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Ravvedimento Operoso 2015

Sarà possibile anche durante ispezioni e verifiche grazie alla Legge di Stabilità.

I commi da 637 a 640 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità 2015, recentemente entrata in vigore hanno previsto nuove norme relative alla disciplina del contrasto all’evasione fiscale a del ravvedimento operoso, lo strumento che consente, ai contribuenti che non hanno dichiarato i loro redditi o che hanno omesso il versamento di specifici tributi, di regolarizzare la propria posizione con il fisco.
Oltre ai nuovi limiti temporali che allungano il periodo utile per il ravvedimento, prevedendo anche nuove riduzioni delle sanzioni, viene anche eliminato il limite «intrinseco» delle cause che impedivano l’accesso allo strumento. Ecco cosa cambia.

Ravvedimento operoso prima della Legge di Stabilità
Prima dell’approvazione della Legge di Stabilità, tra le cause cosiddette ostative, che impedivano il ravvedimento, erano inclusi anche gli accessi, le ispezioni, le verifiche e le altre attività amministrative di accertamento (di cui l’interessato era stato ammesso a conoscenza almeno formale) che avvenivano in seguito alla constatazione della violazione da parte dell’Agenzia delle Entrate

Ravvedimento operoso dopo la Legge di Stabilità
Con l’approvazione della Legge di Stabilità e limitatamente ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate, accertamenti, ispezioni e verifiche non costituiscono più cause di impedimento alla procedura di ravvedimento operoso.

L’unico caso in cui non sarà più possibile ravvedersi è il momento successivo alla notifica di atti di liquidazione e di accertamento e all’invio di comunicazioni di irregolarità, a seguito dei controlli automatici e formali delle dichiarazioni.

In tal modo l’ambito operativo del ravvedimento operoso viene ampliato, dal momento che si può accedere alla procedura anche a controllo fiscale iniziato. Proprio per questo vengono abrogati tutti gli strumenti, di recente introduzione, utili a far decadere la procedura di contenzioso, quali:

  • l’adesione ai processi verbali di constatazione;
  • l’adesione agli inviti al contraddittorio;
  • l’acquiescenza “rinforzata”, ossia lo strumento che consentiva al contribuente, in caso di notifica di un avviso di accertamento non preceduto da pvc o da invito al contraddittorio, di pagare quanto richiesto dal Fisco beneficiando della sanzione ridotta ad 1/6 del minimo.

L’abrogazione di tali strumenti è stata però posticipata, quindi limitata agli atti di futura emissione. Per quanto riguarda gli atti già emessi o in via di emissione, notificati o consegnati entro il 31 Dicembre 2015, sarà ancora possibile:

  • aderire agli inviti al contraddittorio (sanzione ridotta ad 1/6);
  • aderire ai PVC (sanzione ridotta ad 1/6);

Infine, la definizione degli accertamenti non preceduti da altri atti (sanzione ridotta ad 1/6) sarà abrogata a partire dagli accertamenti notificati dal 1° gennaio 2016.

Cambiano anche i termini per la notifica degli accertamenti e delle cartelle di pagamento che sono collegati al momento in cui si effettuano correzioni con le dichiarazioni integrative nei modi seguenti:

  • 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione;
  • 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione in caso di indennità di fine rapporto e prestazioni in forma di capitale;
  • 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione in caso di controllo formale;
  • 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione per le dichiarazioni di integrazione per correggere errori od omissioni incidenti su determinazione e pagamento del tributo;
  • 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione per i termini di accertamento;
  • Il principio, infine, vale anche per le imposte d’atto (registro, successione e donazione): in caso di correzione (ad esempio, di atti portati alla registrazione o di dichiarazioni di successione), i termini decorrono dalla regolarizzazione degli errori o delle omissioni.
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