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Bollo auto 2015

Calcolo, scadenza, esenzioni. Ecco la guida.

Il bollo dell’auto, tassa legata alla proprietà del mezzo, si paga una volta l’anno, entro il mese successivo alla scadenza indicata nella ricevuta di pagamento.

Come calcolare il bollo? La procedura è semplice e veloce. Basta collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate e scegliere tra due diverse modalità:

Sul sito è inoltre possibile verificare ipagamenti già effettuati per le sole regioni Marche e Valle D’Aosta, nonché per quelle in cui la gestione della tassa automobilistica è di competenza dell’Agenzia delle Entrate, ovvero Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia.

Il pagamento può essere effettuato presso:

  • le Delegazioni ACI
  • le Agenzie di pratiche auto abilitate
  • taluni Istituti bancari, anche in modalità ATM (sportello Bancomat) e/o Internet Banking
  • presso i tabaccai convenzionati con Banca ITB, direttamente collegati al Ruolo Regionale
  • presso i tabaccai aderenti al polo Lottomatica
  • gli Uffici postali

Scadenza

Quando si paga il bollo? Ecco la tabella con i riferimenti per il pagamento del 2015 (fonte Sermetra).

SCADENZA QUANDO PAGARE
Dicembre 2014 Dal 1 Gennaio 2015 al 2 Febbraio 2015
Gennaio 2015 Dal 1 Febbraio 2015 al 2 Marzo 2015
Aprile 2015 Dal 1 Maggio 2015 al 1 Giugno 2015
Maggio 2015 Dal 1 Giugno 2015 al 30 Giugno 2015
Luglio 2015 Dal 1 Agosto 2015 al 31 Agosto 2015
Agosto 2015 Dal 1 Settembre 2015 al 30 Settembre 2015
Settembre 2015 Dal 1 Ottobre 2015 al 2 Novembre 2015
Dicembre 2015 Dal 1 Gennaio 2016 al 1 Febbraio 2016

Esenzioni e riduzioni

In quali casi sono previste le esenzioni del bollo?

Le riduzioni o esenzioni variano a seconda della Regione/provincia autonoma di residenza dell’intestatario del veicolo. In generale le riduzioni/esenzioni sono previste per:

  • Gli autobus ad uso noleggio da rimessa con/senza conducente o di linea
  • I veicoli uso privato noleggio da rimessa locazione con conducente
  • I veicoli alimentati “esclusivamente” a GPL o metano, se conformi alle Direttive Cee sulle emissioni inquinanti
  • Le autovetture adibite al servizio pubblico da piazza (taxi)
  • Gli autoveicoli uso scuola guida
  • I veicoli a motore elettrico sono esenti per i primi 5 anni
  • I veicoli con alimentazione a idrogeno o ibrida elettrica e termica
  • Gli autoveicoli adibiti ad uso specifico: trasporto latte, immondizie, carni macellate fresche,spurgo pozzi neri, generi monopoli di stato
  • Gli autocarri di peso complessivo pari o superiore a 12 tonnellate muniti di sospensione asse motore pneumatica o equivalente
  • I veicoli con alimentazione doppia hanno diritto ad agevolazioni solo in alcune Regioni/Province autonome

Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito ACI.

In caso di disabilità, è riconosciuta l’esenzione dal pagamento del bollo auto nei seguenti casi:

  • disabilità sensoriali (non vedenti e sordi);
  • disabili con handicap grave psichico o mentale titolari di indennità di accompagnamento;
  • disabili con grave limitazione della capacita di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie per i quali è necessario l’adattamento del veicolo.

Sono le Regioni, competenti in materia di tassa automobilistica, ad avere la facoltà di ampliare o ridurre la platea dei beneficiari.

I veicoli che possono godere dell’esenzione sono:

  • le autovetture
  • gli autoveicoli per trasporto promiscuo
  • gli autoveicoli per trasporti specifici
  • le motocarrozzette
  • i motoveicoli per trasporto promiscuo
  • i motoveicoli per trasporti specifici

Si specifica che il limite di cilindrata previsto è di 2000 cc per i veicoli a benzina e di 2800 cc per i veicoli diesel.

Novità della Legge di Stabilità 2015

In base a quanto disposto dalla Legge di Stabilità 2015, dal 1 gennaio le auto comprese tra i 20 e i 29 anni dovranno pagare il bollo regolarmente. Restano quindi esonerati dal versamento del bollo solo i proprietari di auto con almeno 30 anni di vita di certificato interesse storico.

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Bollo auto. Boom di evasione

Vulnus da 850 mln di euro l’anno nelle entrate fiscali.

