Jobs Act

Articolo 18 tra tutele crescenti e reintegro. Ecco cosa cambia dal 2015.

La Camera dei Deputati ha dato l’ok al Jobs act che adesso passa un Senato per il via libera definitivo. Lo scopo è quello di archiviare la questione entro il 9 dicembre.

Sembra essere dunque finalmente giunta a conclusione la telenovela riguardante l’Articolo 18 dello Stato dei Lavoratori.

Articolo 18: Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti
La novità più importante in arrivo dopo l’approvazione del Jobs Act sarà la nasciata del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, forma contrattuale che però riguarderà solo i neoassunti.
Il Lavoratore avrà diritto a essere reintegrato solo in caso di licenziamento illegittimo, nullo o descriminatorio, ma anche per «specifiche fattispecie» di licenziamento disciplinare. Saranno i decreti delegati a stabilire nei particolari quali saranno queste fattispecie.

In tutti gli altri casi (licenziamenti disciplinari, licenziamenti per motivi economici ingiustificati non ci sarà il reintegro, ma il giudice potrà decidere se il lavoratore avrà diritto a un indennizzo.

Co.co.co.
Il Jobs Act riordina le forme contrattuali attualmente in vigore alo scopo di far divenire il contratto a tutele crescenti la forma di assunzione principale. Si prevede dunque l’avvio di un documento volto a disciplinare le varie tipologie contrattuali e a superare le cooperazioni coordinate e coordinative.

Maternità
La maternità verrà estesa anche alle lavoratrici parasubordinate. Le lavoratrici con figli minori o disabili non autosufficienti avranno inoltre diritto ad un credito d’imposta.
Maternità anche alle parasubordinate

Rimane invece in vigore la norma che prevede la possibilità di cessione dei giorni di ferie ad un collega che ne abbia bisogno per curare i figli malati gravi.

Si stabiliscono anche nuove norme volte a facilitare l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, nonché il monitoraggio a distanza di impianti e strumenti di lavoro.

Ammortizzatori sociali
Per conoscere i principali cambiamenti riguardanti ammortizzatori sociali e cassa integrazione, cliccare qui.

La Agenzia nazionale per l’impiego
Il Jobs Act prevede infine la creazione di un’Agenzia nazionale per l’impiego che svolgerà tutte le pratiche tramite Internet, senza troppi documenti da compilare per cittadini e imprese.

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Scadenze fiscali dicembre 2014

Il salasso di fine anno è alle porte.

Il mese di dicembre sta per arrivare e la sensazione è che i cittadini italiani non aspettino di prendere in mano luci e alberi di Natale, ma attendano con terrore il salasso fiscale che sta per arrivare.

Il 2014 si conclude infatti in bellezza con un vero e proprio ingorgo di tasse e imposte che rischia di lasciare i cittadini senza un euro in tasca. Dall’Irpef all’Iva, dalla Tari all’Imu, passando per la Tasi ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ecco l’elenco relativo alle principaliscadenze fiscali di dicembre 2014.

1 dicembre
- Persone fisiche e società di persone: pagamento seconda o unica rata acconto IRPEF, IRAP,INPS Artigiani e Commercianti ecced. Minimale relative al 2014
- Soggetti IRES: versamento seconda o unica rata acconto IRES, IRAP
- Sostituti di imposta: invio telematico modello “Uniemens” (relativo dati retributivi e contributivi)
- Comunicazione telematica mensile di ottobre all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle operazioni IVA effettuate con operatori economici con sede in Paesi a fiscalità privilegiata (Black List)
- Acquisti da San Marino comunicazione all’Agenzia delle entrate delle annotazioni effettuate nei registri IVA nel mese precedente

10 dicembre
- SPA quotata residenti nel territorio dello Stato con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro: Comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze attestazione del valore della propria capitalizzazione

16 dicembre
- Pagamento ritenute IRPEF di dipendenti e collaboratori
- Pagamento contributi previdenziali e assistenziali dipendenti e collaboratori
- Pagamento IVA mese di novembre – contribuenti mensili
- Pagamento acconto imposta sostitutiva su redditi da rivalutazione TFR
- Pagamento 2 rata IMU
- Pagamento 2 rata TASI
- Comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati Iva contenuti nelle Dichiarazioni di Intento

29 dicembre
- Invio telematico elenchi INTRASTAT contribuenti tenuti alla presentazione mensile
- Pagamento acconto IVA ( contribuenti IVA soggetti agli obblighi di liquidazione e versamento sia mensili che trimestrali.

