Piano casa: la cedolare secca ridotta dal 19% al 10% dal 1° maggio 2014

Il Governo ha approvato ieri 12 marzo 2014, tra l’altro, la riduzione dal 15 al 10% dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti a canone concordato (riduzione valida anche per case affittate a studenti universitari). Quella sulle locazioni di mercato, invece, rimarrà al 21%.

 

Per chi ha già stipulato un contratto convenzionato, la nuova aliquota si tradurrà in un risparmio d’imposta del 5%, nell’ordine dei 180 euro all’anno per un canone mensile di 300 euro.
Per chi si trova a dover siglare una nuova locazione, invece, la riduzione del prelievo imporrà di rifare da zero le valutazioni di convenienza, ponendosi due questioni:
– conviene di più la tassazione ordinaria o la cedolare?
– è preferibilel’affitto libero o quello concordato?
Ma andiamo per gradi: vediamo le novità del 2013 e su che reddito va calcolata la cedolare secca. Dopo tali osservazioni, diventa più facile capire quali scelte effettuare.

La cedolare secca – Il Legislatore con l’art. 3, D.Lgs. n. 23/2011 contenente “Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale” ha introdotto a decorrere dal 2011 la c.d. “cedolare secca”.
Il nuovo regime di tassazione “alternativo”,rispetto a quello ordinario IRPEF, è riservato alle persone fisiche in relazione ai redditi fondiari derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo.

L’opzione ancor più vantaggiosa nel 2013 rispetto al 2012 – L’opzione per la cedolare secca, già in linea generale più conveniente rispetto alla tassazione ordinaria, dal 2013 presenta ulteriori vantaggi per il contribuente; in particolare:
– l’articolo 4, D.L. n. 102/2013 ha previsto la riduzione dell’aliquota della cedolare secca per i contratti di locazione a canone concordato, che passa dal 19% al 15%;
– l’articolo 4, comma 74, Legge n. 92/2012 ha ridotto la differenza tra base imponibile in caso di cedolare secca (100%) e in caso di tassazione ordinaria (nel 2013 si passa dall’85% al 95%).

Il reddito imponibile – L’imposta sostitutiva va applicata sull’intero canone di locazione se questo è superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%: in caso contrario il reddito imponibile sarà determinato dalla rendita catastale così rivalutata.
Il mancato riferimento al comma 4-bis dell’art. 37, TUIR comporta, infatti, che per determinare la base imponibile ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva non opera la deduzione forfetaria pari a:
– al 5% per i contratti di locazione in generale;
– al 25% per i contratti di locazione di immobili situati nel centro di Venezia e nelle isole limitrofe (Giudecca, Murano e Burano);
– al 5% per i contratti a canone convenzionato (più un’ulteriore deduzione del 30%);
– al 35% per gli immobili di interesse storico artistico.
La cedolare secca si applica ai soli redditi derivanti da contratti di locazione per i quali il locatore ha esercitato l’opzione per il nuovo sistema di tassazione. Pertanto, nel medesimo periodo d’imposta potranno aversi redditi fondiari derivanti da contratti di locazione assoggettati a cedolare secca e redditi fondiari assoggettati ad IRPEF e relative addizionali.

Conclusioni – Dunque, grazie alle novità del 2013, la cedolare conviene a tutti, anche a chi ha redditi bassi, a meno che il proprietario non abbia grandi detrazioni fiscali.
Più complicato, invece, è comprendere se sia migliore il contratto libero o concordato.
Chi firma un contratto a canone concordato accetta di incassare una cifra inferiore ai valori di mercato, ma paga anche tasse ridotte sul reddito da locazione. Si tratta di capire, quindi, se lo sconto sulla cedolare è sufficiente a compensare la riduzione di canone.

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Detrazione anche per caldaie e biomassa

L’Enea nella Faq 42 conferma l’agevolazione del 65%

Premessa – L’agevolazione per risparmio energetico (Detrazione Irpef pari al 65%) è prevista anche in caso di sostituzione della caldaia con una alimentata a biomassa combustibile. È la risposta dell’Enea alla Faq 42.

Stabilità – 
In seguito alla pubblicazione (nella G.U. n° 302 del 27/12/2013) della Legge 27 dicembre 2013 n° 147 (Legge di Stabilità 2014), nel caso di interventi di efficienza energetica, queste detrazioni sono prorogate nella misura del 65%, per spese sostenute dal 6/6/2013 al 31 dicembre 2014 e nella misura del 50%, per spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. Nel caso di interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità di un condominio, queste detrazioni sono prorogate nella misura del 65%, per spese sostenute dal 6/6/2013 al 30 giugno 2015. E nella misura del 50%, per spese sostenute dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.

