Tasi, alla faccia della trasparenza!

I Comuni incassano milioni, ma i cittadini non sanno dove finiscono.

Tasi sta per “tassa sui servizi indivisibili”. Si tratta infatti di una tassa che i cittadini pagano al Comune per sostenere le spese dei servizi collettivi come polizia locale, illuminazione, anagrafe, pulizia delle strade…

Per questo motivo, la legge obbliga i Comuni ad informare, tramite il Regolamento con il quale stabiliscono l’aliquota Tasi, della destinazione degli incassi provenienti dalla Tasi. Ma quasi nessun Comune d’Italia fornisce queste indicazioni ai cittadini. O meglio, tali informazione potrebbero essere scoperte andando a spulciare regolamenti, relazioni, documenti contabili, ordinanze, bozze e delibere dentro le quali queste informazioni vengono fornite, o meglio, nascoste.

Il Servizio Politiche Territoriali della Uil si è preso la briga di fare questa complessa operazione per alcune grandi città d’Italia per fornire ai cittadini almeno un’idea della destinazione dei propri soldi.

Alla faccia della trasparenza!
La legge di stabilità 2013, che ha istituito la tassa Tasi, all’art.1 comma 682 ha disposto che i Comuni con proprio Regolamento devono determinare non soltanto le aliquote, le detrazioni, esenzioni… ma anche “l’individuazione dei servizi indivisibili e l’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la Tasi è diretta”.

Il rispetto di tale prescrizione da parte dei Comuni consentirebbe ai cittadini di poter giudicare se quanto pagato (tanto o poco), corrisponda ad un livello di servizi adeguato. Ma, denuncia la Uil, ogni Comune fa a modo suo, complicando la vita ai cittadini e rendendo quasi impossibile la comprensione di tali informazioni che, invece, dovrebbero essere facilmente accessibili.

Dove finisce la Tasi?
Dove finiscono i milioni incassati dalla tassa Tasi? La Uil ha cercato di rispondere a questa domanda spulciando i regolamenti e le delibere delle aliquote Tasi di 8 grandi città italiane: Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Venezia, Firenze e Napoli.

In generale è emerso che il gettito Tasi copre circa il 38% del costo dei servizi indivisibili dei Comuni Italiani tra i quali rientrano la gestione delle fontanelle, la polizia locale, la tutela dell’ambiente, il funzionamento dei trasporti, l’anagrafe, i servizi sociali, la protezione civile e gli organi istituzionali.

Ecco come sono suddivisi gli incassi derivanti dalla Tasi nelle grandi città italiane (fonte Uil):

  • A Roma il 48,6% del gettito della Tasi cofinanzierà la mobilità il trasporto; il 31,3% i servizi socio assistenziali e il 7,5% la manutenzione stradale, il verde pubblico e l’illuminazione.
  • A Milano il 46,9% del gettito Tasi è destinato all’ordine e sicurezza pubblica (polizia locale e amministrativa, sistema integrato di sicurezza urbana); il 34,9% destinato ai trasporto e diritto alla mobilità; il 9,8% alla tutela dell’ambiente.
  • A Torino il 52,2% del gettito Tasi finanzierà la polizia municipale; il 13% l’illuminazione pubblica; il 9,2% infrastrutture e mobilità.
  • A Firenze il 35% del gettito Tasi è destinato ai servizi socio assistenziali; il 32,5% la sicurezza urbana (polizia locale e protezione civile); il 20% la tutela dell’ambiente.
  • A Bologna il 29,3% della Tasi cofinanzierà l’ordine pubblico e la sicurezza; il 21,6% i trasporti e il diritto alla mobilità; il 10,8% la tutela dell’ambiente; il 6,9% i servizi istituzionali.
  • A Genova il 18,2% è destinato all’ordine pubblico e sicurezza; il 18,1% al provveditorato; il 12,8% la tutela dell’ambiente.
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