31 dicembre
- Sostituti di imposta: invio telematico modello “Uniemens” (relativo dati retributivi e contributivi)
- Comunicazione telematica mensile di novembre all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle operazioni IVA effettuate con operatori economici con sede in Paesi a fiscalità privilegiata (Black List)
- Comunicazione al Fondo di previdenza complementare, da parte delle persone fisiche, dei contributi versati e non dedotti nella Dichiarazione dei redditi
- Acquisti da San Marino comunicazione all’Agenzia delle entrate delle annotazioni effettuate nei registri IVA nel mese precedente
- TARI

Canone Rai in bolletta elettrica

Arriva lo stop dell’Autorità per l’energia.

Con un vero e proprio colpo di coda il Governo Renzi inserisce il Canone Rai all’interno della bolletta della luce. L’imposta peserà circa il 50% sul contribuente, ma a questo punto, evitare di pagare sarà praticamente impossibile.

A versare saranno praticamente tutti: il Canone riguarderà infatti anche i possessori di PC, smartphone e tablet.

Da gennaio 2015 dunque, cambia tutto. A regolare il nuovo meccanismo sarà un emendamento alla Legge di Stabilità che rende operativa la misura dall’iniziio del prossimo anno.

Ogni utente verserà 65 euro, con la possibilità di diluire la somma per ciascuna delle bollette.

Il canone peserà però tutte le abitazioni: chi avrà più di una casa, pagherà quindi più di un canone.

Il Governo prevede un gettito di 1,8 miliardi e prepara già delle contromisure in caso di lungo il cammino parlamentare. Tra queste, l’inserimento della bolletta elettrica nella dichiarazione dei redditi.

Il No dell’Autorità dell’Energia
Ma a ostacolare la volontà del Governo potrebbe essere soprattutto l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Il presidente Guido Bortoni è infatti tornato a ribadire il NO alla proposta, considerata «impropria e di difficile applicazione».

Parlando a margine della Terza Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici, Bortoni ha sottolineato cheuna misura del genere :

“aumenterebbe la bolletta del 20%’ e poi l’adozione presenta ’problemi di tempistica”

Alla domanda se l’Autorita’ sia stata convocata dal Governo al riguardo, il presidente ha dichiarato:

“Al momento non ci risulta però, si sa che le ore sono concitate. Non lo so”

Evasione fisco, nuovo decreto

Niente sanzioni sotto i 1000 euro.

Tutte le novità sull’ultima bozza del decreto legislativo sull’abuso del diritto: la soglia di punibilità penale a 200 mila euro per l’evasione, semplici multe per falsa fattura e non più la galera, il valore retroattivo della norma.

Matteo Renzi punta sulla semplificazione fiscale per attirare nuovi investimenti dall’estero. Il nuovo decreto sull’abuso del diritto, che modifica la punibilità per evasione, elusione e abuso, sarà presentato nel consiglio dei ministri nei prossimi giorni.
Gli attori coinvolti nella bozza del nuovo decreto sono il Ministero, la Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza.

Che cosa cambierà?

False fatture non punibili fino a 1.000 euro
È questa la novità principale che emerge dalla bozza del nuovo decreto sull’abuso del diritto, uno dei provvedimenti del governo atttuativi della delega fiscale (il quarto dopo quelli già approvati sulla dichiarazione dei redditi precompilata, sulla riforma del catasto e sul riordino delle accise sui tabacchi).

Oggi, il reato per falsa fattura (per importi minori o operazioni inesistenti) è punibile con la reclusione 18 mesi a 6 anni: una pena dura, che il nuovo decreto vuole annullare per chi froda per meno di 1.000 euro.
L’Agenzia delle Entrate si è opposta, proponendo invece un’attenuazione della pena con una contravvenzioni: chi emette o usa fatture false non sarà perseguito per una frode inferiore a mille euro, ma con semplici multe.

