Come ottenere il nuovo ISEE: tutta la procedura

DSU (dichiarazione sostitutiva unica): trasmissione, acquisizione, determinazione e il ritiro del modello ISEE.   Con l’ok arrivato ieri del Garante della Privacy, tutto sembra pronto per l’avvio del nuovo modello ISEE (manca solo l’approvazione dell’Inps del nuovo disciplinare tecnico).   Con le regole appena approvate, cambia tutto il meccanismo e l’iter procedurale per procurarsi l’Isee. Si esce completamente dalla sfera del classico documento di “autocertificazione”; si tratterà piuttosto di una attestazione rilasciata dalla pubblica amministrazione sulla base delle informazioni reddituali e patrimoniali in proprio possesso relative al cittadino. Ecco dunque la nuova procedura.   Chi voglia usufruire di una prestazione sociale agevolata (per es. sconti negli asili, mense scolastiche, sussisti assistenziali, borse di studio universitarie, prestazioni socio-sanitarie) dovrà inizialmente presentare la cosiddetta DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) direttamente all’ente che eroga la prestazione, oppure ai Comuni, ai Caf, o alle sedi Inps territoriali. La DSU è una sorta di autodichiarazione fatta dal contribuente e dovrà contenere le informazioni sul proprio nucleo familiare (con indicazione specifica anche della situazione reddituale e patrimoniale).   Si tratta di un passaggio fondamentale, posto che il nuovo Isee sarà calcolato sulla base dei redditi, dei patrimoni e della composizione del nucleo familiare autodichiarati dal cittadino attraverso la Dsu o la Dsu mini.   In realtà la Dsu può essere di due tipi (a seconda del tipo di prestazione che si intende richiedere e di alcune caratteristiche del nucleo familiare):   – Dsu ordinaria.   – Dsu mini. Quest’ultima non potrà essere utilizzata nei casi di: – richieste di prestazioni per il diritto allo studio universitario; – presenza di nuclei di persone con disabilità o non non autosufficienti; – presenza di figli i cui genitori non siano coniugati tra loro, né conviventi; – esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o sospensione degli adempimenti tributari.   Entro quattro giorni lavorativi dalla ricezione della Dsu i soggetti che la hanno acquisita trasmetteranno in via telematica i dati contenuti al sistema informativo dell’Isee, gestito dall’Inps.   A questo punto, l’Inps, entro quattro giorni lavorativi dalla ricezione dei dati, calcolerà l’Isee sulla base delle informazioni raccolte con il modello Dsu e di tutte le informazioni reperite negli archivi della pubblica amministrazione, dell’Inps e dell’agenzia delle Entrate (come l’anagrafe tributaria, l’anagrafe dei conti correnti, le indicazioni del PRA, ecc.).   Quindi l’Inps consegnerà all’interessato l’Isee entro il decimo giorno lavorativo successivo alla presentazione della Dsu. Per ritirare il proprio modello Isee, è possibile indicare un indirizzo Pec (posta elettronica certificata) o è possibile scaricarlo dal sito Inps oppure dare mandato al Caf.   Se dopo 15 giorni lavorativi dalla data della presentazione della Dsu il cittadino non ha ancora ricevuto l’Isee, può compilare il modulo integrativo FC.3 per autodichiarare i dati e ottenere un’attestazione provvisoria. Come chiarisce Francesca Milano su “Il Sole 24 Ore” di oggi, “l’Isee calcolato sulla base dei dati contenuti nelle Dsu terrà conto del reddito di tutti i componenti della famiglia, del loro patrimonio (valorizzato al 20%) e di una scala di equivalenza in base alla composizione del nucleo e alle sue caratteristiche. L’Isee terrà anche conto di particolari situazioni di bisogno, prevedendo trattamenti di favore per i nuclei con tre o più figli o per le famiglie con persone con disabilità o non autosufficienti. Come la Dsu, anche l’Isee non sarà più unico: sarà possibile calcolare l’Isee standard, ma anche l’Isee università, l’Isee socio-sanitario, l’Isee socio-sanitario residenze, l’Isee minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, e l’Isee corrente, che consiste in un indicatore aggiornato ai redditi degli ultimi 12 mesi quando si siano verificate rilevanti variazioni del reddito, come nel caso di perdita del posto di lavoro”.

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