO persone fisiche, nel quadro RL – sezione III, indicando al rigo RL25 i proventi lordi per l’utilizzazione economica dell’opera, al rigo RL29 la deduzione forfettaria spettante in ragione dell’età del contribuente, al rigo RL30 il reddito netto e al rigo RL31 l’ammontare delle ritenute subite sui medesimi redditi.

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