L’elusione fiscale non sarà più reato penale, ma sarà sanzionata solo amministrativamente.

Le frodi
Secondo il decreto, per contestare le frodi non basterà più la presentazione delle false scritture contabili, ma occorrerà accompagnarle con documenti che attestino che le operazioni sono state simulate «oggettivamente o soggettivamente».

Evasione sotto i 200 mila euro punita solo con una multa
Per gli abusi delle imprese sottoposte al regime di “adempimento collaborativo”, inoltre, è prevista la sanzione amministrativa, non più quella penale.
L’articolo 4 della bozza del decreto stabilisce che, nel caso di dichiarazione infedele, il reato penale scatti solo dopo la soglia dei 200 mila euro.
L’ammontare della soglia di superamento massima è aumentata di molto: ad oggi è fissata a 50 mila euro.
Ma non è finita qui. Chi deciderà di collaborare con l’Agenzia delle Entrate vedrà la soglia alzarsi fino a 400 mila euro.
Inoltre, la erronea classificazione nel bilancio degli oneri deducibili reali non sarà più considerata reato. Sulla questione però sia l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza stanno facendo resistenza, chiedendo la modifica dell’articolo.

Valore retroattivo
La bozza del decreto specifica:

“Verranno applicate anche alle condotte abusive già commesse alla data dell’entrata in vigore del decreto legislativo per le quali non sia stato notificato il relativo atto impositivo”

ovvero un accertamento. La precisazione è fondamentale: in questo modo, i contenziosi ancora in corso non potranno decadere.
La norma quindi è in parte retroattiva, coprendo anche le violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del decreto, ma solo se non è stato notificato l’avviso.

Provvedimenti aggiuntivi
I beni sequestrati dalla magistratura nell’ambito di indagini fiscali – che non siano denaro o titoli – potranno essere direttamente gestiti dall’Agenzia delle Entrate e dal Demanio e non più dagli amministratori giudiziari.

Il decreto specifica, inoltre, che se un’impresa può scegliere tra due regimi fiscali, è lecito utilizzare quello più conveniente.
Un’operazione, poi, non può essere considerata «abusiva» se ha non marginali motivazioni economiche, limitato anche l’uso del raddoppio dei termini di accertamento.

Assicurazione auto temporanea: come funziona?

E’ di circa un anno fa lo studio Adusbef-Federconsumatori da cui era emerso un dato più che allarmante sulle tariffe delle RC Auto: un aumento del 245% dal 1994 al 2012.

L’assicurazione per l’auto rappresenta una delle spese più importanti che i contribuenti devono sostenere, soprattutto è una spesa obbligatoria se si è in possesso di un automezzo, a prescindere dall’uso che se ne fa.

C’è chi usa l’auto ogni giorno per recarsi al lavoro e chi può farne a meno grazie all’efficienza dei mezzi pubblici (problema che molte grandi città italiane vivono quotidianamente, come Roma), ma non importa in termini di tariffe: tutti pagano la stessa cifra.

Tuttavia per coloro che usano l’auto in maniera sporadica, tenendola il più delle volte nel garage, c’è una soluzione per risparmiare sulle tariffe sempre più esorbitanti offerte dalle assicurazioni e si chiama assicurazione temporanea, una polizza che ha una scadenza ridotta rispetto alla classica formula annuale. Ciò consente all’automobilista di ridurre il periodo di assicurazione del veicolo, limitandolo ai giorni o ai mesi di effettivo utilizzo.

Le tipologie di responsabilità coperte sono le stesse di un’assicurazione tradizionale, ma i costi sono ridotti, in funzione di una minore copertura a livello temporale. L’assicurazione temporanea può essere stipulata per pochi giorni o per mesi, per esempio i possessori di una moto potrebbero decidere di usare le due ruote solo nella stagione estiva e assicurare il mezzo di conseguenza.

Oppure si può ricorrere all’assicurazione temporanea quando c’è bisogno di trasportare un veicolo senza assicurazione da un luogo a un altro.

