Strisce blu: multa illegittima se non ci sono aree di sosta gratuite nelle vicinanze

Potranno essere annullate le multe per mancata esposizione del ticket se nelle immediate vicinanze non è presente un’area di sosta gratuita. E’ quanto disposto dalla recente ordinanza n.18575 della Corte di Cassazione con la quale indubbiamente si assesta un duro colpo ai comuni che gestiscono i parcheggi a pagamento. La novità avrà l’effetto di ridurre le entrate delle amministrazioni comunali che fino ad oggi incrementavano le loro casse grazie alle famose “strisce blu”. L’invasione nelle nostre città di tali aree di sosta a pagamento hanno comportato la drastica riduzione delle aree a strisce bianche, in numero alquanto esiguo.

Secondo l’ordinanza della Suprema Corte, il verbale è da considerarsi nullo se il Comune non fornisce la prova dell’esistenza di aree di sosta gratuita situate nelle immediate vicinanze di quelle a pagamento. Ne consegue che spetterà al Comune e non al multato, l’onere della prova della zona gratuita, in mancanza della quale, nonostante il mancato pagamento del “grattino”, la multa non sarà valida.
Sarà pertanto più semplice il ricorso per opporsi alla multa e ottenere l’annullamento della contravvenzione per omessa esposizione del ticket.

A giudizio degli ermellini è pertanto onere del Comune produrre in giudizio le ordinanze che regolamentano la sosta nell’area e dimostrare l’esistenza di un’area di sosta libera nei pressi di quella a pagamento.

Si ribaltano, dunque, le sorti degli automobilitsti multati, visto il cambiamento della posizione assunta dalla Cassazione sull’argomento, la quale in passato riservava al cittadino l’onere della prova.

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3 pensieri su “Strisce blu: multa illegittima se non ci sono aree di sosta gratuite nelle vicinanze”

  1. Ancora una volta si fa cattiva informazione con la conseguenza di spingere l’utente a contenziosi che poi non trovano esiti positivi con aggravi di spesa, La cassazione ha annullato il verbale solo perchè il comune non aveva depositato le delibere che qualificassero l’area dove era stato elevato il verbale come area rientranti nella zona A del D.M. 2/04/1968 o che si tratti di area urbana di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale. Al di fuori di questi casi il comune deve riservare delle aree libere per cui, prima di presentare ricorso bisogna accertarsi che l’area dove si è stati contravvenzionati rientri nella zona A del D.M. 2/04/1968 o che si tratti di area urbana di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale.

    1. Non approvo il commento. Infatti non si spinge l’utente al contenzioso ma si rammenta che qualora non fosse d’accordo con una multa può fare sempre ricorso presso prefettura e giudice di pace. Io ho fatto diverse lettere sia per strisce blu che autovelox, tutte fatte presso la prefettura (quindi senza alcun costo se non la mia opera intellettuale) tutte vinte. Sinceramente non conosco il fatto di specie ma esistono differenti sentenze che dicono “ove non ci sono strisce bianche” la multa per quella blu “non si applica”. Quindi prima di sparare a zero sulla cattiva informazione la invito a documentarsi meglio.

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