Gli obblighi del comune per affidare un appalto

Un Comune può “saltare” le procedure di bando pubblico e affidare direttamente un appalto ricorrendo alla Consip? Oppure il Comune, ente locale, deve svolgere un bando pubblico e tenere come riferimento di spesa gli indicatori Consip per quel tipo di fornitura? Per esempio, in un appalto per la sostituzione e/o ristrutturazione della rete di pubblica illuminazione, come dovrebbe procedere un Comune per un appalto corretto?

Al fine di rispondere al quesito, occorre premettere che la Consip ha come compito principale, nella veste di centrale di committenza, l’acquisto di beni e servizi per conto della pubblica amministrazione attraverso l’utilizzo di tecnologie informatiche e di strumenti innovativi (convenzioni, mercato elettronico della Pa, accordi quadro, sistema dinamico d’acquisto, gare in modalità Asp, application service provider, ossia modello architetturale per l’erogazione di servizi informatici). Sono, pertanto, esclusi i contratti di lavori.

Ciò premesso, con riguardo alla fattispecie concreta, se le operazioni indicate dal lettore attengono a interventi di totale rifacimento degli impianti oggetto di appalto, ad esempio per ottimizzazione dei consumi energetici, esse ricadono negli interventi di manutenzione straordinaria, che, come tali, non possono essere utilizzati dalla Pa (nella fattispecie, da un Comune) per la realizzazione ex novo degli impianti.

 Viceversa, se si tratta della fornitura di prestazioni tecnologiche (tipo adeguamento alla normativa, o alla gestione e conduzione di impianti di illuminazione pubblica, miglioramento di parti obsolete e simili), si rientra nel contratto di fornitura di servizi, o di fornitura di beni e servizi. In tale evenienza, pertanto il Comune, quale Pa, ha l’obbligo di utilizzare le convenzioni o gli accordi quadro messi a disposizione da Consip Spa e dalle centrali di committenza regionali di riferimento.

 In ogni caso, se procede in modo autonomo, deve utilizzare i parametri di prezzo-qualità Consip, come limiti massimi, per l’acquisto di beni e servizi, con tutte le conseguenze giuridiche che ne discendono in capo al singolo soggetto procedente. Circa i profili di responsabilità amministrativa, infatti, la legge prevede che

i provvedimenti con cui le amministrazioni pubbliche deliberano di procedere in modo autonomo a singoli acquisti di beni e servizi sono trasmessi alle strutture e agli uffici preposti al controllo di gestione, per l’esercizio delle funzioni di sorveglianza e di controllo, anche ai sensi del comma 4. Il dipendente che ha sottoscritto il contratto allega allo stesso una apposita dichiarazione con la quale attesta, ai sensi e per gli effetti degli articoli 47 e seguenti del 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modifiche, il rispetto delle disposizioni contenute nel comma 3”.

 Pertanto, la violazione dei parametri citati può determinare, accanto alle responsabilità richiamate, anche una ipotesi di falso ideologico, in relazione alla dichiarazione che risulti mendace, nel momento in cui attesta la conformità ai medesimi parametri dell’acquisizione.

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