Faq Enea –
 L’ecobonus 2013-2014 con detrazioni per risparmio energetico al 65% è al centro dell’aggiornamento delle FAQ da parte di Enea, l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo delle Nuove Tecnologie, L’Energia e lo sviluppo sostenibile. Tra i vari quesiti posti figura anche la sostituzione della caldaia con una a biomassa.

Caldaia – In particolare è stato trattato il caso che prevedeva la sostituzione della caldaia con un’altra alimentata a biomasse combustibili. In particolare si chiedeva se trattandosi di fonte rinnovabile, il fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale dell’edificio potesse essere posto pari a zero. Di conseguenza applicando il comma 344 della Finanziaria per tale tipo di intervento, si riteneva essere sempre soddisfatto il vincolo di riduzione dell’indice di prestazione energetica.

Risposta – Nella risposta l’Enea ha fatto presente che il D.M. 26/1/10, in vigore dal 14/3/10, ha profondamente innovato la normativa in materia, modificando il D.M. 11/3/08. L’art. 3 c. 3 di quest’ultimo decreto ora precisa che, ai fini dell’accesso alle detrazioni fiscali, “in caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili si assume una quota di energia fossile pari all’energia primaria realmente fornita all’impianto moltiplicata per il fattore 0,3”.

Detrazione – Si può quindi ancora accedere alla detrazione fiscale applicando il comma 344 della Finanziaria, ma l’intervento deve essere riferito all’intero edificio e non alle singole unità immobiliari che lo compongono.

Condizioni –
 Il D.M. 26/1/10 inoltre prescrive anche che la nuova caldaia a biomasse debba rispettare le seguenti ulteriori condizioni: a) avere un rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di cui alla norma europea EN 303- 5; b) rispettare i limiti di emissione di cui all’allegato IX alla parte quinta del D. Lgs. 3/4/06 n. 152 e successive modifiche e integrazioni, oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti; c) utilizzare biomasse combustibili ricadenti fra quelle ammissibili ai sensi dell’allegato X alla parte quinta dello stesso D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni; d) garantire, per i soli edifici ubicati nelle zone climatiche C, D, E e F, che i valori della trasmittanza delle chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine, rispettino i limiti massimi riportati nella tabella 4a dell’allegato C al D.Lgs. 192/05; e) dichiarare il rispetto dei predetti requisiti nell’asseverazione compilata dal tecnico abilitato e in sede di trasmissione all’ENEA della documentazione necessaria per accedere alle agevolazioni.

Cud 2014: come scaricarlo o richiederlo, a chi e a cosa serve, chi lo spedisce

È finalmente disponibile per il download sul sito dell’Inps il Cud 2014, il documento attestante i redditi percepiti nel 2013 a titolo di indennità di disoccupazione o a titolo di pensione.  Accedendo al sito dell’Inps è necessario cliccare sull’area Servizi Online e poi selezionare dal menu l’opzione Servizi per il cittardino.

Come scaricarlo o richiederlo

Per effettuare l’accesso bisogna inserire il proprio codice fiscale (che funziona come una password) e un codice Pin rilasciato dall’Inps (oppure la chiave di log in fornita dalla Carta Nazionale dei Servizi).

Una volta entrati nella propria pagina pensionate occorre selezionare l’opzione Cud Unificato 2014 e si aprirà così il Cud 2014 che potrà essere salvato in formato Pdf. La procedura è identica sia per i pensionati che per i percettori di indennità di disoccupazione.

Il modello può anche essere richiesto agli sportelli territoriali Inps, alle postazioni informatiche self service (anche qui con il Pin Inps) oppure facendone richiesta all’indirizzo richiestaCUD@postacert.inps.gov.it (un indirizzo con maiuscole e minuscole e che più barocco e complicato non si può immaginare…). Altri soggetti ai quali si può richiedere sono i Caf, i patronati, gli iscritti all’albo dei dottori commercialisti, dei ragionieri, dei periti commercialisti e dei consulenti del lavoro, dei periti o anche tramite le poste. Il Cud si può ricevere a casa chiamando il numero verde 800.43.43.20 (da telefoni fissi) oppure al numero a pagamento (da telefoni mobili) 06.164164.

A chi e a cosa serve

Il modello Cud 2014 deve essere presentati dal datore di lavoro ai propri dipendenti o dall’ente pensionistico ai propri pensionati, per attestare le somme erogate e, quindi, le relative ritenute effettuate e versate all’Erario.

Se il contribuente non ha percepito altri redditi che devono essere assoggettati a tassazione (per esempio compensi per collaborazioni o redditi da locazione) non è obbligati a presentare altre dichiarazioni, come il modello 730 o l’Unico. Presentare modello 730 e Unico può però essere conveniente per i contribuenti che abbiano da portare in deduzione o detrazione le spese sostenute (spese mediche, mutui e ristrutturazioni).

