Riforma della Scuola: oggi la presentazione delle linee guida del Governo

Quello che sarebbe dovuto essere il piatto forte del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, arriva oggi sul web, sul sito passodopopasso.italia.it, dove, tra poco meno di due ore, dovrebbero essere pubblicate le linee guida per la riforma del mondo della scuola. Come è stato chiarito dal presidente del Consiglio, non dovrebbe trattarsi, almeno nella fase iniziale, di un diktat a cui docenti e studenti verranno sottoposto ma dell’apertura di una finestra temporale della durata di due mesi (dal 15 settembre al 15 novembre) nella quale dovrebbe essere aperto un dialogo, utile ad ascoltare tutti i pareri rilevanti (anche quelli degli studenti) e a raccogliere i necessari feedback che dalle linee guida del governo dovrebbero emergere ed essere utilizzati per redigere un disegno di legge vero e proprio.

L’esigenza di un periodo di gestazione si pone anche per la delicata questione delle coperture economiche: sarà necessario, infatti, attendere il varo della legge di stabilità per reperire le prime risorse disponibili e poi, procedere a gennaio alla definizione della riforma. Nel frattempo dovrebbero essere sbloccati gli interventi sull’edilizia scolastica, con i comuni che hanno avviato progetti qualificati in materia. Per quanto riguarda, invece, le prime indiscrezioni lasciate trapelare sul web dallo stesso Premier, piuttosto che di una riforma dovrebbe trattarsi di un nuovo patto educativo, che toccherà aspetti anche relativi alla formazione stessa.

Precariato
Uno dei punti più caldi delle linee guida dovrebbe riguardare il superamento del precariato permanente e di quella che è stata definita poco felicemente “la supplentite”, un problema che ogni anno conduce alla stessa, problematica, empasse ovvero ad iniziare l’anno scolastico senza conoscere il numero di insegnanti e di posti di cui c’è bisogno e, quindi, senza avere i professori pronti.
Ancora poco chiare le modalità per risolvere questa ricorrente situazione, prima si era parlato di stabilizzazione dei precari, con un numero di assunzioni che si sarebbe dovuto attestare intorno alle 100.000 unità. Una notizia, questa, quanto meno ridimensionata dal titolare dell’Istruzione Giannini per lasciare più ampio margine a una revisione degli scatti di carriera che, come ha annunciato il presidente del Consiglio, dovrebbero essere basati sul merito e non solo sulll’anzianità.
Si tratta di un’innovazione che dovrebbe servire a ridurre sprechi e inefficienze in un settore chiave della pubblica amministrazione e che ha riscosso apprezzamento anche da parte dei sindacati.

Alternanza studio-lavoro
L’alternanza studio-lavoro, una pratica già diffusa in Europa (12,9% degli under 29) in Italia rimane una prerogativa di pochi (4% degli under 29) per questo il governo intende renderla obbligatoria, in particolare nell’ultimo triennio dei percorsi formativi degli istituti tecnici dove l’esperienza dovrebbe essere valorizzata anche attraverso l’aumento (da 100 a 200 ore) del tempo trascorso nelle sedi aziendali. Sempre in questo alveo si collocano i progetti di potenziamento dei laboratori e di rafforzamento della sperimentazione dell’apprendistato, introdotto dall’ex ministro Carrozza.

Investimenti nell’istruzione
Altro punto delle linee guida – tra quelli che destano maggiori preoccupazioni – sarà dedicato al reperimento di fondi per la scuola da enti e istituzioni privati. I finanziamenti che serviranno soprattutto per potenziare i laboratori didattici, dovrebbero essere incentivati attraverso bonus simili a quelli introdotti per le donazioni nel campo dell’arte (sgravi fiscali) e ulteriori incentivi sono in fase di studio, per chi crea occupazione giovanile (school guarantee).
Altro punto che dovrebbero essere toccato è il potenziamento degli Its biennali post diploma, i percorsi professionalizzanti di durata biennale che dovrebbero legare maggiormente scuola e territorio, un obiettivo, quest’ultimo, che verrà perseguito anche attraverso il rilancio delle esperienze di “scuola-bottega” per la valorizzazione dell’artigianato e dei mestieri d’arte.

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