I giorni nei quali si vuole usare l’auto sono decisi in sede contrattuale.

Tra le assicurazioni temporanee, figura anche quella chilometrica, legata proprio alla percorrenza chilometrica dell’auto, quindi non legata alla dimensione temporale (giorni o mesi). Il numero dei chilometri viene stabilito in sede contrattuale e viene monitorato tramite dispositivi satellitari, in quanto questa tipologia assicurativa decade quando si supera il chilometraggio fissato ed il cliente ha l’obbligo di reintegro monetario per l’estensione della polizza.

Online è possibile richiedere un preventivo o fare il confronto tra diverse compagnie assicurative. In alternativa, occorre recarsi presso la sede della propria compagnia.

Disdetta Telecom: modulo, costi e info sul recesso

L’art. 1, comma 3, della legge n. 40/2007 sancisce che:

“I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente comma i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni”.

La legge n. 40/2007 non ha stabilito una determinata durata dei contratti, per cui si deve fare riferimento alle Condizioni generali di contratto, ma previsto la possibilità di recedere in qualsiasi momento.

A vigilare sulla tutela dei consumatori in questo senso è l’Agcom, che, se riscontra delle violazioni, può sanzionare le aziende. L’attività di vigilanza da effettuare ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge n. 40/2007, viene esercitata dall’Autorità per mezzo delle linee guida della Direzione Tutela dei Consumatori dell’Agcom.

Avete deciso di cambiare operatore telefonico? Volete fare la disdetta del vostro contratto Telecom telefonico e ADSL? Ecco come fare, senza dover chiamare il 187.

La prima cosa è essere in possesso dei moduli, in base alla propria situazione specifica:

I due moduli devono essere spediti tramite raccomandata a/r al seguente indirizzo

Telecom Italia S.p.A
Servizio Clienti Residenziali
Casella Postale 211

Esiste poi un terzo modulo, che è quello del recesso con ripensamento entro 14 giorni.

Quanto costa la disdetta Telecom?

Le linee guida dell’Agcom stabiliscono che la facoltà di recedere o di trasferire le utenze di telecomunicazioni deve essere esercitata senza spese non giustificate da costi degli operatori.

In linea con ciò, l’utente che vuole procedere con la disdetta ha il diritto di conoscere da contratto tutte le eventuali spese, e quindi le conseguenze, dell’esercizio della facoltà di recesso, per cui non è ammessa alcun tipo di penale, in quanto gli unici importi ammessi in caso di recesso sono quelli “giustificati” da “costi” degli operatori, ovvero le spese supportate, in questo caso da Telecom, per procedere alla disattivazione o al trasferimento.

Questa prassi vale per tutte le compagnie telefoniche, i costi di disattivazione sono poi differenti a seconda dell’operatore.

Nella sezione Trasparenza Tariffaria del sito di Telecom Italia sono indicati detti costi di disattivazione.

  • in caso di cessazione del rapporto contrattuale, anche oltre i primi 12 mesi di durata contrattuale, l’utente dovrà versare l’importo di 35,18 euro (IVA inclusa) a fronte dei costi di disattivazione sostenuti da Telecom Italia;
  • l’utente può recedere dall’Offerta ADSL, mantenendo eventualmente attiva la linea telefonica di base senza la componente ADSL. In caso di cessazione delle Offerte Tuttofibra Plus, Tuttofibra e Internetfibra l’utente deve pagare l’importo di 99 euro (IVA inclusa), a fronte dei costi di disattivazione sostenuti.

Contro il pagamento delle penali e a tutela del consumatore Altroconsumo ha segnalato una serie di casi, invitando tutti gli utenti a fare altrettanto.

Patente a punti

Verifica, decurtazione e recupero. Ecco la guida:

La patente a punti in Italia è stata introdotta nel luglio 2003. Ogni conducente in possesso di patente ha a disposizione 20 punti, decurtati in caso di infrazioni stradali, secondo la tabella che segue (per le patenti rilasciate successivamente al 1 ottobre 2003 a neopatentati, soggetti che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore, i punti riportati nella presente tabella, per ogni singola violazione, sono raddoppiati qualora le violazioni siano commesse entro i primi tre anni dal rilascio).

