Quota 96: tutti contro il Governo.

Inviata diffida a Renzi.

I Quota 96 ne hanno abbastanza di promesse non mantenute, speranze deluse e diritti non garantiti. Dopo quasi due anni di attesa i quattromila docenti che non possono accedere alla pensione a causa di un errore contenuto nella riforma Fornero, ne hanno abbastanza. E hanno ragione.

A sollevare nuovamente la questione davanti al Governo è la Deputata Giacobbe, che davanti alla Commissione Lavoro ha affermato:

“La materia previdenziale è stata poco considerata dal Governo nel disegno di legge di stabilità, non essendo state prese in considerazione misure per risolvere in via definitiva le questioni dei lavoratori esodati, dei lavoratori della scuola appartenenti alla cosiddetta “quota 96” e dei lavoratori precoci, nonostante la Nota integrativa al disegno di legge di bilancio per l’anno 2015 e per il triennio 2015-2017 riferita stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali richiami specificamente gli impegni del Governo in materia previdenziale.”

Secondo la parlamentare inoltre, interventi come l’innalzamento dell’aliquota di tassazione dall’11 al 20% sui fondi pensione (misura contenuta nella legge di stabilità):

“rischiano di pregiudicare lo sviluppo del settore della previdenza complementare, soprattutto a danno dei giovani”-

Insomma, il Governo Renzi deve tornare ad occuparsi seriamente del sistema previdenziale non solo risolvendo la questione degli “esodati della scuola”, ma risolvendo gli sbagli macroscopici compiuti in passato.

Nel frattempo i quota 96 non se ne stanno con le mani in mano e hanno deciso di inviare una diffida collettiva al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

La diffida fa riferimento alla sentenza emessa dal Tribunale di Lavoro di Salerno, la pronuncia n. 4216 del 3/11/14, che riconosce il diritto del personale della scuola rientrante nella quota 96 ad essere collocato in quiescenza alla data del 01/09/2012.

Gli insegnanti chiedono inoltre che gli effetti della sentenza sopra citata vengano estesi a tutto il personale della scuola in possesso dei requisiti previdenziali necessari per andare in pensione al fine di evitare ulteriori procedimenti giudiziari.

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