Nuovo regime dei Minimi: limite a 65000 euro o 50 mila

Il nuovo regime dei minimi 2014 sarà rivisto nel limite massimo di ricavi o volume di affari che passerebbe da 30 mila a 65 mila euro rendendolo questa agevolazione fiscale uno strumento estremamente conveniente da utilizzare al fine dell’abbattimento delle tasse ed imposte da versare ai fini Irpef oltrechè delle semplificazioni in materia di gestione amministrativa e contabile. Qui vedremo quanto si risparmia con il nuovo regime fiscale super semplificato dei professionisti e da quando entrerà in vigore.

Quanto si risparmia con il nuovo regime dei minimi
In tal modo la tassazione agevolata al 5% , ripeto solo al cinque per cento, ai fini Irpef, su 64.999 euro porterebbe il contribuente a versare imposte al più per un una somma pari a 3.249,95 euro, lasciando nelle tasche del contribuente ben 61.749 euro

L’aliquota Irpef del regime dei minimi invece come oramai saprete è scesa dal 20% al 5% a titolo di imposta sostitutiva. La tassazione rispetto agli ordinari scaglioni di tassazione fiscale previsti per l’Irpef avrebbero dato luogo ad un prelievo erariale pari a 21 mila euro, consentendo un risparmio netto con il regime dei minimi di oltre 17 mila euro.

Quello che infatti inchiodava la prosecuzione di molte attività infatti  era poprio il limite del regime dei minimi di 30 mila euro massimo a cui aggiungerei anche il limite dei 15 mila euro sui beni strumentali, in quanto di fatto impedisce di dotarsi di alcune fondamentali dotazioni di macchinari o strumenti che potrebbero di fatto consentire la nascita di quella che potrebbe diventare una piccola impresa. Questo SI che è un vero risparmio in grado di far nascere nuove professioni, creare le base per nuovi posti di lavoro (anche se vi ricordo che non potrete assumere nel regime dei minimi pena la decadenza dall’agevolazione) aumentare le spese per consumi e per investimenti.

Da quando scatta il nuovo regime dei minimi: in attesa dell’entrata in vigore
L’Iter di approvaizone ha incassato l’OK da parte del Consiglio dell’Unione Europea che  ha autorizzato l’Italia a rinnovare fino al 2017 il regime dei contribuenti minimi. La palla ora passa al Parlamento che sono certo non si farà sfuggire l’occasione di godere di ampio consenso politivo portando questa fantastica notizia. Secondo me sta solo attendendo il momento giusto per godere del più ampio ritorno di immagine possibile in quanto se considerate le decine di migliaia di professionisti che si iscriveranno ed apriranno la partita Iva, capite bene quanto vale la posta in palio anche considerando questo unico aspetto.

Il regime è a tempo determinato
Essendo un regime fiscale che di fatto limita il prelievo dell’Iva nelle casse dello Stato l’applicazione è stata concessa ed autorizzata dalla Unione Europea ma solo per un ulteriore triennio e quindi fino al 31 dicembre 2016 per cui sarebbe il caso che il Parlamento si sbrigasse.

Dopo l’approvazione ovviamente dovranno anche essere chiariti i termini e le modalità di applicazione in vigenza del vecchio regime dei minimi per capire se coloro che hanno già aderito al vecchio potranno di fatto anche usufruire del nuovo limite prevista sul nuovo regime dei minimi e se potranno accedere anche quelli che hanno superato il limite in anni precedenti (non credo comunque se non quelli che lo hanno superato nell’anno in cui il parlamento eventualmente lo introdurrà).

Nuovo emendamento con il limite a 50 mila euro
In questo documento trovate il testo dell’emendamento presentato per innalzare il limite dei minimi fino a 50 mila euro. Parliamo dell’emendamento G/1058/16/6 (testo 2) – BELLOT, BITONCI: Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 1058, recante delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, valutato il provvedimento in discussione; considerato che una delle finalità principali del provvedimento è quella di sostenere ed incentivare la ripresa economica e che secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento delle Finanze, nel 2012, su tre partite Iva aperte, una rientra nel cosiddetto regime dei contribuenti minimi, il quale prevede una imposta forfetaria, che sostituisce Irpef e Irap, del 5 per cento per i primi 5 anni di attività (prima era del 20 per cento ma senza limiti temporali), né l’applicazione dell’IVA, né a debito né a credito (cioè scaricabile), obblighi contabili ridotti al minimo, esenzione dagli studi di settore e dalle comunicazione per lo spesometro; stimato che con la decisione 2013/678/UE dei Consiglio UE pubblicata nella gazzetta ufficiale europea n. L316 del 27/11/13, in deroga all’articolo 285 della direttiva 2006/112/CE, l’Italia è autorizzata a esentare dall’lVA i soggetti passivi il cui volume d’affari non superi i 65.000 euro annui; impegna il Governo a valutare l’opportunità di perfezionare il vigente regime fiscale dei minimi, adottando un regime di determinazione forfetaria delle imposte dirette e dell’IVA per i giovani di età inferiore ai trentacinque anni che intraprendono attività d’impresa o lavoro autonomo il cui volume d’affari annuale non ecceda i cinquantamila euro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...