Nel caso in cui al conducente vengano accertate più violazioni per cui non sono previste sanzioni accessorie di sospensione o di revoca della patente, ma solo decurtazione di punteggio, dovranno essere sottratti massimo 15 punti.

Punti Infrazioni
1 Non far uso dei dispositivi di illuminazione o segnalazione visiva quando è prescritto; uso improprio dei fari; trasportare cose coneccedenza di carico non superiore ad 1 t. o al 10% per veicoli fino a 10 t; non avere ampia libertà di movimento nelle manovre, trasportare persone in soprannumero e trasporto irregolare di persone, animale e oggetti; trasportare persone in soprannumero sui veicoli a due ruote, ovvero violare le prescrizioni relative al trasporto di oggetti o trainare o farsi trainare con veicoli a due ruote; mancato rispetto di oltre il 20% il limite settimanale massimo dei periodi di guida per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; mancato rispetto di oltre il 20% il limite settimanale massimo dei periodi di guida per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo
2 Mancato rispetto della segnaletica, ad eccezione dei segnali di divieto di sosta e di fermata; sorpasso a sinistra di un tram in fermata in sede stradale non riservata; effettuare cambiamenti di direzione o di corsia per inversione di marcia o svolte senza osservare le prescrizioni imposte; sosta nelle corsie riservate al transito degli autobus o veicoli su rotaia; sosta o fermata negli spazi riservati a veicoli per persone invalide o in corrispondenza di rampe, scivoli o corridoi di transito; sosta negli spazi riservati allafermata degli autobus o dei taxi; omettere di liberare la carreggiata o di segnalare ingombri provocati dal proprio veicolo; omettere disegnalare il veicolo fermo sulla carreggiata, fuori dei centri abitati con l’apposito segnale di triangolo; non utilizzare i dispositivi di protezione rifrangenti individuali; trainare veicoli in avaria senza adeguata segnalazione o violando le altre prescrizioni; trasportare cose in eccedenza di peso non superiore a 2 t. o al 20% della massa per veicoli sino a 10 t; trasporto di materie pericolose senza osservare le prescrizioni ministeriali per la tutela dei conducenti o dell’equipaggio e la adeguata compilazione dei documenti di trasporto e delle istruzioni di sicurezza; trasportare persone in sovrannumero sulle autovetture; mancato rispetto di oltre il 10% il limite giornaliero massimo dei periodi di guida per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; mancato rispetto di oltre il 20% il limite settimanale massimo dei periodi di guida per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; mancato rispetto delle disposizioni relative alle interruzioni di guida per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; trainare veicoli, che non siano rimorchi, sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di parcheggio di servizio e su ogni altra pertinenza delle autostrade; violare le prescrizioni per la circolazione sulle autostrade e sulle superstrade (lasciare in sosta i veicoli sulle autostrade o sulle aree di servizio o di parcheggio, esercitare attività di soccorso senza autorizzazione); violare le prescrizioni dei comportamenti durante la circolazione in autostrada o sulle superstrade (uscire dalle stesse autostrade o superstrade senza servirsi delle apposite corsie di decelerazione, cambiare corsia di marcia senza la preventiva segnalazione); ostacolo alla circolazione o accodamento alla marcia dei mezzi adibiti a servizi di polizia, antincendio e autoambulanze; mancato rispetto di oltre il 10% il limite giornaliero massimo dei periodi di guida per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo; mancato rispetto di oltre il 20% il limite settimanale massimo dei periodi di guida per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo; mancato rispetto delle disposizioni relative alle interruzioni di guida per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo; non osservare gli obblighi previsti in caso di incidente, come la salvaguardia, la sicurezza della circolazione ed il mantenimento dello stato dei luoghi e delle tracce; in incidente con soli danni a cose evitare intralcio alla circolazione, fornire le proprie generalità
3 Superare i limiti di velocità di oltre 10 km/h e di non oltre i 40 km/h; mancato accertamento delle condizioni per effettuare il sorpasso; non osservare le distanze di sicurezza nei confronti di determinate categorie di veicoli, non osservare la distanza di sicurezza con conseguente collisione con soli danni a cose; far uso dei fari abbaglianti in condizioni vietate; non osservare le prescrizioni di sistemazione e segnalamento di carico sul veicolo e omettere le cautele nel trasporto di carichi sporgenti; trasportare cose con eccedenze di carico non superiori a 3 t., o al 30% della massa a pieno carico per veicoli sino a 10 t.; circolare con autocarri adibiti a trasporto di veicoli, di animali, di container, macchine agricole o operatrici e balle di paglia e fieno con eccedenze consentite in altezza sulle strade larghe meno di 6,50 mt. ovvero aventi opere di sottovia con franco libero superiore a 20 cm; mancato rispetto di oltre il 10% del periodo minimo di riposo settimanale per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; mancato rispetto di oltre il 10% del periodo minimo di riposo settimanale per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo; mancato rispetto degli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti
