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Nuovi minimi

proroga dell’imposta al 5% nel 2015? Servono 70 milioni.

Dopo il clamoroso autogol del Governo Renzi, che ha fatto mea culpa sulla riforma del nuovo regime dei minimi, penalizzante per le Partite IVA, che hanno risposto con il cosiddetto Malus Renzi, la questione deve essere riaperta. Il Cdm del 20 febbraio sarà un appuntamento cruciale in tal senso.

I titolari di Partita IVA avranno tempo fino al 31 gennaio per godere dell’aliquota al 5%, ma come chiuderà, speriamo in modo definitivo, questo capitolo il Governo? Tenderà la mano agli autonomi e ai professionisti vessati sia dal punto di vista fiscale, che contributivo:

  • sia per l’aumento della tassazione agevolata dal 5% al 15%;
  • sia per l’aumento delle aliquote della Gestione Separata 2015.

L’ipotesi che va per la maggiore è una proroga dell’imposta al 5% anche nel 2015, con il limite di ricavi pari a 30.000 euro, sempre che il Governo trovi una copertura da 70 milioni di euro. Non si esclude l’abbassamento dell’aliquota al 10%.

Restituite la #refurtIVA!

Intanto continua la campagna social di @actainrete a suon di hashtag. Dopo #malusRenzi, #annullaAutogol, ora è tempo di #refurtIVA, contro l’aumento al 30,72% dei contributi previdenziali di freelance e professionisti iscritti alla Gestione Separata, che considerano:

  • ingiustificato: poiché già lo scorso anno i professionisti iscritti alla Gestione Separata versavano contributi più alti, in particolare con l’aliquota più alta in Italia (27,72%), al contrario di artigiani e commercianti (23%) e professionisti con cassa privata (12%-18%);
  • insostenibile: poiché i redditi sono in calo;
  • svantaggioso: perché la Gestione Separata non garantisce una pensione dignitosa, né lascia spazio per una previdenza integrativa;
  • una beffa: perché è stato stabilito per finanziare «un sistema di garanzie (Aspi ora divenuto Naspi) da cui siamo esclusi».

Portavoce della categoria, l’Acta chiede quindi il blocco dell’aumento dei contributi.

Tra 9 giorni l’ardua sentenza.

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