Le novità del Cud 2014

Tre sono le novità del Cud 2014 rispetto a quello 2013:
1) è stato eliminato dalla certificazione il punto relativo al contributo di perequazione previsto sulle pensioni superiori ai 90mila euro;
2) nel campo 132 deve essere valorizzato l’ammontare dei contributi versati a favore di casse sanitarie che lo scorso anno  non abbiano ottenuto l’attestazione d’iscrizione all’anagrafe dei Fondi sanitari di cui al decreto del Ministero della Salute 27/10/2009;
3) sono state ampliate le voci relative alla previdenza complementare e in particolare è stato chiarito che in caso di contributi per previdenza complementare certificati in più CUD ma non conguagliati, è necessario verificare che non sia superato il limite di deduzione massimo annuo corrispondente ad euro 5.164,57.

Chi lo spedisce

I dati contenuti nella nel Cud vengono trascritti nella dichiarazione che ogni sostituto è obbligato a presentare all’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione del sostituto può essere consegnata a un intermediario previsto dalla legge (Caf, associazioni di categoria, professionisti), il quale invia i dati all’Agenzia delle Entrate. Tali dati verranno trattati con modalità prevalentemente informatizzate e con logiche pienamente rispondenti alle finalità da perseguire.

Registro Imprese. Nuove istruzioni per la modulistica

Aggiornate le istruzioni per la compilazione dei moduli aggiornati tenendo conto di “start up” e incubatori.

Aggiornate le istruzioni – Sono state aggiornate le istruzioni per la compilazione e la presentazione della nuova modulistica al Registro delle Imprese (R.I.) e al Repertorio Economico Amministrativo (R.E.A.). Le istruzioni tengono conto delle novità più rilevanti in materia di start up e incubatori certificati, società di cooperative e mutuo soccorso, società tra professionisti, contratti di rete e posta elettronica certificata.

La nuova modulistica dal 1° aprile – La nuova modulistica (D.M. Mise del 18 ottobre 2013) è entrata in vigore dal 1° febbraio e, dopo un periodo transitorio (fino al 31 marzo), durante il quale sarà ancora possibile utilizzare la modulistica preesistente (decreto direttoriale 29 novembre 2011), diventerà dal 1° aprile 2014 l’unico canale operativo per l’invio delle comunicazioni alle Camere di Commercio. Gli uffici del Registro delle Imprese non potranno più accettare domande o denunce presentate utilizzando i vecchi programmi informatici.

La circolare MISE – L’ultima circolare del Ministero dello Sviluppo economico (Divisione XXI Registro Imprese – del 27 febbraio 2014 n. 3668/C) rappresenta una guida alla corretta compilazione telematica della modulistica per il Registro Imprese e il REA. La circolare aggiorna le precedenti istruzioni che sono state emanate con la circolare n. 3649/C del 18 gennaio 2012. Le istruzioni guidano alla compilazione delle informazioni relative alle specifiche tecniche per la creazione di programmi informatici finalizzati alla presentazione delle domande di iscrizione/deposito e delle denunce da presentare rispettivamente al Registro delle Imprese, ed al Repertorio Economico Amministrativo per via telematica o su supporto informatico. La circolare precisa che per qualsiasi domanda di iscrizione e deposito al R.I. e denuncia al R.E.A., effettuata per via telematica o su supporto informatico, devono essere utilizzati esclusivamente appositi software realizzati sulla base delle specifiche tecniche previste, i moduli informatici realizzati sulla base delle predette specifiche tecniche potranno essere utilizzati, ai fini degli adempimenti pubblicitari previsti dalla legge, dal giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle specifiche stesse. Infine, le specifiche tecniche dei moduli informatici sono disponibili in formato elettronico e possono essere prelevate dal sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico http://www.sviluppoeconomico.gov.it, a cui dovranno risultare conformi eventuali versioni del programma riprodotte da soggetti privati.

Adeguamento alla modulistica – La nuova guida del Mise tiene conto di tutte le novità normative intervenute, adeguando così le istruzioni alla modulistica regolamentata con il D.M. del Mise del 18 ottobre 2013. Questo in particolare ha comportato che i moduli S1 (riquadro 4) e S2 (riquadro 9) sono stati aggiornati con le regole legate all’iscrizione nella sezione speciale del registro imprese della società tra professionisti. Le società tra cooperative e società di mutuo soccorso (che hanno l’obbligo di iscrizione anche all’albo cooperative contestualmente all’iscrizione al registro imprese) devono obbligatoriamente utilizzare il modello S1 riquadro 31 per l’iscrizione nel registro imprese. Il modello S2 riquadro 31 viene utilizzato dalle cooperative per le modifiche. Le start up innovative trovano collocazione nel riquadro 32 del modello S1 e S2, il riquadro va compilato per le società start up innovative e incubatori certificati che richiedono l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.