4 Circolare contromano (non in curva); omettere di occupare la corsia più libera a destra, sulle strade con carreggiata a due o più corsie; caduta o spargimento sulla carreggiata di materie viscide ed infiammabili o che potrebbero causare pericolo; trasportare cose con eccedenza di carico superiore a 3 t., o superiore al 30% della massa complessiva per i veicoli fino a 10 t.; trasportare merci pericolose con eccedenza di carico rispetto al limite consentito; trasportare persone in sovrannumero sui veicoli adibiti abusivamente a taxi o a noleggio; circolare in autostrada con veicolo avente carico disordinato, non saldamente assicurato ovvero con carico suscettibile di dispersione perché non coperto adeguatamente; non fermarsi in incidente con soli danni a cose causato dal proprio comportamento; violazione dell’obbligo di consentire al pedone attraversamento di una strada sprovvista di strisce pedonali
5 Circolare a velocità non commisurata alle particolari condizioni in cui si svolge la circolazione; violare gli obblighi relativi alla precedenza; mancato rispetto delle regole di sorpasso; non osservare ledistanze di sicurezza con conseguente collisione e gravi danni ai veicoli; comportamento irregolare o pericoloso nei passaggi ingombrati e nelle strade di montagna causando gravi danni a veicoli; condurre un motociclo o una motocarrozzetta senza casco, con casco irregolare o non allacciato, ovvero trasportare altro passeggero in tali condizioni; mancato allacciamento delle cinturedel conducente e/o del trasportato minorenne o mancato uso dei seggiolini per bambini; alterare il corretto uso delle cinture; usare cuffie o apparecchi radiotelefoni durante la guida e mancato utilizzo delle lenti se prescritte; mancato rispetto di oltre il 10% del periodo minimo di riposo giornaliero per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; mancato rispetto di oltre il 20% del periodo minimo di riposo giornaliero per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; mancato rispetto di oltre il 10% del periodo minimo di riposo giornaliero per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo; mancato rispetto di oltre il 20% del periodo minimo di riposo giornaliero per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo; circolare con tasso alcolemico accertato superiore a 0 e non superiore a 0,5 gl per conducenti < 21 anni, neo patentati cat. B, per trasporti professionali di persone e di cose, di veicoli > 3,5t, di veicoli con rimorchio con MCPC > 3,5, di autobus, di autoarticolati, di autosnodati
6 Mancata osservanza dello stop; passaggio con semaforo rosso o agente del traffico; violare gli obblighi di comportamento ai passaggi a livello; superare i limiti di velocità di oltre 40 km/h, ma non di oltre 60 km/h
8 Mancato rispetto della distanza di sicurezza che abbia causato un incidente con lesioni gravi; comportamento irregolare o pericoloso nei passaggi ingombrati e nelle strade di montagna che abbia causato gravi lesioni a persone; fare inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza degli incroci, delle curve o dei dossi; violare l’obbligo di precedenza ai pedoni; violazione dell’obbligo di consentire al pedone in stato di invalidità o a bambini e anzianil’attraversamento di una strada
10 Superare i limiti di velocità di oltre 60 km/h; circolare contromanonelle curve, sui dossi o in condizioni di limitata visibilità o su strada divisa in carreggiate separate; sorpasso effettuato in situazioni gravi e pericolose (curve, dossi, incroci etc..); sorpasso per veicoli pesanti (> 3.5t); sorpasso di veicoli fermi ai semafori, ai passaggi a livello o incolonnati, di tram o filobus fermi; sorpasso di veicolo che sta a sua volta già sorpassando; trasporto di materie pericolose senza autorizzazione o in violazione delle prescrizioni; trasporto di materie pericolose senza osservare le prescrizioni ministeriali relative ad idoneità tecnica e dispositivi di equipaggiamento dei veicoli; mancato rispetto di oltre il 20% del periodo minimo di riposo giornaliero e del limite giornaliero dei tempi di guida per gli autisti di camion e autobus muniti di tachigrafo; fare inversione di marcia in autostrada o sulle strade extraurbane principali o procedervi in contromano; effettuare retromarcia in autostrada; circolare in autostrada o sulle strade extraurbane principali sulle corsie di emergenza e d’immissione ed uscita fuori dai casi previsti; mancato rispetto di oltre il 20% del periodo minimo di riposo giornaliero e del limite giornaliero dei tempi di guida per gli autisti di camion e autobus non necessitanti di tachigrafo; veicolo sprovvisto di cronotachigrafo o limitatore di velocità; guidare in stato di ebbrezza; guida in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata a sostanze stupefacenti; darsi alla fuga in incidente con gravi danni ai veicoli causato dal proprio comportamento; darsi alla fuga in incidente con lesioni a persone causato dal proprio comportamento; forzamento del posto di blocco dove il fatto non costituisca reato

