Jobs Act: demansionamento più facile?

Ammortizzatori sociali, revisione dei contratti, abolizione dell’articolo 18: sono solo alcune delle principali novità contenute nel Jobs Act, tra cui spunta anche la norma sul demansionamento. Cosa contiene il testo della legge delega a riguardo? l’Obiettivo sarebbe quello di coniugare

“l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento”.

Il cambio di mansioni potrà avvenire rispettando delle condizioni, come la tutela del posto di lavoro e della professionalità del dipendente.

I sindacati temono che questa pratica del demansionamento, vietata dal codice civile, possa prendere piede e quindi consentire alle aziende di gestire le proprie risorse con un alto grado di flessibilità, in ragione dei livelli produttivi, senza rischiare cause di lavoro, proprio in ragione del demansionamento.

Come si evince dal termine stesso, il demansionamento consiste nell’assegnare al lavoratore delle mansioni inferiori rispetto a quelle per cui è stato assunto.

L’art. 2103 del Codice Civile disciplina questa situazione:

“Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione”.

Ne consegue che il dipendente può cambiare mansioni e ruolo in virtù di una promozione o mantenendo il medesimo inquadramento, ma non tramite un demansionamento, a maggior ragione se prevede una decurtazione dello stipendio.

Il demansionamento del dipendente oggi è previsto in due situazioni:

  • tutela del posto di lavoro del dipendente;
  • tutela della salute del dipendente.

Demansionamento e abolizione dell’articolo 18 sono spettri che aleggiano sempre più sulle tese dei lavoratori italiani, per i quali le tutele contro gli abusi e le torsioni autoritarie sono sempre più deboli.

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