Ulteriore aumento dell’IVA

Fino al 25,5%!!!

Clausola di salvaguardia: la legge di stabilità prevede “ritocchi” dell’imposta sul valore aggiunto.

I conti non tornano? La legge di Stabilità ha concesso troppo in benefici a particolari categorie? Non fa niente: si spalma il costo su tutta la nazione. E come? Il sistema è ormai tipico degli ultimi governi: aumentare l’IVA. L’imposta indiretta sui consumi per eccellenza potrebbe essere aumentata già dal 2016 se la spending review inaugurata dal Governo con l’ultima finanziaria non terrà e non garantirà i risparmi sperati.

L’hanno chiamata “clausola Iva” alla quale è ricorso il Governo per dare maggiori garanzie a Bruxelles dopo la decisione di rinviare al 2017 il pareggio di bilancio e di agire con decisione sulla leva del deficit pur senza sforare il tetto del 3 per cento. Si tratta di una limatura dell’ultimo secondo sulla legge di Stabilità.

In pratica la clausola prevede un aumento dell’Iva in questi termini:

  • IVA del 10% nel 2016 passerà al 12% e al 13% nel 2017

  • IVA del 22% lieviterà nel 2016 al 24%, nel 2017 al 25% e nel 2018 al 25,5% (ovvero oltre la soglia europea).

La blindatura dal 2018 sarebbe ulteriormente rafforzata con un aumento per 700 milioni delle accise sui carburanti.

Saremo insomma uno degli Stati europei in cui comprare qualsiasi oggetto sarà molto più caro che negli altri.

Sui lavori in casa, invece, diminuisce

Si diceva, in apertura, delle “concessioni” fatte dalla legge di stabilità. Eccone una delle tante a favore dei costruttori e delle ditte che operano lavori di restauro e ristrutturazioni. L’edilizia è ferma, e allora meglio dare una “spinta”. Chi farà lavori in casa utilizzando i bonus fiscali del 50% (ristrutturazioni) e del 65% (efficientamento energetico) pagherà l’Iva al 4% anziché all’attuale 10% (leggi “Ristrutturazioni prima casa: aumento IVA a rischio disparità“). L’ulteriore spinta all’attività del recupero edilizio (e all’emersione del “nero”) è contenuta infatti nel testo del decreto legge approvato dalla commissione Ambiente della Camera e ora all’esame dell’Aula di Montecitorio. Per trovare la copertura finanziaria all’incentivo la commissione ha aumentato a larga maggioranza l’Iva sulla vendita delle nuove costruzioni dal 4 al 10%. La commissione Ambiente ha inoltre eliminato uno dei vincoli all’incentivo fiscale per aiutare la cessione del patrimonio invenduto dei costruttori: resta la deduzione Irpef del 20% sul prezzo dell’immobile (fino a un tetto di spesa di 300mila euro) per chi acquista un immobile nuovo o pesantemente ristrutturato da un costruttore, ma l’agevolazione non è più vincolata alla cessione in affitto a canone concordato dell’abitazione per almeno otto anni. La nuova deduzione – presa a prestito da una legge sperimentata in Francia – cambia quindi totalmente pelle e varrà anche per l’acquisto della prima casa.

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