La decurtazione dei punti scatta per i seguenti titoli di guida:

  • Patente di guida: conducenti maggiorenni di autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori e minicar;
  • CQC (compreso KB etc.): autoveicoli nel solo ambito del trasporto professionale (trasporto merci e persone);
  • CIGC (patentino) fino alla conversione in patente AM o di altra categoria.

Verifica dei punti sulla patente

Come si fa a sapere quanti punti ho sulla patente? In molti, spesso, si fanno questa domanda e la risposta è semplice:

  • tramite il sito www.ilportaledellautomobilista.it, effettuando il login;
  • contattando il numero 848782782 da apparecchio fisso al costo di una chiamata urbana, secondo le tariffe del proprio gestore telefonico.

Come si recuperano i punti sulla patente?

Una volta verificati i punti, come si fa a recuperare quelli persi? Dipende se la perdita dei punti è parziale o totale.

Per coloro che non subiscono la decurtazione dei punti entro un certo limite di tempo scatta un sistema premiante.

Se per due anni consecutivi non si subisce al decurtazione dei punti è prevista la nuova attribuzione del punteggio iniziale. Per i titolari di patente di guida che per due anni almeno hanno mantenuto i 20 punti, non subendo decurtazioni, è previsto l’accreditamento di 2 punti fino al raggiungimento del tetto massimo di 30 punti.

Da circa quattro anni è stato introdotto anche un altro meccanismo per ipatentati da meno di tre anni: se non vengono commesse violazioni con decurtazione di punti, ogni anno sarà loro accreditato un punto, sino ad un massimo di tre.

Recuperare i punti della patente richiede la partecipazione a dei corsi specifici, con obbligo di esame finale, presso le autoscuole o i centri autorizzati dal Ministero dei Trasporti.

Secondo quanto riportato dal sito del Ministero questi corsi consentono di recuperare:

  • 6 punti ai possessori di patente A o B;
  • 9 punti ai possessori di patente C, C+E, D, D+E o la patente B con il certificato di abilitazione professionale.

Se invece avete perso tutti i punti sulla patente scatta l’obbligo di revisione della patente. Come funziona?

L’automobilista riceve una lettera del Ministero che lo invita a rifare entro 30 giorni gli esami previsti per il rilascio della patente.

In questo periodo transitorio è possibile circolare, al contrario, qualora gli esami non venissero sostenuti o superati, la patente viene sospesa a tempo indeterminato.

Ovviamente l’esito positivo all’esame sostenuto comporta la riassegnazione dei 20 punti iniziali.