Difendersi in giudizio senza avvocato: quando è possibile?

Nel nostro sistema giudiziario, per poter intentare una causa dinnanzi ad un giudice, è obbligatoria l’assistenza di un avvocato iscritto ad albo professionale.
Tuttavia, in taluni casi che esporremo qui di seguito, per poter intervenire in un processo, in qualità di attore o convenuto, non è necessaria l’assistenza di un legale.

In quali casi ci si può difendere da soli?
Per poter far valere i propri diritti davanti all’autorità giudiziaria, sia civile che penale, senza l’intervento di un legale è necessario si verifichino due condizioni:

  • la causa sia di competenza del Giudice di Pace;
  • la controversia abbia un valore inferiore a 1.100 euro, o diversamente, vi sia l’autorizzazione del giudice stesso, previa richiesta dell’interessato e tenuto conto della natura e dell’entità della causa. Quindi soltanto davanti al giudice di pace il cittadino può comparire e difendersi personalmente. Al di fuori delle fattispecie descritte l’intervento dell’avvocato è sempre necessario.

Qualora ci si presenti da soli dinnanzi al giudice di pace occorrerà esporre i fatti posti a fondamento dei diritti fatti valere nonché presentare le proprie richieste; il tutto verrà raccolto in apposito verbale.
Si potrà depositare un atto scritto o, in via alternativa, esporre oralmente le proprie ragioni.
Poiché comunque il processo è disciplinato dalle norme contenute nel codice di procedura civile è bene che la parte che si presenta da sola conosca istituti giuridici o comunque le regole processuali.
Il rischio è sempre che a seguito di qualche vizio di forma l’interessato veda rigettate le proprie domande.

Come scegliere il giudice a cui rivolgersi
In generale, è competente a decidere la causa il giudice del luogo di residenza del convenuto.
In via facoltativa, ci si puotrà rivolgere al giudice di pace del luogo in cui deve essere adempiuta un’obbligazione o deve essere effettuato un pagamento oppure consegnata una cosa. nelle cause relative a servizi condominiali è competente il giudice di pace in cui si trovano i beni oggetto della controversia.
In caso di ricorso avverso una multa per violazione del codice della strada, il ricorso va depositato presso il giudice di pace competente nel territorio in cui è avvenuta la contestazione della multa.

Il processo si conclude con una sentenza, contro la quale il soggetto soccombente può presentare appello al Tribunale. La sentenza non sarà però appellabile qualora la causa sia stata decisa dal giudice di pace secondo equità (su richiesta delle parti o in relazione a giudizi di valore inferiore a 1.100 euro); in tale fattispecie sarà possibile esclusivamente il ricorso in corte di cassazione.

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