Il gettito e il bollo – Non tutti gli italiani detentori di un’automobile pagano la tassa di possesso, vale a dire il più conosciuto bollo auto. A rilevarlo è un’indagine svolta in maniera congiunta dall’Aci e da Quattroruote. In sostanza, secondo i risultati ottenuti, se tutti gli automobilisti proprietari del mezzo che guidano pagassero la relativa tassa di possesso, le entrate fiscali subirebbero un incremento di 850 milioni di euro, cifra che purtroppo al momento equivale invece al vulnus creato proprio dal mancato pagamento del bollo. A ben vedere, dall’indagine viene a galla che in Italia circolano 34,4 milioni di veicoli soggetti alla tassa, con un gettito stimato pari a 6,45 miliardi di euro, ma che in realtà, alla luce di quanto riscosso dalla Regioni, risulta pari a 5,6 miliardi.

Regioni più ‘attive’ – L’indagine condotta dai due organismi che orbitano intorno al mondo dei motori mostra quindi la necessità di un intervento radicale, una misura che possa generare un’opportuna inversione di rotta. Quattroruote e Aci chiedono con estrema chiarezza e trasparenza “un’azione più determinata da parte degli enti preposti ai controlli al fine di stanare gli evasori che indenni continuano a passare i controlli e che, comunque, non rischiano molto, vista l’esiguità delle sanzioni previste per chi almeno paga dopo la scadenza”. Intanto, per quel che concerne i dati reali messi a disposizione dalle Regioni, i due organismi hanno sottolineato che gli introiti relativi al 2013 sono stati resi disponibili solo dall’Emilia Romagna che ha incassato 473,4 milioni di euro, laddove le richieste di pagamento, tra avvisi ‘bonari’ e cartelle di Equitalia, ammontano a 41 milioni di euro che non sono mai stati pagati. Nella Regione Campania, secondo fondate indiscrezioni, si parla addirittura di circa mezzo milione di evasori totali del bollo auto. Nell’indagine si evidenzia che “malgrado le pesanti ripercussioni sui loro bilanci, raramente le Regioni applicano la facoltà di chiedere la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del Pra – e quindi il ritiro di targa e carta di circolazione – come previsto dall’articolo 96 del Codice della Strada, dopo almeno tre anni di mancato pagamento”. Il provvedimento, dal 1999 a oggi, cioè da quando la riscossione del tributo è passata dallo Stato agli enti locali, è stato applicato con regolarità solo da due Regioni quali la Lombardia e la Liguria. Uno scenario preoccupante, soprattutto alla luce delle recenti riflessioni su spending review e risparmi. Il punto è che l’Aci stima la presenza di un milione i veicoli abbandonati o finiti all’estero senza previa regolarizzazione della rispettiva posizione. Stando così le cose, le Regioni continuano a pagare, laddove una radiazione permetterebbe il conseguimento di un risparmio all’incirca pari a 25 milioni di euro l’anno sulle spese inerenti ai tentativi di recupero di crediti di fatto inesigibili.

Focus Adiconsum – 
Sul tema è altresì intervenuta Adiconsum, per mezzo del proprio presidente nazionale Pietro Giordano. Valutando allarmante il dato esposto dall’indagine Aci-Quattroruote, l’Adiconsum ha portato a galla un altro aspetto altrettanto preoccupante, ossia quello delle “circa 3,8 milioni di persone che risultano all’Anagrafe nazionale veicoli (tenuta dalla Motorizzazione) intestatari di un veicolo circolante che però all’Ania non risulta coperto da alcuna assicurazione”. In merito a ciò, Pietro Giordano ha ricordato che l’attuale governo “sta cercando proprio in questi giorni di reperire risorse per rilanciare l’economia”. Il parere del numero uno dell’associazione è che nel settore automobilistico persistano ancora non poche zone d’ombra sulle quali sarebbe opportuno puntare i riflettori, si tratta infatti di nodi e cavilli che hanno dato modo, ai vari furbetti, di evadere tranquillamente. Un tale atteggiamento, secondo Giordano, ha in sostanza fatto il gioco di quanti hanno interesse a che i premi assicurativi italiani, che sono i più alti d’Europa, rimangano tali. Pertanto, il leader dell’Adiconsum si è rivolto al Ministero delle Infrastrutture e al titolare Lupi, chiedendogli di “adoperarsi con fermezza per far emergere il fenomeno delle false assicurazioni e di avviare per i proprietari dei veicoli che non risultano coperti da assicurazione gli opportuni controlli”.