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l’uscita dall’Euro è sempre più vicina

Se la Grecia uscisse dall’Euro, l’Italia perderebbe 61 miliardi di euro. Tutte le cifre contenute nel rapporto shock di Barclays.

61 miliardi di euro. Questi i soldi che l’Italia rischia di perdere se la Grecia esce dell’Euro, praticamente il costo di una maxi – manovra da «lacrime e sangue».

Un’eventualità tutt’altro che remota date le recenti news provenienti dall’Eurogruppo e i continui dissidi tra Tsipras e i vertici UE.

L’esposizione del nostro Paese verso Atene, è stata calcolata da Barclays, una dele più grandi banche internazionali che giorno dopo giorno pubblicano report drammatici per gli ellenici, ma anche per noi. Anzi, per essere precisi, l’istituto parla di 61,2 miliardi di euro che l’Italia vedrebbe andare in fumo come conseguenza della Grexit.

Se fino a pochi giorni fa infatti, l’abbandono della moneta unica da parte della Grecia sembra un’eventualità remota, oggi le possibilità che questo avvenga sono salite al 30 – 40%.

Italia e Grecia: i calcoli di Barclays
Secondo la banca infatti:

“le possibilità di uscita sono più alte adesso che nel 2012”

Subito dopo arrivano le cifre, catastrofiche per chiunque.

Per quanto riguarda l’Italia, la tabella sull’official exposure inanella una serie di numeri la cui somma spaventa, e pure parecchio:

- 10 miliardi di prestiti bilaterali,
- 27,2 tramite il fondo salvastati,
- 4,8 come quota parte dell’operazione Securities Markets Programme del 2012
- 19,2 come passività derivanti dal Target 2 (il sistema di compensazione dei pagamenti fra banche nazionali coordinato dalla Bce.

Barclays sottolinea che le ultime due voci sono state calcolate in base al cosiddetto capital key, ovvero la quota che l’Italia ha nel capitale della BCE (17%).

La somma delle varie perdite arriva a 61,2 miliardi di euro, una cifra che corrisponde al 3,8% del Pil italiano.

Ma, se vale la legge del «mal comune mezzo gaudio», a rimetterci parecchio saranno anche Germania e Francia che, in caso di Grexit, perderebbero rispettivamente 91,6 e 70,1 miliardi di euro (3,3% del PIL per ognuna). Malissimo anche per gli altri Stati Membri, la cui esposizione corrisponde a:

- Estonia: 4,3% del Pil,
- Slovacchia: 4,2% del PIL,
- Malta: 5,3%.

Grexit: le conseguenze per la Grecia
Ma Barclays si spinge oltre sostenendo che un’uscita «veloce e traumatica» come quella che si prospetta, potrebbe causare ripercussioni pesantissime sui singoli cittadini greci:

«La storia insegna che pochi governi sono sopravvissuti in casi del genere. Come negli altri casi, le più colpite sarebbero le classi medie, senza soldi all’estero né speciali proprietà»

La fuga dalle banche sarebbe la prima mossa che gran parte della popolazione attuerebbe, ancor prima che venga fissato il nuovo cambio della dracma, le banche andrebbero incontro al collasso e alla statalizzazione. Uno scenario da incubo che però potrebbe non essere migliore nel caso in cui si trovasse una soluzione in extremis e la Grecia restasse nell’Euro.

Nel caso in cui Tsipras si sottomettesse al volere della Troika il debito pubblico, attualmente al 175% del PIL: scenderà entro il 2020 al 120%, in caso contrario bisognerà attendere 10 anni in più. E tutto questo ammettendo che venga concesso ad Atene l’azzeramento degli interessi per 20 anni.

«La Grecia resterebbe per decenni altamente esposta a shock fiscali e dipendente da aiuti finanziari».

Insomma, in ogni caso, si prospettano anni durissimi. E non solo per la Grecia

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