Modello S2 reti d’impresa – Nel modello S2 (riquadro 30) vengono dettate le regole della trasmissione del contratto in rete attraverso il modello standard tipizzato e firmato digitalmente, e in luogo del numero di repertorio si utilizzerà la sigla provinciale e il numero rea dell’impresa di riferimento del contratto. Il riquadro 20 del Modello S2 disciplina invece le delibere societarie non immediatamente efficaci stabilendo che l’adempimento pubblicitario avviene in due fasi.

Redditometro: accolti i rilievi del garante

Circolare n. 6E dell’11 marzo 2014

Premessa – L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 6 di ieri 11 marzo ha accolto i rilievi del parere del Garante della Privacy del 21 novembre 2013 sull’utilizzo del “nuovo redditometro”. Secondo le nuove istruzioni non si potranno utilizzare nel nuovo accertamento sintetico, né in fase di selezione, né in sede di contraddittorio, le spese correnti determinate solo con la media Istat inoltre la tipologia di famiglia di appartenenza (lifestage) verrà confrontata con i dati dell’Anagrafe Comunale ed infine il “Fitto figurativo” è escluso dalla fase di selezione ma rientra nel contraddittorio.

Parere Garante privacy – Il Garante della Privacy con il parere del 21.11.2013 sull’utilizzo del nuovo redditometro nell’ottica di ridurre i rischi specifici per i diritti fondamentali e la libertà degli interessati e rendere il trattamento dei dati personali conforme alla disciplina recata dal Codice, ha prescritto all’Agenzia delle entrate di adottare, prima dell’inizio del trattamento, alcuni interventi relativi alla qualità e conservazione dei dati, all’informativa al contribuente, all’individuazione della reale situazione familiare dello stesso, nonché alla determinazione del contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva.

La famiglia
 – Con le nuove istruzioni fornite dalla circolare n. 6/2014 per evitare che vengano selezionati contribuenti per i quali emerge uno scostamento individuale che potrebbe invece trovare giustificazione nel reddito complessivo dichiarato dalla famiglia, l’Ufficio delle Entrate dovrà concentrarsi sulla reale situazione del nucleo familiare prima ancora di inviare l’invito al contraddittorio grazie al collegamento telematico con l’anagrafe comunale. Peraltro, il contribuente, in sede di primo contraddittorio con l’Ufficio, potrà fornire una diversa rappresentazione della propria situazione familiare, con conseguente attribuzione della nuova tipologia familiare.

Spese correnti – Le spese per beni e servizi di uso corrente determinate con esclusivo riferimento alla media Istat della tipologia di nucleo familiare e area geografica di appartenenza (voci della tabella A del Dm del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012, definite nella circolare n.24/E “Spese Istat”) restano fuori anche dal contraddittorio con il contribuente, oltre che dalla fase di selezione. Solo nel caso in cui gli importi corrisposti per tali spese dovessero essere individuati puntualmente dall’Ufficio potranno essere oggetto di contraddittorio e concorrere quindi alla ricostruzione sintetica del reddito.

Fitto figurativo solo nel contradditorio – In base al Dm 24 dicembre 2012, al contribuente, per il quale non risulta nel comune di residenza alcune delle tipologie di possesso (proprietà o altro diritto reale, locazione o leasing immobiliare, uso gratuito), viene attribuita la spesa per il “fitto figurativo”. Secondo le nuove istruzioni tale voce non verrà presa in considerazione nella fase di selezione del contribuente. Inoltre in sede di contradditorio il contribuente potrà fornire la rappresentazione della sua reale situazione in modo tale da determinare correttamente le “spese per elementi certi” (spese di manutenzione ordinaria, per acqua e condominio) connesse alle caratteristiche dell’immobile a disposizione dello stesso contribuente.

Correttezza dei dati 
– L’Agenzia, per limitare i rischi di errori ed evitare di selezionare posizioni che richiedono riscontri in ordine alla correttezza dei dati presso gli enti fornitori, sta effettuando una preliminare analisi delle informazioni presenti nelle banche dati. In ogni caso gli uffici, qualora rilevino valori palesemente non coerenti con il quadro informativo complessivo relativo al contribuente, devono effettuare ulteriori controlli preventivi sulla correttezza dei dati utilizzati, provvedendo alle opportune modifiche, prima di procedere all’invito del contribuente.