Esubero Dipendenti provincie

Pensione anticipata quasi certa per funzionari e impiegati.

Con l’avvicinarsi della fine del 2014, si avvicina anche un termine molto temuto da migliaia di dipendenti pubblici. Si tratta dei lavoratori in forze nelle amministrazioni provinciali che entro il 31 Dicembre 2014 saranno sottoposti all’attuazione delle prime misure di ridefinizione e ridimensionamento previste dalla riforma delle province varata sotto il governo Letta, dall’allora ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio. Entro il 31 Dicembre la nuova legge prevede che le funzioni dei lavoratori andranno redistribuite al fine di razionalizzare ed efficentare quelle che sono ritenute da molti istituzioni farraginose e inutili.

Le ipotesi sul campo
Dopo la cancellazione delle elezioni provinciali, tocca adesso al personale e le stime sono a dir poco preoccupanti dal momento che si prevedono oltre 20.000 esuberi. Proprio per questo, nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra i rappresentanti del governo e quelli delle autonomie locali, per definire la nuova destinazione di impiegati e funzionari che dovranno essere smistati, in base alle loro competenze istituzionali, alle regioni e ai comuni che assorbono al loro interno quelle stesse competenze che prima erano appannaggio delle province.
Vi è tuttavia, anche un’altra ipotesi sul campo: potrebbe essere prevista, all’interno della Legge di Stabilità, una nuova deroga alla Legge Fornero, al fine di facilitare il pensionamento anticipato dei dipendenti provinciali che potrebbero riuscire ad ottenere la pensione con le norme in vigore prima dell’entrata in vigore della legge sulle pensioni varata sotto il governo Monti.

Il dirottamento verso le amministrazioni periferiche
Per i dipendenti provinciali che non possono in alcun modo ricorrere al prepensionamento, l’ipotesi più accreditata sul campo è quella di un dirottamento nelle amministrazioni periferiche dello Stato.
Si tratta di quegli enti di derivazione centrale e non locale come i tribunali, gli uffici della motorizzazione civile, le scuole e le agenzie fiscali come l’Agenzia delle Entrate o Equitalia, tutti enti che, nella maggior parte dei casi soffrono di gravi carenze di organico che ne rallentano i servizi (tribunali) o, in altri casi, sono in forte sviluppo (agenzie fiscali).
Le amministrazioni periferiche dello Stato, se coinvolti nel processo di ridestinazione dei dipendenti provinciali, dovranno dare la precedenza a questi ultimi rispetto a eventuali altri candidati in attesa di un posto di lavoro, in base alle graduatorie interne. Tale procedura straordinaria deve essere ancora definita nei dettagli e si teme già la possibilità che molti degli esclusi presentino innumerevoli ricorsi al TAR per far valere le proprie ragioni.

Il pensionamento anticipato
Molti dei dipendenti provinciali potrebbero però, subire una sorte diversa: potrebbero, infatti, rientrare, in base a un apposito emendamento alla Legge di Stabilità 2015, attualmente in discussione al Senato, tra i beneficiari del pensionamento anticipato. Riguardo al delicato capitolo delle pensioni sono molte le modifiche al ddl stabililità ancora in discussione, si va dal Tfr in busta paga con la relativa tassazione, alle condizioni per usufruire del pensionamento anticipato fino alle possibili sanzioni e penalizzazioni per chi riceve un assegno pensionistico elevato e sceglie di continuare a lavorare.
Quel che è certo è che una deroga ai requisiti della Legge Fornero sembra essere la soluzione migliore per risolvere il problema degli esuberi dei dipendenti delle vecchie province, il soprannumero stimato di dipendenti si aggira, infatti, intorno al 50% del totale. Se il 30% di essi sarà riassorbito tra il personale delle costituende città metropolitane, rimane fuori una quota che va dalle 20.000 alle 28.000 unità.
L’ipotesi di lavoro al vaglio dell’esecutivo prevedrebbe il pensionamento anticipato di tutti quei lavoratori che, alla data del 31 Dicembre 2018, abbiano maturato i requisiti pensionistici in vigore prima della riforma Fornero, ovvero, i requisiti della vecchia pensione di anzianità.
In base a questo principio, saranno poi le amministrazioni a comunicare, entro 90 giorni quali sono i beneficiari del prepensionamento e quali i termini e le modalità per risolvere il rapporto di lavoro in maniera unilaterale.
La data del 31 Marzo 2015 sarebbe stata individuata come la scadenza più probabile per individuare il personale sottoponibile a questo specifico piano di mobilità e quello che, invece, dovrà essere destinato alle amministrazioni periferiche dello Stato perché non prepensionabile.

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