Archivi tag: aziende

Jobs Act: demansionamento più facile?

Ammortizzatori sociali, revisione dei contratti, abolizione dell’articolo 18: sono solo alcune delle principali novità contenute nel Jobs Act, tra cui spunta anche la norma sul demansionamento. Cosa contiene il testo della legge delega a riguardo? l’Obiettivo sarebbe quello di coniugare

“l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento”.

Il cambio di mansioni potrà avvenire rispettando delle condizioni, come la tutela del posto di lavoro e della professionalità del dipendente.

I sindacati temono che questa pratica del demansionamento, vietata dal codice civile, possa prendere piede e quindi consentire alle aziende di gestire le proprie risorse con un alto grado di flessibilità, in ragione dei livelli produttivi, senza rischiare cause di lavoro, proprio in ragione del demansionamento.

Come si evince dal termine stesso, il demansionamento consiste nell’assegnare al lavoratore delle mansioni inferiori rispetto a quelle per cui è stato assunto.

L’art. 2103 del Codice Civile disciplina questa situazione:

“Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione”.

Ne consegue che il dipendente può cambiare mansioni e ruolo in virtù di una promozione o mantenendo il medesimo inquadramento, ma non tramite un demansionamento, a maggior ragione se prevede una decurtazione dello stipendio.

Il demansionamento del dipendente oggi è previsto in due situazioni:

  • tutela del posto di lavoro del dipendente;
  • tutela della salute del dipendente.

Demansionamento e abolizione dell’articolo 18 sono spettri che aleggiano sempre più sulle tese dei lavoratori italiani, per i quali le tutele contro gli abusi e le torsioni autoritarie sono sempre più deboli.

Annunci

Durc interno. Aziende invitate alla regolarizzazione

Sono partiti gli inviti alla regolarizzazione del Durc interno del mese di giugno 2014

Premessa – L’INPS, con il messaggio n. 5828/2014, ha invitato a regolarizzare la posizione delle aziende per fruire dei benefici nel mese di giugno 2014, prima del completamento di tutte le elaborazioni preliminari alla definizione della posizione aziendale rispetto alla spettanza dei benefici, di cui all’art. 1, c. 1175 della L. n. 296/2006. Di conseguenza, tutte le PEC inviate dalle procedure centrali con una richiesta di regolarizzazione per ottenere il riconoscimento dei benefici nel mese di giugno 2014 (aventi come oggetto: giugno 2014 e pregressi) saranno annullate. A tal fine, i sistemi informativi centrali stanno provvedendo ad eliminare
le relative notifiche presenti all’interno del “Cassetto Previdenziale”. Nessun invito alla regolarizzazione sarà invece emesso nei mesi di luglio e agosto.

DURC interno – Il “DURC interno” altro non è che un documento richiesto dai soli datori di lavoro dipendente ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi. In particolare, l’art. 3, c. 4, del D.M. 24 ottobre 2007 prevede che l’INPS – per i benefici di propria competenza – verifica i presupposti per il rilascio del DURC, senza emettere il Documento “formale”. Quest’ultimo, in pratica, viene sostituito da un sistema di segnalazione degli esiti della verifica (c.d. semafori) che danno luogo al “DURC interno” nell’ambito del “Cassetto previdenziale Aziende”; il “semaforo verde” indica una situazione compatibile con il godimento dei benefici, mentre il “semaforo rosso” indica una situazione incompatibile con il godimento dei benefici.

Il nuovo sistema di gestione – Nei mesi scorsi l’INPS ha comunicato l’avvio di un nuovo sistema di gestione del “DURC interno”, che ora viene effettuato direttamente dall’Istituto, in qualità di ente tenuto a riconoscere i benefici di legge subordinati alla regolarità contributiva e non più dal datore di lavoro attraverso la denuncia contributiva relativa al mese in cui sono richiesti i benefici stessi. In considerazione delle difficoltà in fase di avvio del sistema, il primo “preavviso di DURC interno negativo” è stato inviato lo scorso 15 maggio 2014. Tale primo preavviso è stato recapitato esclusivamente alle aziende per le quali risultino delle irregolarità incidenti sul diritto al riconoscimento dei benefici, ovvero per le quali sono state emesse note di rettifica con causale “addebito art. 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

Annullamento Durc interno – L’INPS tiene a precisare, inoltre, che qualora il funzionario ravvisi la mancata lettura da parte della procedura dell’avvenuta regolarizzazione della posizione aziendale, conserva comunque la possibilità di annullare il DURC interno negativo generato dalla stessa procedura effettuando la forzatura del corrispondente semaforo rosso contrassegnato con il lucchetto chiuso ed annotando in procedura i motivi della forzatura. Infine, viene precisato che le note di rettifica attive emesse nel mese di giugno 2014 e non sanate passeranno al “Recupero Crediti” a partire dal prossimo mese di settembre.

Canone RAI speciale: che cos’è e chi lo paga?

Ci siamo lasciati dietro le spalle da pochi mesi il pagamento del Canone RAI ed ecco che il tributo più odiati dagli italiani torna a bussare alle porte dei contribuenti, ma non di tutti. La polemica di questi giorni riguarda il Canone RAI speciale: che cos’è?

Il pagamento del Canone RAI speciale può essere richiesto dallo Stato alle aziende iscritte alle Camere di Commercio che possiedono apparecchi idonei a ricevere le trasmissioni televisive. Nello specifico il Canone RAI speciale deve essere versato da quelle strutture che fanno della TV un uso lavorativo, come ad esempio ristoranti, bar, uffici, hotel.

In sostanza, come è spiegato sul sito della RAI:

“Il Canone radio-tv Speciale riguarda la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive fuori dall’ambito familiare nell’esercizio di un’attività commerciale e a scopo di lucro diretto o indiretto: per esempio Alberghi, Bar, Ristoranti, Uffici”.

Quali sono gli apparecchi soggetti al pagamento del Canone RAI speciale?

Chi deve pagare il Canone RAI speciale?

I potenziali destinatari del Canone RAI speciale sono 70.000, ovvero il numero delle imprese iscritte al registro della Camera di commercio.

Come abbiamo accennato il Canone RAI speciale interessa le strutture che utilizzano quotidianamente la TV a scopo lavorativo, tuttavia le richieste di pagamento sono state recapitate anche a Partite IVA, commercianti, artigiani.

L’accento viene posto anche sugli “impianti di videosorveglianza”, i quali, se incorporano apparecchiature idonee a ricevere il segnale televisivo, pur non essendo usate in tal senso, danno luogo all’obbligo del pagamento del Canone RAI speciale.

Confartigianato è vicina ai contribuenti in questa battaglia e ha reso disponibile un modulo per la comunicazione di mancato possesso degli apparecchi soggetti al pagamento dell’abbonamento speciale.

http://www.forexinfo.it/IMG/pdf/fac-simile-rai.pdf

Quanto e quando si paga il Canone RAI speciale?

Gli importi 2014 sono riassunti sul sito della RAI.

termini per il pagamento del Canone RAI speciale sono i seguenti:

  • 31 gennaio (pagamento annuale);
  • 31 gennaio e 31 luglio (pagamento semestrale);
  • 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre (pagamento trimestrale).
Per informazioni:

Sei un privato e non vuoi più pagare il Canone RAI? Ricordati di disdire entro il 31 dicembre!