TASI

Una tassa nata per semplificare che si rivela invece molto complicata.

Dovrebbe essere una semplificazione fiscale, una delle tante promesse, ma la Tasi di semplice ha davvero poco. Oltre 100 variabili tra detrazioni, aliquote ed esenzioni, che hanno fatto sbizzarrire le fantasie dei milioni di Comuni italiani.

Adesso, a pochi giorni dalpagamento dell’acconto per i cosiddetti “comuni ritardatari” (che non hanno approvato le aliquote 2014 in tempo per l’acconto di giugno), previsto per il 16 ottobre ci si chiede se non sia il caso dimodificare nuovamente la tassazione sugli immobili, per evitare che il caos che sta imperversando tra i cittadini e i professionisti che devono assisterli,si ripeta anche il prossimo anno.

La situazione attuale
Si chiama Iuc, Imposta Unica Comunale, la prima imposta virtuale italiana: si tratta infatti di tre tributi ben distinti. La Tasi, imposta sui servizi indivisibili, la Tari, tassa sui rifiuti e l’Imu, imposta sugli immobili. Tre imposte completamente diverse per presupposto, modalità di calcolo, soggetti passivi. Unite solo dalla confusione che ripetuti interventi normativi sono riusciti a creare. Teoricamente gli stessi comuni che approvavano le varie delibere con detrazioni ed aliquote dovevano fornire bollettini precompilati ai contribuenti, che non dovevano fare altro che recarsi in banca o alle poste per il pagamento. La realtà è che un caos normativo come quello attuale non si era mai visto. Vediamo perché.

Le complicazioni della TASI
Innanzitutto, è il cittadino che deve calcolare quanto deve pagare. Se non si delega il lavoro a un commercialista, dunque, si tratta di cercare tra tutte le delibere approvate quella di nostro interesse. Perché non ce n’è una, ma in alcuni casi più di una, e bisogna leggerle dalla prima perché nelle successive potrebbero esserci semplici modifiche che richiedono le letture delle delibere precedenti.
Fatto questo bisogna capire quale aliquota applicare, tra le quasi 200 mila aliquote approvate dai comuni (sono 197.350 quelle approvate) per un totale di circa 1.200 tipologie diverse di immobili. Insomma una vera e propria giungla per professionisti e contribuenti.
Anche avendo trovato l’aliquota che fa al caso nostro, ecco che ci dobbiamo imbattere nelle detrazioni, ed è qui che la fantasia dei comuni non ha avuto limiti. Le detrazioni approvate sono state create nella più totale libertà lasciata alle amministrazioni locali. Con risultati spesso cervellotici, caotici e qualche volta paradossali. È il caso di chi ha tentato di evitare alle abitazioni principali un carico fiscale superiore all’Imu, introducendo decine di detrazioni diverse (ben 23 diverse a Bologna) o addirittura formule matematiche, con tanto di frazioni parentesi quadre e graffe, come nel caso si Ferrara. Oppure, ancora, di chi ha studiato decine di aliquote ridotte per negozi, laboratori artigianali o fabbricati invenduti. In questo modo non fare errori e praticamente impossibile. Ma la detrazione migliore, o forse la provocazione migliore, è quella lanciata dal Comune di San Marco dei Cavoti che prevede una detrazione dell’imposta del 50% per chi adotta un cane randagio.

I confronti con l’IMU
Insomma, a conti fatti pagare la Tasi sarà un salasso. Nonostante la maggior parte dei Sindaci italiani sia stato mosso da buone intenzioni, e che in media le aliquote Tasi sull’abitazione principale siano inferiori a quelle previste dall’Imu lo scorso anno, si pagherà mediamente di più. Le detrazioni, infatti, generalmente sono più basse rispetto a quelle dell’Imu 2013, e quindi il carico fiscale sugli immobili è destinato a salire tragicamente anche quest’anno.

Serve un cambiamento
Insomma tutto questo dimostra che la Tasi è diventata un tributo fuori controllo. Lasciata troppo freddolosamente nelle mani delle autonomie locali ha finito per complicare la vita ai cittadini, che invece si aspettavano, almeno per una volta regole semplici e chiare.
Tuttavia, il Premier ha recentemente annunciato di voler modificare la IUC, già dal 2015. La nuova imposta è allo studio dei tecnici del Mef e dovrebbe arrivare con la Legge di Stabilità. Gli ostacoli, come sempre, non mancheranno. Le indiscrezioni parlano di un’unificazione tra IMU e TASI, con una proposta lanciata dal Enrico Zanetti, sottosegretario all’economia, ma ancora in mano ai tecnici e all’Associazione dei Comuni italiani.

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