Attività sportive dilettantistiche: quali tasse da pagare su compensi?

Il regime fiscale dei compensi corrisposti nell’esercizio di attività sportive dilettantistiche gode di una disciplina agevolata. Infatti, le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dagli Enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, possono beneficiare di particolari esenzioni d’imposta.

I compensi derivanti dall’esercizio di attività sportive dilettantistiche, sotto un profilo fiscale, sono disciplinati all’interno dell’articolo 67, comma 1, lett. m) del TUIR, nella categoria dei redditi diversi e beneficiano di uno speciale trattamento anche ai fini previdenziali ed assistenziali. Il Fisco, per poter godere di questi benefici, che tra poco vedremo, richiede il rispetto di due requisiti:

  • la manifestazione deve essere obbligatoriamente a carattere dilettantistico;
  • i compensi devono essere corrisposti ad atleti dilettanti, agli allenatori, ai giudici di gara, ai commissari speciali che durante le gare o manifestazioni, aventi natura dilettantistica, devono visionare o giudicare l’operato degli arbitri.

In pratica, si tratta di tutti quei soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone la concreta realizzazione. Tali prestazioni si caratterizzano per la continuità nel tempo, la coordinazione, l’inserimento del collaboratore nell’organizzazione economica del committente e l’assenza del vincolo di subordinazione.

Tuttavia, il DL n. 207/2008 ha ampliato il novero delle prestazioni riconducibili nell’ambito dell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche estendendo il regime di favore anche a soggetti che svolgono attività di formazione,didattica, preparazione e assistenza all’attività sportiva dilettantistica.

Il regime di tassazione
Le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi percepiti dai collaboratori sportivi dilettanti, dai direttori tecnici beneficiano della seguente tassazione:

  • i primi 7.500 € complessivamente percepiti nel periodo d’imposta non concorrono alla formazione del reddito;
  • sugli ulteriori 20.658,28 è operata una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta IRPEF, con aliquota 23%, maggiorata di addizionale regionale e comunale;
  • sulle somme eccedenti è operata una ritenuta a titolo di acconto del 23% (primo scaglione IRPEF) sempre maggiorata dell’addizionale regionale e comunale. In pratica per compensi percepiti sino a 28.158 € non è dovuta alcuna imposizione. La parte di reddito eccedente i 28.158 € (7.500 € +20.658,28) sarà poi assoggettata ad IRPEF in modo ordinario nella dichiarazione dei redditi, considerando, tuttavia, anche i compensi già tassati a ritenuta a titolo d’imposta.

Infatti, ai fini della determinazione dell’IRPEF per la tassazione dei redditi soggetti ad imposizione ordinaria (in dichiarazione dei redditi), il percettore delle somme dovrà tenere conto dell’importo tassato con ritenuta d’imposta secca; in altre parole, le somme assoggettate a ritenuta d’imposta definitiva concorreranno comunque alla formazione del reddito imponibile, ma ai soli fini della determinazione degli scaglioni di reddito.

Infine, è bene ricordare che gli sportivi che incassano più compensi da società e associazioni sportive diverse, devono autocertificare l’ammontare complessivo delle somme percepite, in modo da consentire alle stesse di verificare se e su quale importo debba essere effettuata la ritenuta IRPEF.

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